I sassolini di Fagiolo: «Nella Lega si lavorava per favorire Latina»

FOTO © GIORNALISTI INDIPENDENTI

Il perché della rottura con la Lega. E del passaggio a FdI. Abbruzzese è sul Carroccio: "È un Partito fanfaniano oramai”. Lo scontro dopo l'ennesimo azzeramento: "Qui si lavora per indebolirci a favore di Latina”. Come andò a cassino: "Mi dispiace, non fu cola di Zicchieri ma di Palombo”. Le indecisioni su Pontecorvo "Incomprensibili”. E su Sora: "Pagherà Di Stefano”. Il nuovo percorso

È uscito senza fare rumore. Non è nel suo stile. Mimmo Fagiolo è uno che le sue idee le difende a voce alta. Come la volta in cui incontrò il mitico presidente della Roma Dino Viola a passeggio nella parte alta di Frosinone: gli si parò davanti con il braccio teso nel saluto romano e gli urlò “Presidente, la Frosinone Juventina la saluta“. Bianconero allo stadio, nero in politica: non nostalgico, ma senza dubbio di Destra.

Si era appassionato alla Lega, ne era diventato una delle pietre angolari in provincia di Frosinone dai tempi delle percentuali precedute dallo zero. Ne è divenuto il vice coordinatore provinciale. In città ha seguito: le preferenze lo hanno spedito in Consiglio comunale. C’è chi giura che fosse una specie di Rasputin e tenesse per gli attributi il coordinatore regionale Francesco Zicchieri in virtù di chissà quale segreto conosciuto.

In realtà è stato un uomo politicamente affidabile per la Lega e Zicchieri chi ha dato fiducia. Da una settimana è andato via: è passato con i Fratelli d’Italia.

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da sinistra PAOLO PULCIANI, MIMMO FAGIOLO, MASSIMO RUSPANDINI
Consigliere Fagiolo come si sta nella nuova casa politica?

Eccezionalmente bene, sopratutto sereni.

Nell’altra non c’era più tranquillità?

Non c’era chiarezza. Si decideva una cosa e poi se ne faceva un’altra. Qui le linee sono dritte, non si procede a zig zag. Non c’è bisogno di chiedere l’autorizzazione: una volta stabilita la direzione è quella e si va avanti. E questo lascia politicamente sereni.

Il Carroccio era diventato troppo affollato: come ogni carro dei vincitori?

Non posso coesistere con gente come Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli e chiunque abbia rappresentato quella parte politica contro la quale noi aderimmo alla Lega proprio per combatterli. Io sono entrato in Noi con Salvini per combattere queste persone e questo loro modo di fare politica.

MARIO ABBRUZZESE E MATTEO SALVINI © IMAGOECONOMICA
Cosa c’entra Mario Abbruzzese: anche lui è diventato leghista?

Non ufficialmente, mi dicono. A me l’hanno fatta passare così. Ma quando ho minacciato di uscire dalla Lega mi ha chiamato lui per convincermi a restare. Siete stati voi a rivelare che la stessa cosa ha fatto con il nostro capogruppo di opposizione a Sora Luca Di Stefano.

Il punto di svolta è stata la famosa riunione con Francesco Zicchieri al parco Matusa, in cui ci fu il confronto con Zicchieri e Ottaviani: quella che lei ha sempre negato fosse avvenuta, contro ogni evidenza? (leggi qui La Lega va al confronto interno: troppe tensioni. e leggi anche qui La Lega smentisce, Alessioporcu.it conferma).

Io continuo a dire che quel giorno non c’è stato nessun chiarimento, nessun confronto interno tra il Gruppo, il coordinatore Regionale ed il sindaco.

È evidente che quell’incontro ci fu: ci sono anche le foto.

Loro si sono incontrati. E per loro intendo il sindaco Nicola Ottaviani, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, il coordinatore regionale Francesco Zicchieri e l’allora coordinatore provinciale Francesca Gerardi. Non ci fu alcun confronto con noi, non avvenne alcun chiarimento. A quella loro riunione non ha partecipato il coordinatore comunale della Lega di Frosinone, non ho partecipato io, non ha partecipato alcun consigliere comunale della Lega.

Eppure le foto vi ritraggono tutti insieme al parco Matusa.

Io e l’assessore Rossella Testa eravamo nel suo ufficio in Comune. Aprimmo la porta e ci trovammo davanti l’onorevole Francesca Gerardi che aveva sbagliato ala del municipio: la riunione alla quale lei, ottaviani, Ciacciarelli e Zicchieri dovevano partecipare si tenne nella zona degli uffici del sindaco. Ma tra i due gruppi non ci fu alcun confronto né politico né di altro genere.

Nicola Ottaviani, Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi
E come arrivaste tutti insieme al Matusa?

Ci dissero di andare, io mi sono seduto ma né io, né l’assessore Testa né altri hanno avuto alcun confronto diretto. Intervennero solo Zicchieri randellando contro Zingaretti. Poi intervenne Ottaviani in favore della Lega.

A noi risulta che quel giorno si aprì la frattura: sui nomi del Direttivo provinciale.

Dopo quella comparsata al Matusa andammo nel piazzale esterno del municipio e lì si parò di un’idea di Direttivo Provinciale che doveva essere annunciata. Dissi che non la trovavo una bozza ben calibrata: non c’erano né Ottaviani, né Ciacciarelli, allora che Direttivo era? Che autorevolezza poteva avere? Da lì si è scatenato l’inferno.

Quel giorno lei disse anche che non era più accettabile cambiare un Coordinatore provinciale ogni sei mesi.

È vero. E siccome conservo ancora la carta che proposero quel giorno non possono dire che non sia vero. Dissi che non era possibile cambiare tutto ogni sei mesi, buttare all’aria tutto il lavoro fatto, tutto ciò che è stato costruito. Dissi anche che mi sembrava una cosa fatta apposta per non far crescere Frosinone ed avvantaggiare Latina.

Fu anche molto circostanziato: rinfacciò a Zicchieri di voler solo sfruttare Frosinone a fini elettorali.

Prendo atto di una situazione: Francesco Zicchieri ha fatto una sola nomina in quota Lega nella provincia di Frosinone. Ha indicato il nome del suo amico fraterno Silvano Di Pinto che è di Latina: persona di indubbio valore, che probabilmente presterà la sua esperienza a costo zero. Ma contesto politicamente il fatto di indicare persone che non appartengano al territorio.

NICOLA OTTAVIANI. FOTO © STEFANO STRANI
Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli non sono di Latina ma del territorio: la loro presenza dovrebbe farle piacere.

La Lega sta diventando una succursale della peggiore Democrazia Cristiana. Mi spingerei a dire: un’organizzazione di stampo fanfaniano.

Anche Nicola Ottaviani viene da Forza Italia: pure lui è ‘fanfaniano?’

Chiariamo una cosa: i rapporti con il sindaco Nicola Ottaviani erano e sono ottimi. Il problema è che in un Partito ci si confronta. Non sono abituato a ricevere input in maniera passiva. Ci deve essere metodo e modo. E nella Lega non c’era più.

Detta cosi, la Lega era una caserma e non un Partito.

C’è una distinzione da fare: una cosa è il partito Lega ed una cosa diversa è Nicola Ottaviani. Io Ottaviani nelle riunioni di sezione della Lega non l’ho visto mai. Nemmeno quando è stato presentato: lo hanno fatto a Montecitorio e non capisco ancora perché non lo abbiano fatto a Frosinone. Mi è stato risposto che per Statuto non possono esserci sezioni cittadine della Lega: allora io per cosa ho pagato l’affitto di tasca mia in questi anni? Il consigliere Cedrone quali bollette ha pagato se non quelle della sezione cittadina della Lega di Frosinone? A Pontecorvo mi risulta che una sezione ci sia, a cassino per un periodo c’è stata.

A Cassino c’è stata una sezione fino a quando non è stato messo fuori il Gruppo dirigente che esprimeva il coordinatore provinciale Carmelo Palombo. Sono andati via tutti. Accusando Francesco Zicchieri di essere il responsabile della caduta dell’amministrazione di centrodestra di Cassino. (leggi qui Il J’Accuse di Palombo: si dimette e punta il dito su Zicchieri e Gerardi).

Mi dispiace non poter appoggiare Carmelo Geremia Palombo nelle sue affermazioni. Ma la caduta dell’amministrazione comunale di Cassino fu tutta farina del suo sacco. Francesco Zicchieri ha subìto le indecisioni tragiche di un uomo politicamente tragico per la Lega, che durante il suo mandato da Coordinatore provinciale non ha eletto un solo consigliere provinciale della Lega ma due ospiti che avevamo ammesso nella nostra lista.

Francesca Gerardi e Francesco Zicchieri
L’indecisione è un problema comune: anche a Pontecorvo non avete ancora deciso chi appoggiare come candidato sindaco. Eppure è la città che esprime il deputato Francesca Gerardi, anche lei coordinatore provinciale fino a poco tempo fa.

Se in un Comune c’è un sindaco uscente di centrodestra, riconosciuto da due dei tre alleati più le Civiche non capisco perché non lo si debba appoggiare per la rielezione. Non comprendo quale possa essere l’ostruzionismo della Lega nei confronti di Anselmo Rotondo. Se sono questioni personali non si può piegare la politica ai propri problemi.

Nemmeno a Sora avete indicato una strategia chiara: il Coordinatore Gerardi aveva detto che la Lega ha il candidato e chi vuole si accoda; ora invece sta passando la dottrina Quadrini e l’appoggio all’uscente Roberto De Donatis. (leggi qui (leggi qui Sora, la Lega chiude le porte: «Chi vuole si deve accodare»)

A Sora devo riconoscere la coerenza dimostrata dal nostro capogruppo di opposizione Luca Di Stefano. Ma con l’avvento della nuova ondata arrivata da Forza Italia, purtroppo per lui lo vedo perdente. Perché – mi permetto una correzione alle vostre analisi – non sarà la dottrina Quadrini a portare alla candidatura bis di Roberto De Donatis. Con l’avvento di Ciacciarelli, che esprime in maggioranza il suo gruppo guidato da Lino Caschera, prevedo l’elezione bis di un sindaco di sinistra a Sora ma con i voti della Lega. Io uno di sinistra non lo voto.

Il sindaco Nicola Ottaviani e Mimmo Fagiolo
Votò Memmo Marzi come sindaco di Frosinone e notoriamente è uomo dalle radici di sinistra. (leggi qui Marzi: “I politici di oggi: tanti gattucci e pochi alani”).

Memmo Marzi all’epoca fu l’unica scelta valida possibile per Frosinone. I fatti lo hanno dimostrato. Altrimenti la città sarebbe stata saccheggiata.

Cosa vuole realizzare nei Fratelli d’Italia?

Ho solo ambizione di creare una comunità di persone che si riconoscono nei valori portati avanti da Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida, Alfredo Pallone, massimo Ruspandini. Questa è la parte di Fratelli d’Italia che conosco e che mi piace. Qui c’è un Partito che vuole far crescere politicamente Frosinone. Mentre nella Lega questa volontà non c’era. Anzi, c’era la volontà contraria.

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