I misteri dell’insolito sondaggio elettorale e quei dati che mancano

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Una torta a sei spicchi che rischia di finire in faccia a Francesco Mosillo, alla sua credibilità, a quella della sua coalizione, ad un campagna elettorale condotta finora in modo corretto.

La torta a sei spicchi è quella del grafico che rappresenta i risultati di un sondaggio politico elettorale apparso su alcuni organi d’informazione in queste ore. Ma a Cassino c’è una certa diffidenza sull’argomento: un sondaggio fu la buccia di banana sulla quale scivolò Marino Fardelli nella prima parte della sua campagna elettorale (leggi qui il precedente e leggi qui il seguito). E’ una cialtronata pure questo?

Nel caso del sondaggio pro Mosillo ci sono molte similitudini con quello che fece Fardelli. E qualche intelligente astuzia in più.

Chi lo ha eseguito? La Smart Net Service. La visura camerale riferisce si tratti di una Srl il cui codice attività è ‘Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet’. Insomma, una serissima impresa ma che non è affatto celebre per i suoi sondaggi. Meno ancora è nota per le sue elaborazioni o proiezioni statistiche in campo politico elettorale.

Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri non risulta abbia mai fatto sondaggi con valenza politica ed elettorale e che siano stati pubblicati o diffusi al pubblico. Cosa significa: è possibile che il sondaggio effettuato a Cassino sia il primo condotto in questo terreno dalla società e che sia ancora in attesa di omologazione e pubblicazione dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, come previsto dalla legge n. 28 del 22 febbraio 2000, sulla par condicio (articolo 8, comma 3)”. Un dato è certo: prima non ne ha fatti altri di questo genere o non ce n’è traccia a Palazzo Chigi.

Come ha fatto il sondaggio? «Il metodo utilizzato per la raccolta dati è stato quello con tecnica Cati (Computer Assisted Telephone Interview) e Face to Face (con utilizzo di Tablet). – In pratica: si fanno le telefonate, si pongono le domande, si annotano le risposte. – Il campione per il sondaggio è stato somministrato attraverso 607 interviste fatte tra il 16 e il 18 maggio. Le quote sono rappresentative sia per sesso che per età. La Smart Net Service srl è la società esecutrice e committente, al tempo stesso».

Quindi Smart Net Service Srl – che almeno in apparenza non aveva finora fatto sondaggi politico elettorali – un mattino si sveglia e decide: “Sai che c’è di bello? A Cassino si vota. Mi commissiono e mi faccio un sondaggio e poi lo mando ai giornali”. Il tutto è assolutamente nella norma. Non c’è reato e non c’è abuso. Ma insolito lo è. Sarebbe stato più logico che il sondaggio lo avesse commissionato Giuseppe Golini Petrarcone, Carlo Maria D’Alessandro, Francesco Mosillo… e poi in base al risultato o se lo tenevano nel cassetto o lo proponevano ai giornali. Uno che si svegli al mattino e si commissioni un sondaggio e poi se lo faccia non è consueto. E non lo diciamo noi: lo dice la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’Informazione e Editoria, in quanto nei circa 2225 sondaggi omologati, il cui solo elenco occupa 172 pagine, rarissimi sono i casi di società che si commissionano e si fanno un sondaggio. Ma nessuno dei candidati risulta avere commissionato il sondaggio. Il Committente è la ditta stessa.

In un sondaggio telefonico, ciò che è importantissimo sono i numeri di telefono che vengono chiamati. Perché un sondaggio può essere elaborato in maniera impeccabile. Ma i numeri da elaborare chi li fornisce? In altre parole: chi sono le persone che sono state chiamate? Dove è stato comprato l’elenco dei numeri di telefono da contattare per i sondaggi? Perché se prendo la mia agenda e chiamo i miei amici è vero che rispetto la proporzione tra uomini e donne ma è anche vero che sto chiamando solo gente alla quale sto simpatico. Proprio per questo, quando si fanno i sondaggi bisogna chiamare “un campione rappresentativo della popolazione dell’area sociale della quale si va a sondare l’opinione politico elettorale”.

Ecco. Il punto è proprio questo. Da dove vengono quei numeri? Soprattutto: sono rappresentativi della popolazione di Cassino per sesso, età, posizione sociale, professione, così come è previsto dalle buone norme per l’effettuazione dei sondaggi?

Perché ci poniamo questi quesiti. Perché il sondaggio è stato pubblicato nell’ultimo giorno consentito dalla legge (A partire dalle ore 24 di venerdì 20 maggio 2016 e fino alla chiusura dei seggi elettorali, compreso l’eventuale turno di ballottaggio, è vietata la pubblicazione dei sondaggi, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28 e dell’articolo 7, comma 3, del “Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa” allegato alla delibera AGCOM n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010). E’ una scelta legale. Ma ha il sapore di una furbata.

Nessuno mette in dubbio la serietà della ditta e nemmeno mette in dubbio il risultato del sondaggio. Ma siccome siamo in periodo elettorale ed il rischio di imbroglio è dietro l’angolo è opportuno che le cose siano il più chiare possibile. A vantaggio di Mosillo (che non è il committente del sondaggio ma siccome qualche giornale ha definito ‘sorprendente’ il risultato che gli viene attribuito, i maligni potrebbero sospettare che lo abbia ispirato) di Petrarcone (che non è il committente del sondaggio), di D’Alessandro (che non è il committente del sondaggio) di tutti gli altri candidati.

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