Michetti primo ma non sfonda, Gualtieri spera

I risultati del sondaggio realizzato da Lab 2101 per Affaritaliani.it. Il candidato sindaco del centrodestra in testa ma lontanissimo dal 30%. L’ex ministro del Pd al ballottaggio avrebbe margini di crescita enormi. E con lui sta per entrare in campo Zingaretti. La sindaca Virginia Raggi se la gioca nonostante tutto, mentre Carlo Calenda sarebbe determinante al secondo turno. Tutti gli scenari e i risultati.

Un sondaggio che nel Pd e soprattutto nel quartier generale di Nicola Zingaretti viene studiato con molta attenzione e che indubbiamente induce ad una moderata fiducia. Un sondaggio sul quale il centrodestra dovrebbe riflettere. Mentre Virginia Raggi tutto sommato regge, mentre Carlo Calenda dovrebbe accontentarsi (stando alle rilevazioni) di fare da ago della bilancia al ballottaggio. Perché una cosa è sicura: la partita di Campidoglio si deciderà ai tempi supplementari, al secondo turno.

Il sondaggio di Affaritaliani

Mario Abbruzzese con il candidato sindaco di Roma Enrico Michetti

Il sondaggio preelettorale è stato realizzato dalla società specializzata Lab 2101 in esclusiva per Affaritaliani.it il primo quotidiano digitale italiano, in rete dal 1996. Rigoroso il metodo scientifico utilizzato: 893 le interviste realizzate con la metodologia Cati (fisso)-Cami (mobile)- Cawi (web). Il periodo di rilevazione è quello compreso tra il 16 e il 26 agosto. Un’indagine demoscopica attendibile, con una domanda semplice. Questa: in definitiva quale candidato vorrebbe, tra questi, come sindaco di Roma?

Al primo posto c’è Enrico Michetti del centrodestra, con una forchetta che oscilla tra il 29,9% e il 33,9%. Soglia troppo lontana da quella soglia del 40% ritenuta importante da Giorgia Meloni e Matteo Salvini per poi provare a vincere al ballottaggio. Perché sicuramente Michetti avrà la spinta enorme dei Partiti al primo turno, che però poi si esaurirà. E allora il percorso diventerà in salita. A conferma dei dubbi che continuano ad esserci nel centrodestra sulla capacità di Michetti di poter andare oltre i confini dello schieramento.

Discorso diametralmente opposto per Roberto Gualtieri, il candidato sindaco del Pd. Ha una forbice compresa tra il 22,2% e il 26,2%. Non tale da metterlo al sicuro, ma comunque significativa considerando che lui deve fare i conti con Carlo Calenda ma anche con Virginia Raggi. Ed è proprio questo però a dargli degli spazi enormi al secondo turno.

L’arma in più di Gualtieri

Roberto Gualtieri

Gualtieri, già ministro dell’economia del Governo Conte bis, è stato fortemente voluto da big come Goffredo Bettini, Claudio Mancini e Bruno Astorre. E inoltre aspetta di poter schierare in campagna elettorale quella che potrebbe essere l’arma vincente: Nicola Zingaretti.

I margini di crescita sono enormi. Anche se  nel Pd sottolineano come il punto minimo di Gualtieri (22,2%) è sotto quello massimo della Raggi (23,8%). Il che vuol dire che la concentrazione dovrà essere mantenuta al massimo. Ma è evidente sin da adesso che in ogni caso al ballottaggio Roberto Gualtieri sarebbe il grande favorito contro chiunque. Ora si tratta di accelerare nei singoli quartieri.

Il terzo posto della sindaca

La sindaca Virginia Raggi è al terzo posto: il risultato minimo che la rilevazione le attribuisce è il 19,8%, quello massimo il 23,8%. Il che costituirebbe una performance bassa se si considera che è sindaca in carica. Ma se il ragionamento si sviluppa sui disastri e sulle emergenze (in primis i rifiuti), allora la prospettiva cambia. Perché vuol dire che Virginia Raggi ha comunque uno “zoccolo duro” che prescinde anche dal sostegno (timidissimo) dei Cinque Stelle.

Un risultato che certamente non potrebbe essere “trasportato” per intero al secondo turno, ma che comunque la Raggi utilizzerebbe all’interno del Movimento.

Il ruolo di Calenda

Carlo Calenda (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Infine Carlo Calenda: tra il 14,3% e il 18,3%. Il leader di Azione sta facendo un’ottima campagna elettorale da un anno. Ma sul piano politico deve prendere atto che non può competere con il Pd.

La domanda è: Roma potrà essere un laboratorio per un’alleanza anche nazionale? Perché sicuramente Carlo Calenda al ballottaggio diventerà un interlocutore per Roberto Gualtieri. I due peraltro sono stati ministri. Il punto è questo.

A pochi giorni dalla presentazione delle liste, la lotta per il Campidoglio è già senza tregua. E dal 4 settembre in poi entra in campo Nicola Zingaretti.

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