Per allargare il perimetro Stefanelli fa come Draghi

La tattica del sindaco di Minturno: un passo di lato e cerino acceso ai suoi per verificare chi starebbe davvero con lui al voto. E fra Pd che traccheggia e FdI che ha il suo uomo potrebbe spuntare l'escamotage del leghista Del Balzo.

La stagione della responsabilità e dell’impegno. Il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli (Italia Viva), ha confermato in un post sul suo profilo facebook la decisione di “congelare” la sua ricandidatura. Il primo cittadino aurunco esce clamorosamente di scena? Macchè.

Stando a quanto scrive ha deciso di «fare un passo di lato. Perché credo che per dare una definitiva spinta al cambiamento, con pianificazioni e progettualità ambiziose, ci sia bisogno di un patto trasversale e intergenerazionale. Patto come mai si sia visto e presentato a Minturno».

Stefanelli ha voluto creare uno shock “a tavolino” perché «stanco di portare da solo la carretta».

Stefanelli: “Chi mi vuole lo dica”

Mario Draghi. Foto © Dominique Hommel / Imagoeconomica

Con questa annuncio vuole vestire, «con le dovute proporzioni, per carità», i panni di Mario Draghi. In pratica: creare una coalizione che sia il più ampia possibile, unita da un programma, a prescindere dai vecchi schemi di Destra e Sinistra.

Stefanelli lo ha detto nel corso d’una riunione di maggioranza. Delegando alla stessa il tentativo di potenziare il suo perimetro. «Ma non voglio farlo io. – ha detto il sindaco di Minturno – Che sia la mia stessa squadra di governo a farlo. Vagliando le proposte che sono arrivate nel frattempo per far parte della prossima coalizione elettorale». E’ un chiaro riferimento alla lista “Moderati per Minturno” che un tempo era Forza Italia. Gli azzurri sono pronti ad allargare quel perimetro, il Pd (azionista di maggioranza nel governo uscente) storce il muso. (Leggi qui Asse Stefanelli-Signore, ma ora Del Balzo ha un alleato… Fedele).

La soluzione? Stefanelli per evitare scelte unilaterali che minassero la tranquillità della sua maggioranza ha deciso di invertire i ruoli. «Andate voi e se ci sono i presupposti, naturalmente di ordine programmatico, per allargare il perimetro della coalizione ne sarei davvero contento».

Un primo faccia a faccia tra maggioranza Stefanelli (Pd e liste civiche) e “Moderati per Minturno” ci sarà giovedì prossimo. Ma è chiaro l’orientamento di Stefanelli nei confronti del Pd. Si assuma le sue responsabilità e decida con chi governare in futuro.

Musi lunghi Dem, ma non tutti

Gerardo Stefanelli e Matteo Renzi

Al renziano Stefanelli non hanno fatto piacere i “musi lunghi” esternati dai consiglieri Dem Matteo Marcaccio, Amerigo Zasa e Franco Esposito. Poi Francesco Esposito e Paola Graziano oltre che dall’assessora Mimma Nuzzo. Invece «un’ampia sintonia» sull’idea di allargare l’alleanza elettorale – a dire del sindaco di Minturno – sarebbe stata raggiunta con l’assessore al Personale Piernicandro D’Acunto. Ed anche con il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Tomao, anche loro del Pd.

Una prova di fedeltà. Se perfezionata in sede di elaborazione delle liste, potrebbe provocare, in caso di rielezione di Stefanelli, effetti precisi. Come una nomina a vice sindaco per Tomao. Consigliere che ha un cassetto un sogno: diventare, tra cinque anni, il successore di Stefanelli.

«Questa battaglia ha bisogno di più forze, di uomini e donne legati al territorio. Per fare il salto di qualità è il momento di mettere da parte le fazioni, ascoltare non solo chi ci ha sempre accompagnati. Ma anche coloro nei quali abbiamo generato un nuovo e a volte inaspettato interesse».

Per Stefanelli questo campo largo dovrebbe vedere la sua maggioranza impegnata a sondare le richieste.

I dubbi di Stefanelli su Galasso

Aristide Galasso

Ce n’è una che però lo lascia perplesso. Molto. Lo convince nulla o poco la richiesta di fare squadra arrivata sabato da parte di un ex sindaco Aristide Galasso. I due si sono visti a Scauri ma Stefanelli ha preso tempo. Vuole capire.

La disponibilità dell’ex primo cittadino di Forza Italia suscita qualche perplessità. Perché?

Galasso è un medico di base con uno studio a Marina di Minturno e ha un baule elettorale storicamente molto gonfio di preferenze. Prima di bussare alla porta politica di Stefanelli ha chiesto la candidatura a sindaco per Fratelli d’Italia; lo aveva fatti bussando all’ex sub commissario comunale ed ex assessore ai Lavori Pubblici Fabio Saltarelli. Ma ha ricevuto una risposta negativa.

Lo è stata nel momento in cui il senatore Nicola Calandrini (coordinatore provinciale FdI) ha nominato Vincenzo Fedele alla testa del Partito a Minturno superando il commissariamento di Enrico Tiero. Da quel momento il partito di Giorgia Meloni ha cominciato a lavorare per la sfida elettorale dell’avvocato Pino D’Amici. E non ha tenuto in considerazione Galasso.

La formula Del Balzo

Romolo Del Balzo

Incassato questo primo rifiuto, Galasso ha “bussato” alla porta del potente “dominus” della Lega di Minturno, l’ex consigliere regionale di Forza Italia Romolo Del Balzo. E’ stata un’altra porta in faccia per il medico di Minturno. La Lega in questi giorni ha rilanciato la candidatura a sindaco del suo capogruppo consiliare Massimo Moni.

È terminato l’idillio con FdI e non ci sarà una candidatura condivisa? Sembrerebbe proprio di sì. Anche se il neo portavoce comunale di FdI tenta di gettare acqua sul fuoco.

In effetti il leghista Moni aveva chiesto all’omologo di FdI D’Amici di «azzerare tutto». La risposta è stata negativa «perché la mia coalizione è già partita».

Il commento di Del Balzo è a metà strada tra il dialogo e la chiusura: «Vediamo cosa succederà. – ha osservato – Magari il primo turno delle prossime elezioni amministrative assolverà al ruolo di primarie per il vero centro destra. E con il candidato escluso dal ballottaggio che si impegna a sostenere chi vi approderà».

Se Stefanelli pensa di essere il “Mario Draghi” di Minturno, potrebbe esserci a questo punto anche un inatteso “sì” del leghista Romolo del Balzo? La politica anche a queste latitudini è l’arte dell’impossibile.

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