Migliorelli all’esame di sindaci e Cda. Per disegnare la Saf del futuro

Lunedì l’assemblea della Saf convocata per il rinnovo del presidente e del cda. In gioco non c'è tanto il nome del presdente Migliorelli. Ma il nuovo modello green che sta cercando di realizzare. "In cinque anni sarà realtà”

Lunedì. Ore 15, l’appuntamento è a Frosinone per l’Assemblea dei sindaci della Saf. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del Bilancio 2019, ma il pezzo forte è altro. Il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione e l’elezione del Presidente.

In gioco non c’è solo la conferma del presidente uscente è Lucio MigliorelliC’e soprattutto la continuazione del suo progetto di trasformazione del ciclo dei rifiuti: il rinnovamento più radicale di quel modello che venne messe a punto da Francesco Scalia un quarto di secolo fa e che fino ad oggi ha messo la Ciociaria al riparto da qualsiasi emergenza.

La rivoluzione Migliorelli è un ciclo che si basa sui moderni concetti di economia green e di economia circolare. Sul recupero intensivo delle materie prime e la riduzione all’osso dei materiali destinati alle discariche. Una rivoluzione che prevede la chiusura dello storico impianto Saf di Colfelice per mettere fine al modello Tmb (tritovagliatura meccanica) per rimpiazzarlo con una modernissima fabbrica dei materiali. Prevede di riportare in Ciociaria i nostri avanzi di cucina e smettere di pagare 160 euro a tonnellata chi ci fa il piacere di prenderseli ricavandone poi bio metano per le auto ed i riscaldamenti. Un progetto sul quale ha stretto un patto con il gruppo SaxaGres di Francesco Borgomeo.

La sfida questa volta non è politica. Non è tra un presidente uscente di centrosinistra ed un candidato avversario proposto dal centrodestra. La sfida è ideologica.

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Presidente, parlare di bilanci è quasi un obbligo…

«Sono soddisfatto del lavoro fatto in nemmeno tre anni. L’azienda sta subendo cambiamenti radicali, riuscendo comunque al contempo a garantire regolarità ed efficienza del servizio. Anche nei momenti difficili è stato così, come in piena emergenza Covid. Siamo determinati a voler concludere il ciclo di innovazioni. Innovazioni che trasformeranno la Saf in una realtà protagonista dell’economia circolare del rifiuto».

Manca l’ultima autorizzazione regionale per dare il via alla Fabbrica dei Materiali entro un anno. La rilascerà la Conferenza dei Servizi. Il nuovo spot farà recupero di elevate quantità di materia dai rifiuti conferiti dai Comuni. La tempistica è congrua?

 «Sarà tutto pronto in meno di 5 anni, che sono la durata del mandato di un sindaco. Con i tempi della burocrazia italiana già questi tempi così ristretti sono un record».

Tredici milioni di investimento senza batter cassa ai soci: cioè ai Comuni e quindi ai cittadini. In più, avete raggiunto un accordo con la Provincia per lo sblocco dei 6 milioni di euro destinati dalla Regione Lazio. Il resto lo cofinanzierà Saf. I soldi ci sono, ma nel concreto a cosa puntate?

«L’obiettivo è far sì che smaltimento e recupero energetico siano residuali. Avremo percentuali molto alte di recupero di materia dai rifiuti. Abbatteremo i quantitativi destinati alla filiera discarica / termovalorizzatore. La materia recuperata, soprattutto plastiche e metalli, sarà ricollocata nelle filiere produttive. Ciò significa benefici per la collettività sia da un punto di vista economico che ambientale».

Il personale della Saf di Colfelice con la mascherina di prevenzione al Covid-19
Torniamo ai soldi. Chiudete il 2019 in perdita a quota 372mila. Somma che coprirete con il patrimonio interno. Il piano 2018 prevedeva che l’anno scorso avreste superato i 2 milioni di perdita. Quindi avete amministrato virtuosamente ed è un fatto. E i risultati ambientali?

«Abbiamo registrato un forte calo del numero dei camion transitati in impianto. Inoltre i conferimenti presso la discarica di bacino e il termovalorizzatore si sono ridotti considerevolmente. Meno smog, meno emissioni in atmosfera e contenimento dell’impatto ambientale. L’abbattimento di Co2 e delle polveri sottili è certificato dai monitoraggi di Arpa Lazio».

Andrete in partnership operativa con Saxa Gres per fare gli impianti che lavoreranno l’organico della Ciociaria. Il prodotto finale sarà l’energia pulita da fonti rinnovabili. Servirà per alimentare i mezzi di trasporto. Il resto andrà a fertilizzare i campi come compost. All’assemblea di lunedì ci arrivate con molte idee in testa. E con i sindaci?
Impianto di biogas Foto © Riccardo Squillantini / Imagoeconomica

«Chiuderemo, sul nostro territorio, il ciclo di trattamento di tutti i nostri rifiuti. Lunedì è il giorno dell’Assemblea dei Sindaci. Con tutti loro ho avuto in questi anni una interlocuzione costante, sono sempre stato disponibile al dialogo. Con i loro voti e la loro fiducia ho avviato, insieme al CdA, la trasformazione del sito di Colfelice. Non sono mai mancati ascolto e collaborazione. Ritengo che questa continuità di rapporto sia il valore aggiunto della mia presidenza. Mi auguro che i sindaci vorranno tenerne conto. E quindi votare per la continuità di un percorso che io ho guidato con il loro sostegno e forte della loro fiducia».

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