Fischi e insulti in consiglio dopo le forzature: ma l’opposizione fa autogol (di M. Molisani)

La maggioranza rischia di non avere i numeri. E chiede l'inversione dei punti in discussione. La gente fischia e insulta: vuole sapere subito che fine hanno fatto i loro soldi versati per i loculi. Forzatura per approvare i punti chiave. Poi l'opposizione fa autogol, due volte: per protesta non affronta il tema loculi. E regala così al sindaco la rabbia del pubblico.

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Un altro consiglio comunale che passerà agli annali come uno tra i più tragicomici del terzo millennio. In sala Di Biasio a Cassino sono andati oltre il teatro dell’assurdo di Ionesco e di Beckett. Anche oltre la decenza, ritiene qualcuno dei presenti.

Numero legale si, numero legale no. La seduta è stata caratterizzata ancora una volta dal panico per i numeri: segno sempre più evidente che il sindaco Carlo Magno…spero il panettone D’Alessandro una maggioranza stabile non ce l’ha più.

La quota per garantire la validità dell seduta è fissata sempre a quota 13. E alle 18, orario per far suonare la campanella, si arrivava soltanto a 12 presenti.

Claudio Nonsense Monticchio è assente giustificato, Robertino Solo di nome Marsella è giù nel piazzale antistante il Comune, nessuno sa se parteciperà o se è venuto soltanto per gustarsi lo spettacolo per lui gratificante di una maggioranza che non ha più i numeri per governare.

 

TARTAGLIA VIENE

Tutto come annunciato. Ma a dare un po di suspense è l’assenza di Gianluca Grattavinci Tartaglia. Se lui arriva si può iniziare altrimenti non ci sono i numeri.

Carlone suda freddo, ma non troppo, al massimo la seduta sarà aggiornata in seconda convocazione a lunedi. Va avanti indietro dal suo ufficio all’aula consiliare, quasi in trance.
Tartaglia viene, Tartaglia viene“, dice a chi chiede lumi e a chi, semplicemente, lo guarda in volto.

Alle 18,15 Tartaglia arriva. Ma c’è di più: anche Marsella entra in aula. Confermando la schizofrenia politica leghista degli ultimi tempi. Perché se a chiacchiere il Carroccio è distante anni luce dalla maggioranza è vero che in consiglio comunale, dove alla fine si tirano veramente le somme e si può fare male veramente, non ha mai votato contro a un provvedimento proposto da CMD’A e compagni.

Per la maggioranza sono presenti:

  1. Dino il Divino Secondino,
  2. Gianrico Bella Chioma Langiano,
  3. Francesca Tulipano Nero Calvani,
  4. Rossellissima Tacco 12 Chiusaroli,
  5. Francesco Black &Decker Evangelista,
  6. Gianluca Grattaevinci Tartaglia,
  7. Carmine The Warrior Di Mambro,
  8. Angelo El Jardinero Panaccione,
  9. Alessio una parola è troppa e due sono poche Ranaldi,
  10. Peppe Torcicollo Di Mascio,
  11. Antonio Pennellone Valente
  12. Robertino Solo di Nome Marsella
  13. Rosario Reset Franchitto.

In tutto 13.

Per l’opposizione

  1. Enzo Pitbull Salera,
  2. Peppino Iamm Bell Petrarcone,
  3. Edilio Segugio Terranova,
  4. Sarah Ora Tocca a Me Grieco,
  5. Massimiliano Bulldozer Mignanelli,
  6. Sabrina Occhidigatto Grossi
  7. Alessandro Maquantosofigo D’Ambrosio.

 

PRONTI, VIA È GIA BAGARRE

Pronti, via ed è già bagarre.

Prende la parola il consigliere Gianrico Bellachioma Langiano e dice che per impegni  di lavoro deve essere a Roma e non può restare fino alla fine della seduta. Chiede che i punti 5 e 6 dell’odg siano discussi prima delle tre interrogazioni presenti all’ordine del giorno. Il punto 5 è il Bilancio, il 6 la realizzazione del centro di conferimento dei rifiuti.

Il pubblico rumoreggia. Vuole che si segua l’ordine previsto. Per sentire prima il dibattito sulle vicende legate sull’ampliamento del cimitero comunale. In aula infatti erano presenti molti cittadini che sventolavano le ricevute di pagamento dei loculi, pagati da due anni e ancora non completati.

 

Risponde a Langiano, Peppino Iamm Bell Petrarcone, il quale afferma che in commissione Bilancio avevano accordato la discussione del punto numero 6 prima del “question time” e non del punto 5.

Anche perché soltanto il primo avrebbe potuto avere come protagonista Bellachioma in quanto inerente all’approvazione del Bilancio Consolidato per l’esercizio 2017. E lui è presidente della Commissione. Ma l’altro punto, che gli frega?

 

ATTO DI FORZA

La maggioranza non vuole sentir ragioni, i punti 5 e 6 devono essere discussi prima. Perché ci tengono tanto a far assistere Bellachioma anche alla discussione sui rifiuti? Perché senza Langiano la maggioranza non ha più i numeri e rischierebbe di andare sotto.

Il pubblico ora non si limita a rumoreggiare: urla proprio. Insulta. Vuole spiegazioni sui loculi pagati e non fatti.

Dino il Divino Secondino viene ripetutamente insultato dalle persone del pubblico.

Questa è l’ennesima dimostrazione di arroganza di questa amministrazione, non avete rispetto delle persone in generale e per quelle che sono venute qui a sentire le risposte alle interrogazione“, gli urlano da fuori.

 

Il Divino mostra segnali di insofferenza e intima il silenzio altrimenti sarà costretto a far allontanare chi sbraita, secondo lui, senza motivo. La minaccia non sortisce effetto.  Renato NoAcea De Sanctis continua ad inveire poco garbatamente contro il Sindaco e il presidente del Consiglio. E quando Secondino chiama, la polizia risponde.

Ci sono voluti due poliziotti per riuscire a staccare De Sanctis dal parapetto che delimita lo spazio riservato al pubblico. Ma prima di cedere, lancia l’ultima frase sibillina: “Avet fatt l’ennesima figur r m….”.

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Sull’impeto della sommossa popolare prende la parola Enzo Pitbull Salera, che dopo qualche Consiglio da cane mansueto riprende la verve che l’ha sempre contraddistinto.

Questa è l’ennesimo atto di arroganza di questa amministrazione. – grida rivolto al tavolo della Presidenza – Puntualmente adottate questo stratagemma per non discutere le interrogazioni. Quindi noi tutti consiglieri di opposizione porteremo al Prefetto, a cui chiederemo un incontro, tutti i verbali delle sedute in cui voi puntualmente cercate di non rispondere ai nostri quesiti“.

Gli fa eco Massimiliano Bulldozer Mignanelli.

 

NOI CE NE ANDIAMO

A quel punto Il Divino non ci sta ad essere messo alla gogna. Si schiarisce la voce e incomincia il canto: “Consigliere Mignanelli come lei dovrebbe sapere visto che ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale di questa Città, i verbali delle sedute sono atti pubblici e si trovano all’albo pretorio e quindi già a completa disposizione del Prefetto. Il regolamento comunque concede la possibilità al Consiglio di esprimere quali sono gli argomenti da trattare cronologicamente al di là dell’ordine del giorno prestabilito”.

Poi inizia la sceneggiata da buon guitto riccioluto Peppe Stampella Sebastianelli che come suo solito dà lezioni di buon senso e politica.

Contro di lui si scaglia Rossellissima Tacco 12 Chiusaroli. «Caro Peppe noi non accettiamo lezioni morali da te che hai amministrato per 20 anni questa città», dice con un tono molto pacato, che non gli si addice, Rossellissima. Però questa volta il buon Sebastianelli se l’è andata proprio a cercare.

Nel frattempo Enzo Pitbull Salera traccia la rotta dell’opposizione. A microfoni spenti dice ai suoi colleghi: “Se approvano l’inversione dell’odg mettendo in discussione i punti 5 e 6 prima delle interrogazioni lasciamo l’aula”.

Si mette a votazione dunque la richiesta di inversione dell’Ordine del Giorno. Approvata: 14 favorevoli, 7 contrari. Passa la proposta della maggioranza. Che da questo momento se la suona e se la canta.

 

STAMPELLA SHOW

A questo punto Robertino Solo di nome Marsella se ne va e non farà più ritorno in aula. In molto l’hanno visto aggirarsi fumando intorno al palazzo comunale.

Intanto Peppe Stampella Sebastianelli continuava il suo show, uscendo dall’aula durante il voto dei punti all’ordine del.giorno. Ovvero l’adozione del centro conferimento collettivo nel parco del Salveti e il bilancio consolidato 2017.

Sul primo punto, ancora  Sebastianelli rimproverava l’assessore Beniamino Il serafico Papa di aver liquidato l’importante argomento in due minuti di relazione.

Dopo di che chiedeva la verifica del numero legale, e dovendo restare al proprio posto per regolamento, il segretario generale Rita Lady Dissesto Riccio gli comunicava il fatidico numero: “14. Il numero legale c’è”. Insomma: ancora abbastanza Consiglieri presenti per poter ritenere valida la seduta.

MOLTO RUMORE PER NULLA

Dopo un’ora i punti della discordia sono stati discussi e approvati con la sola maggioranza in aula.

È quindi il momento delle interrogazioni, Che però non possono essere discusse perché mancano gli interroganti, usciti dall’assise. Qualcuno è addirittura ancora seduto tra il pubblico.

Ora la domanda nasce spontanea: ma perché se queste richieste di chiarimenti erano così importanti anche per il pubblico presente i consiglieri di opposizione non sono rientrati in aula per discutere?

Se l’atto di procedere con la forza da parte della maggioranza a invertire l’ordine del giorno è opinabile, è palese che l’opposizione non ha voluto di sua sponte entrare nei dettagli delle interrogazioni e, quindi, tutta la manfrina ad inizio seduta è stata soltanto uno specchietto per le allodole, in modo per aizzare ancor di più il popolo contro il CMD’A e compagni.

Il boomerang completa la sua parabola nel momento in cui, grazie al comportamento dell’opposizione, il sindaco può ricevere nella sua stanza i manifestanti infuriati e dirgli – nella sostanza: io avrei anche parlato della questione e spiegato ogni cosa, ma avete visto tutti chi è stato ad uscire dall’aula ed impedire che l’argomento cimitero si trattasse. Uno a uno e palla al centro.

Anzi no. Alcuni consiglieri di maggioranza aggiungono: “Hanno avuto paura perchè alla fine sarebbero venute fuori anche le magagne del loro operato sull’ampliamento del cimitero“. Due a uno. O, se preferite, come perdere una partita già vinta.

La tragicommedia “Molto rumore per nulla” di shakespiriana memoria calza a pennello in questa ennesima pessima rappresentazione andata in scena in Sala Di Biasio.

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