I misteri politici del compagno Max Mignanelli

Ma con chi sta, Massimiliano Mignanelli?

Il consigliere provinciale ha spalancato la porta al dubbio durante il suo intervento nella lunga no stop elettorale di Teleuniverso.

«Direttore, lei si ostina a collocarmi all’interno di Alternativa Popolare. Io sono capogruppo del Gruppo Misto in seno alla Provincia di Frosinone» ha detto ad un certo punto Mignanelli.

«Mi sta dicendo che non è di Alternativa Popolare?» domanda il direttore Alessio Porcu con uno di quei quesiti apparentemente banali che invece sono come la mossa del Cavallo negli scacchi: si prepara a piombarti alle spalle.

«Io ho un dialogo con Beatrice Lorenzin, la mia posizione in Alternativa Popolare è da definire»: mette in chiaro il consigliere provinciale.

«Ma lei non è lo stesso che poche settimane fa ha partecipato all’Assemblea Nazionale di Alternativa Popolare ed ha pure votato?». Scacco.

«Si ma la mia posizione è da definire» si arrocca Mignanelli.

Le opzioni sono tre. La prima. Massimiliano Mignanelli, consigliere provinciale di Alleanza Popolare, si è sfilato dal Partito e si è candidato alle Provinciali di gennaio nella lista del Pd. Come indipendente. Non lo avrebbe mai fatto senza il benestare del ministro Beatrice Lorenzin. E adesso sta aspettando che la sua amica dai tempi in cui entrambi guidavano il movimento giovanile della prima Forza Italia, faccia il passo politico. Appena lei esce dal Partito lui ufficializza che la segue.

La seconda. Francesco De Angelis, subito dopo le scorse provinciali, ha detto che una parte dei voti con i quali Mignanelli è stato eletto ce li ha messi lui. Adesso il compagno Max ha una cambiale politica da onorare con il presidente del Consorzio Asi. E non può pagarla stando dentro Alternativa Popolare. Quei voti li deve restituire. Ad esempio, facendo votare Mauro Buschini alle prossime regionali. O concentrando le sue centinaia di preferenze sulla pizza di Cassino, piazzandole sul nome di Francesco De Angelis alla Camera. Ma anche entrambe le cose.

La terza. Mignanelli non ha mai sopportato il ruolo del coordinatore provinciale Alfredo Pallone. Lui sa di avere le preferenze ed ha la consapevolezza del suo peso politico. Su quel consenso ha costruito la propria forza politica. Che non contempla la possibilità di portare le briglie. Allo stesso tempo però Pallone non sopporta in squadra i battitori liberi. Viene dal craxismo. E ne ha mutuato i canoni.

C’è anche una quarta ipotesi. E cioè: che siano vere tutte e tre le prime messe insieme.

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