Un (Del) Balzo di Moni sul Carroccio di Minturno mette in discussione il futuro

Dietro all'ingresso di Massimo Moni nella Lega c'è una raffinata operazione politica. Che porta la firma di Romolo Del Balzo. Una cena a sei per la riunificazione del centrodestra. Con uno scopo preciso

Dopo Formia, la nuova Lega 4.0 è approdata ufficialmente anche nel consiglio comunale di Minturno.

L’occasione c’è stata nel corso della vivace seduta consiliare dell’altra sera quando il sindaco Dem Gerardo Stefanelli, infastidito per una richiesta di chiarimenti formalizzatagli dal consigliere d’opposizione Tommaso Iossa sullo stato di manutenzione di alcune strade comunali, aveva pensato bene di lanciargli dal tavolo della Giunta il foglio della sua interrogazione, dopo averlo trasformato in una pallina da golf.

 

Moni sul Carroccio

Ad avere l’onore e l’onere di rappresentare il nuovo Carroccio è lo storico “padrone” della pallavolo pontina, Massimo Moni: sino al 2016 presidente del comitato provinciale della Fipav.

Ora è membro dell’esecutivo regionale della stessa federazione e, sul piano politico, è l’ombra di un personaggio significativo di quella che è stata un’autentica macchina da guerra, in termini elettorali, in provincia di Latina: Forza Italia.

Grazie all’ex consigliere regionale Romolo Del Balzo il consigliere Moni è stato piùvolte assessore, per conto naturalmente di Forza Italia. Ed è stato rieletto con una pioggia di consensi alle amministrative del 2016 nell’allora lista civica “Idee e legalità”, una delle quattro formazioni che sosteneva il candidato sindaco del centro destra Massimo Signore.

La Lega pontina confida molto sull’apporto di Moni. E l’ha espresso una nota del coordinatore provinciale Matteo Adinolfi. Che, attraverso il portavoce Pino Iuliano, ha ribadito che lo stesso Moni è «l’unico referente sul territorio di Minturno, in considerazione delle dimissioni, presentate il 15 settembre scorso, con un’email, del coordinatore Antonio Pacera, dimissioni che non sono state respinte».

 

Nè contro il Pd né contro FI

Questo debutto politico Massimo Moni l’ha inaugurato con un attivismo amministrativo niente male: prima ha plaudito la decisione del comune di concedere all’Avis una sede di zona in località Fontana Perrelli; poi ha chiesto l’adozione di interventi urgenti a favore dell’abbandonato centro storico di Minturno.

Soprattutto, ha affondato i colpi su due questioni amministrativamente pesanti: il consiglio comunale venga informato sulla proposta di una società di Sorrento (la “Cipa spa”) interessato a presentare un miliardario progetto di finanza per la riconversione dell’ex stabilimento Sieci sul lungomare di Scauri. E la Giunta alzi la voce nei confronti della governance del Consorzio industriale del sud-pontino (il presidente è il formiano Salvatore Forte di……Forza Italia) per la situazione di abbandono in cui si trova in località “Parchi” l’area di Minturno di competenza del Cosind.

Insomma la Lega non vuole sfidare al momento tanto il Pd – il sindaco Geardo Stefanelli, Moscardelliano di ferro ed ex Udc, qualche dubbio l’ha maturato se rimane democratico e Renziano – quanto Forza Italia.

 

Il ruolo di Del Balzo

E non è un caso che a tessere (anche di notte) la tela di Penelope per conto del consigliere comunale Massimo Moni per salire sul Carroccio pontino sia stato negli ultimi mesi (soprattutto dopo il voto regionale e politico) l’ex consigliere regionale di Forza Italia Romolo Del Balzo, lo stesso che agli inizia di settembre incontrava a Terracina il neo deputato e segretario regionale Francesco Zicchieri mentre l’ex sindaco di Forza Italia di Minturno Aristide Galasso attendeva il suo turno…..insieme ad alcuni dirigenti della prim’ora (il dimissionario Antonio Pacera) della Lega a Minturno.

 

Romolo Del Balzo ha dimostrato, pertanto, la sua riconosciuta forza e appeal elettorale? A quanto pare è stato proprio così.

Il tesseramento di Moni precederà quello di Del Balzo? E’ probabile, anche se l’interessato ridimensiona il suo contributo in quest’operazione politica molto importante per i futuri scenari ammministrativi ed elettorale in un comune, quello di Minturno, a guida Pd.

In effetti l’ex consigliere regionale di Forza Italia, dopo il suo proscioglimento in appello nel processo per lo scandalo della Ego Eco, in una dichiarazione pubblica non aveva escluso di candidarsi per la Lega alle regionali del 4 marzo. Non se ne fece più nulla “solo perché – ha confessato – mi lasciai attrarre da altre sirene”.

 

L’errore di Forza Italia

Romolo Del Balzo attendeva una ricandidatura da parte di Forza Italia che decise, invece, lo scorso inverno di sostenere la rielezione del consigliere regionale formiano Pino Simeone.

Del Balzo, risolti definitivamente i suoi problemi giudiziari, approdò sulla riva dei Fratelli d’Italia conquistando “da solo” alle Regionali del 4 marzo scorso 2409 voti personali, troppo pochi per tornare, dopo 8 anni, ad occupare uno scranno alla Pisana.

Da quel giorno Del Balzo decise di rompere gli indugi e di iniziare a lavorare per l’esordio leghista nel palazzo di piazza Portanova. E così’ è stato liquidando come neve al sole l’incursione – durata praticamente due giorni – dell’ex sindaco Galasso che già pensava di essere l’anti-Gerardo Stefanelli alle amministrative del 2021.

 

La cena di riappacificazione

Intanto l’adesione di Moni alla Lega fa seguito ad un momento significativo: le prove tecniche di ….rappacificazione nell’ex centrodestra di Minturno.

A promuoverle è stato l’ex sindaco Pino Sardelli che, mettendo il carro ai buoi, ha voluto precisare subito la sua posizione per tranquillizzare un po’ i suoi interlocutori. “Sereni, io sono fuori da tutto”.

Il collante è stata la tradizionale “pizza tra amici”, definita “molto buona”, organizzata lontana da occhi indiscreti, presso la ristorante “La Campagnola”.

I partecipanti alla serata inizialmente hanno tentato, a fatica, di smentire l’evento ma poi hanno potuto negare l’evidenza. E il primo ad evidenziare che qualcosa “di buono” è in atto è l’ex consigliere regionale di Forza Italia e ora diventato il principale azionista del nuovo corso della Lega dalle parti di piazza Portanova, Romolo Del Balzo.

 

«Questa cena avremmo dovuto farla prima dell’estate e teneva tanto a questo momento Pino Sardelli. Il centro destra quando è unito non ha problemi di affermazione».

Così non è stato alle amministrative del giugno del 2016 quando, frammentatosi in mille rivoli, neanche l’atomo sarebbe stato in grado di compiere quest’impresa, ha permesso la vittoria elettorale del democratico, ex Udc, Gerardo Stefanelli.

E quella sciagurata esperienza elettorale è stata al centro di questa cena cui hanno partecipato in sei: oltre all’ex sindaco Pino Sardelli e a Romolo Del Balzo, il neo consigliere comunale della Lega Massimo Moni, “mister preferenze” Fausto La Rocca, l’ex candidato a sindaco, il Cusaniano di ferro Vincenzo Fedele e l’avvocato capace di diventare, per le sue riconosciute doti diplomatiche, il nuovo cardinale Richelieu all’interno del frammentato centro destra minturnese, l’avvocato Pino Amici.

 

Cena senza amaro finale

L’esito dell’incontro è stato definito “utile, proficuo e interlocutorio”.

Utile perché tante anime del centrodestra, diviso alle ultime amministrative, sono tornate almeno a parlarsi.

Interlocutorio perché a quel tavolo a sei mancava chi ha sfidato al disastroso ballottaggio di due anni fa il candidato Dem Stefanelli, l’avvocato Massimo Signore di Forza Italia. E il legale di piazza Rotelli sarà sicuramente chiamato a partecipare al prossimo tavolo che non avrà un’affinità elettorale – alle europee del prossimo maggio si andrà a votare con il proporzionale, quindi ciascun dovrà portare l’acqua al proprio mulino – ma di coordinamento tra la frastagliata minoranza consiliare.

E una ragione c’è ed è politicamente molto tattica. Il centrodestra capisce che bisogna riorganizzarsi nel momento in cui il sindaco Pd Gerardo Stefanelli – come detto – sta cercando in tutti i modi, possibili ed immaginabili, di prendere le distanze dal suo attuale Partito, a livello provinciale e comprensoriale.

Stefanelli da tempo sta cercando di procurare l’incidente di percorso per collocarsi in maniera diversa rispetto all’attuale posizione. Può disporre di una maggioranza bulgara e granitica ma l’ossigeno “politico” arriva da Latina e, quello finanziariamente indispensabile, ha un mittente: la Regione Lazio.

O almeno…

 

SF/RedG

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