Al Politicamp 2017 l’esperienza di Frosinone: «Non dividiamo la sinistra»

Armando Mirabella è sul treno che da Reggio Emilia lo riporta a Frosinone. Ha appena lasciato il Chiostro della Ghiara dove è stato ospitato Politicamp 2017. E’ l’iniziativa che ha tentato di mettere insieme le forze di sinistra uscite dal Partito Democratico. Nessuna di loro si sentiva più a casa propria. Mirabella è stato tra i primi ad avvertire quel disagio. E con il suo gruppo, due anni fa è stato tra i fondatori di Possibile al fianco di Pippo Civati.

Il treno lascia la stazione quando Armando Mirabella commenta al telefono con Alessioporcu.it «Potrebbe essere una giornata storica. Di sicuro è importante. Non perché in 4 da un palco hanno trovato più le regioni per stare assieme che quelle per dividersi. È una giornata importante perché abbiamo sancito che a tutti loro e soprattutto a tutti noi, interessa surfare sul XXI secolo e non farci travolgere dall’onda e dall’orda di destra».

Da poco si è spento l’eco dell’appello finale di Pippo Civati. Un messaggio rivolto a Nicola Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana), Roberto Speranza (coordinatore di Articolo 1 Mdp) ed al portavoce di Campo Progressista, Alessandro Capelli in rappresentanza di Giuliano Pisapia.

Civati ha urlato «Per favore non dividiamoci, non lo capirebbe nessuno: se facciamo due liste andiamo incontro ad una tragedia politica. Facciamo un manifesto tutti insieme e da domani mattina cambiamo l’Italia, perchè questo è il nostro compito»”.

Politicamp 2017 «ha messo in evidenza una realtà: per la prima volta non è più un dibattito tra correnti del Pd ma fuori dal Pd».

Il dibattito ha messo in evidenza che c’è un popolo stufo, senza un riferimento politico. Che non si riconosce più nel Pd e non giudica credibile perché troppo frastagliato, l’orizzonte che c’è a sinistra del Pd. Dal dibattito emerge che bisogna «essere attenti a chi esce dal Pd: anche chi esce per ultimo è il nostro primo elettore. Il messaggio più importante è la squadra, il motivo per cui il Pd è finito è perché si è deciso di avere un capo a cui dire sempre di sì».

L’esperienza delle elezioni comunali di Frosinone ha portato tante conferme. Il logoramento prima del voto non viene più accettato dal popolo di centrosinistra. «Ora dobbiamo fare una campagna elettorale insieme alle altre sigle di sinistra, non per prendere un voto in più del 3%, ma per prendere un voto in più degli altri. Un percorso comune è indispensabile, dobbiamo ridare una casa ad un popolo di centrosinistra e progressista che si sente tradito dalle politiche fatte negli ultimi anni dal Pd».

Dal dibattito è emerso che «Si va senza il Pd perché ha scelto una linea politica di centro con un leader che non parla più con nessuno, che ha scritto un libro per attaccare chi fino ad un attimo prima era nel suo fronte. Insomma il Pd non rappresenta più la tradizione del centrosinistra italiano».

Per Armando Mirabella la tradizione di centrosinistra ha una connotazione chiara. «Noi lavoriamo alla conversione ecologica della economia che frena le frane, evita incendi, combatte l’impazzimento del clima creando lavoro e risparmiando sprechi».

A Fiuggi Matteo Orfini dice si agli hotspot per i migranti. Mirabella risponde «Noi pensiamo che condizioni climatiche buone e pace frenino le migrazioni e che vendere soprattutto noi armi in certi Paesi concorre a renderli posti da dove scappare».

C’è poi una miriade di tempi, spariti dall’agenda della sinistra. «Ad esempio la giustizia fiscale (quel nero di cui chi si riempie la bocca e crea paure parlando di Neri non parla mai) e l’elusione delle multinazionali. La paga oraria minima sotto la quale ci deve stare la galera. La progressività fiscale e l’istruzione libera e gratuita per tutti perché è su quel piano che vogliamo giocare la partita della competitività del paese. E di tutte queste cose al Politicamp abbiamo potuto parlare per bene perché da mesi centinaia di noi ci stanno lavorando mettendo accanto ad ogni idea il quanto-il dove-il perché-il quando».

Prima che il treno prenda velocità e faccia cadere la connessione, Armando Mirabella fa in tempo a dare un consiglio: «Prendetela sul serio questa cosa, evitate di sorprendervi come hanno fatto già in diversi posti sopra e sotto la Manica e dall’altra parte dell’Atlantico, per esempio».

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