E Pasquale ordinò: «Solo aperitivo e niente festa, porta sfiga» (di M. Molisani)

Il neo consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli convoca la festa di ringraziamento per l'elezione. Poi la declassa di corsa a semplice aperitivo: l'esperienza del Grey insegna. Intanto c'è la fila della corte di Mario da ricollocare

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Da grande festa del ringraziamento a misero aperitivo il declassamento è stato davvero breve. Nel pomeriggio inoltrato di venerdi gran parte degli smartphone “azzurri” hanno ricevuto tramite whatsapp un dispaccio con testuali parole:

Amici, domani sabato 24 ore 12 bar centrale Cassino vi aspettiamo per festeggiare insieme la vittoria del nostro Onorevole Ciacciarelli“.

MA QUALCOSA VA STORTO

Una frase, seppur grammaticalmente opinabile, inequivocabile nel contenuto: domani facciamo festa, paga Pasqualino Settebellezze Ciacciarelli o chi per lui.

Qualcosa è andato storto però. O il messaggino non ha raggiunto tutti o alla fine ci si è dati una regolata, visto lo scotto dell’esperienza vissuta immediatamente dopo la cena del “generale e del suo invincibile (fino alle ore 13 del 4 marzo) esercito” svoltasi a Isola del Liri al tanto blasonato “Grey”. (leggi qui E Mario rivendica subito un ministero per Ciacciarelli)

Evento che, secondo i più maligni, ha fatto perdere l’ultimo centinaio di voti a Mario Scevola Abbruzzese, aprendo le porte di Montecitorio non all’ex commander, ma a una rispettabilissima ma sconciuta ragazza pentastellata, di Frosinone per giunta.

Alle 12 e qualche minuto le prime foto cominciano a circolare su Facebook. In alto i calici, “ciiiiiisssss” e “condividi”. Tutto molto semplice. Ma nessuno parla di festa. Pasqualino sul suo profilo lancia un laconico post:  ”

Aperitivo con gli amici di Forza Italia del cassinate”.

 

M.A. invece non posta nulla. Strano. Per uno che fino a ieri ha pubblicato anche un intenso starnuto. Ma pur sempre uno starnuto.

 

MEGLIO NON FARSI VEDERE CON M.A.

All’aperifesta comunque non ci sono tutti. Segno che qualcosa realmente non ha funzionato. Il parterre cmq non è malvagio.

All’appello rispondono le seconde linee. Dal sindaco di Piedimonte, Gioacchino Ectoplasma Ferdinandi, al consigliere comunale di Cervaro, Pietro Dinamite Pacitti, dall’ex Sindaco di Ceprano, Gianni Addo sta Marié Sorge allo sfumato, per il momento, assessore di Cassino Franco l’operaio Evangelista. 

Tra i festanti anche i consiglieri Angelo adotta un giardino Panaccione e Alessio una parola è troppo e due sono poche Ranaldi.

Imbucati anche Rosario Mascellone Franchitto e Claudio Nosense Monticchio. Dei quali molti si chiedevano il motivo della presenza li. Visto e considerato che sulla stampa si sono dati da fare per palesare i grandi risultati dei rispettivi partiti, Fratelli d’Italia e Lega.

Appena scoperto che gli è stata fatta tana, Monticchio nega tutto su Facebook: aperitivo con Forza Italia? Ma quando mai! «Passavamo per caso. Eravamo a passeggio sul corso della Repubblica e sentendoci chiamare, abbiamo stretto la mano al neo consigliere regionale. Non sono interessato alla politica di forza Italia». Era lì a sua insaputa.

È COLPA DI ACEA

Alla fine qualcuno è giunto alla conclusione che l’origine di tutti i mali del centrodestra cassinate sia Acea. Perché se alla fine Carlo l’acquedotto, non te lo do D’alessandro alla fine, con l’acqua alla gola ha dovuto cedere e l’ex commander in chef Mario Scevola Abbruzzese è caduto dentro una Fontana un motivo ci dev’essere.

Inoltre in questi giorni il CMD’A Group ha esultato per la sentenza  del Tar Latina che ha giudicato inammissibile il ricorso da parte di Acea in merito alla delibera n.6 dell’assemblea dei Sindaci. (Leggi qui Il ricorso di Acea è inammissibile: la tariffa dell’acqua non aumenta)

Atto su cui Carlone si è addirittura astenuto. Ma come si dice in gergo la gallina fa l’uovo e al gallo fa male il sedere.

Una gaffe questa che apre un’altra falla, per rimanere in tema, nella “condotta” non proprio entusiasmante dell’amministrazione di Cassino.

E ne apre un’altra nel centrosinistra, che dimostra ancora una volta di essere fuori tempo (leggi qui Pd, altrove entra ma in testa no: tre pretendenti per fare il sindaco): ma possibile che a nessuno della fu Petrarcone band sia venuto in mente di incatenarsi davanti alle fontane di Cassino, con appeso al collo un cartello che ricordasse a) che CMDA ha consegnato l’acqua ad Acea b) che la tariffa è stata salvata non da lui ma da Antonio Pompeo e quindi dal centrosinistra? (leggi qui Tariffe Acea, Ottaviani festeggia e Pompeo svela: «La gallina fa l’uovo e il gallo canta»)

 

 

PASQUALINO’S STAFF

Tra  i tanti grattacapi di Pasqualino Settebellezze Ciacciarelli c’è sicuramente la composizione del suo staff alla Pisana.

Come si sa dopo una campagna elettorale le cambiali sono tante ma in consiglio regionale da qualche anno è periodo di vacche magre.

Il Pasqualino’s Staff, in una situazione di totale anonimato, dovrebbe essere composto da tre persone. Dino il Divino Secondino non ha macinato chilometri e neuroni per restare senza ristoro. Lo stesso dicasi per Riccardo Riccardino Chiusaroli, al secolo fratello di Rossellissima. Poi ci sono i fidatissimi del Settebellezze, il suo autista e la sua segretaria personale/addetto stampa.

Una prece per il fu aedo di Mario Abbruzzese, Mirko de la Penna e de la Panza Tong Meneses l’uomo che nell’ombra sfornava anche otto comunicati stampa al giorno da una cartella e mezza ciascuno, riempiendo pagine di giornali che nemmeno la Pravda sotto Breznev sconfinava in tanto culto della personalità. Non finirà come Mario Morgagni, mitico direttore dell’agenzia di stampa Stefani (quella che magnificò il regime durante il Ventennio): che dopo avere lanciato la notizia dell’arresto del Duce, estrasse la pistola e si suicidò. Ma anche il devoto scrivano sgurgolano-cassinate ora deve dire addio alla sua postazione.

S’è messo pure lui in fila insieme a tutta l’altra gente con le valigie in mano e le masserizie al seguito. Tutti in coda davanti al nuovo ufficio di Pasquale. Ma le scrivanie no ci sono per tutti. Soltanto un incarico più o meno di livello, come ad esempio la presidenza di una Commissione, potrebbe ricollocare l’intera corte. Ma l’assegnazione di una Presidenza risulterebbe molto complicata per un consigliere al primo mandato.

Intanto si fa festa a no, meglio di no. Direbbe qualcuno: A chi è stato morso dalla vipera ha paura anche della lucertola.

 

 

 

 

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