Il ministro ha firmato: ora parte la vera fusione delle Camere di Commercio

La giostra delle Camere di Commercio riparte. Latina e Frosinone riprendono il tour che si concluderà con il loro accorpamento. A rimetter in moto l’iter è stato nel pomeriggio il ministro dello Sviluppo EconomicoCarlo Calenda. Ha firmato il decreto per la riforma degli enti camerali

 

UNA SOLA CAMERA ED UNA SOLA AZIENDA
Il testo prevede che Latina e Frosinone diventino un’unica Camera di Commercio. Lo stabilisce il piano degli accorpamenti e la rideterminazione delle circoscrizioni territoriali. In tutta Italia il numero delle Camere di commercio passerà da 95 a 60. Previsto anche un riordino delle aziende speciali: oggi sono 96. Diventeranno 58. Diventeranno un’unica azienda speciale l’attuale Aspin di Frosinone (Internazionalizzazione, formazione, innovazione) e l’azienda speciale della Camera di Commercio di Latina (con sede a Gaeta) che si occupa di promozione dell’economia del mare.

 

COSA ACCADE ADESSO
Il ministro Carlo Calenda nei prossimi giorni nominerà un commissario ad acta con il compito di avviare l’iter di fusione tra le Camere di Commercio di Latina e Frosinone. A meno di colpi di scena il commissario sarà il dottor Pietro Viscusi, attuale Direttore Generale a Latina.

Perché lui e non il suo collega di Frosinone? Perché l’avvocato Viscusi è di ruolo (nominato il 28 febbraio 2012) a differenza del suo collega.

Il compito del commissario cesserà nel momento in cui avrà predisposto gli atti per la fusione ed avrà formulato al ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di accorpamento. Ha sei mesi di tempo per farlo.

Nel frattempo chi comanda? Vengono prorogati gli attuali organi amministrativi. A Frosinone quindi va in prorogatio Marcello Pigliacelli con la sua giunta ed il suo consiglio camerale. Invece a Latina viene prorgato nell’incarico il commissario Mauro Zappia che sta amministrando l’ente da alcuni mesi dopo la crisi che ha portato alla caduta del presidente Enzo Zottola.

 

A CHI VA LA SEDE?
Frosinone il 4 novembre 2016 aveva avviato l’iter per l’accorpamento con Latina. Ma poi aveva deciso di ritirarlo.

In quel documento di 9 pagine veniva tracciato il solco. Il nome del nuovo ente camerale sarà Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Frosinone e Latina. La sede legale – se verrà rispettato quel testo – andrà a Latina, in Viale Umberto I, I 80. La sede operativa invece sarà a Frosinone, in viale Roma.

 

CHI COMANDA?
Lo stabiliranno le imprese iscritte alle associazioni di categoria. Le imprese designeranno i loro rappresentanti. E quanti saranno? In proporzione al numero di aziende associate. Ma per evitare una frammentazione eccessiva è consentito l’apparentamento tra le organizzazioni, in modo da avere un peso specifico maggiore.

Il testo che venne approvato lo scorso anno (e poi ritirato) stabilisce che le imprese localizzate nella circoscrizione territoriale di Frosinone avranno un peso pari al 45,4%, mentre quelle di Latina peseranno per il 54,6%.

Un calcolo elaborato sulla base dei dati ufficiali depositati presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Al 31/12/2015 risultano 56.388 impresi localizzate (sedi e unità locali) nella circoscrizione della Camera di Commercio di Frosinone. E poi 67.864 localizzazioni in quella della consorella di Latina.

Il nuovo Ente derivante dall’accorpamento sarebbe caratterizzato da circa 124.252 localizzazioni registrate. Rappresenterà il 16,8~% del totale delle localizzazioni di imprese del Lazio.

 

CHE FINE FANNO I DIPENDENTI
Le Camere di Frosinone e Latina contavano, al 31/12/2015, un totale di 116 dipendenti: di 48 in servizio a Frosinone e 68 a Latina. Con l’accorpamento viene assunto l’impegno di garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali. C’è l’impegno tra i due enti a salvaguardare i livelli occupazionali, professionali e di trattamento economico.

Il risparmio previsto è legato al blocco del turn over: vengono stimati, nel periodo dal 2017 al 2021, complessivamente 13 pensionamenti.
IL PARERE DEL MINISTRO
«Il decreto – ha commentato il ministro Calenda – razionalizza e rende più efficiente l’intero settore. Si è giunti a compimento di un percorso avviato nel 2016 sulla base della proposta di Unioncamere che ha come risultato un piano complessivo di razionalizzazione delle sedi delle singole Camere di commercio. La riforma porterà risparmi importanti, una più razionale riallocazione del personale, maggiori servizi alle imprese e una rimodulazione dell’offerta anche in relazione alle opportunità del piano Industria 4.0».

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