I fantasmi che infestano il municipio di Cassino (di M. Molisani)

Le anime che si aggirano tra le mura del municipio di Cassino. Mario Anima in pena Abbruzzese, Carlo Anima Irrequieta D'Alessandro, Carmelo Anima Perduta Palombo.  E anche Gioacchino Anima Triste Ferdinandi

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Quando il grande Eduardo scrisse la commedia “Questi Fantasmi” non avrebbe mai pensato che Palazzo De Gasperi, sede del municipio di Cassino, potesse essere la scena ideale per la sua piece teatrale. ‘Anima in pena’, ‘Anima Irrequieta’, ‘Anima Triste’ e ‘Anima Perduta’, i protagonisti dell’opera, sono tornati.

QUESTI FANTASMI

Ormai nei lunghi corridoi del Comune, infatti, vengono avvistate entità non proprio definite che appaiono e scompaiono insieme o separatamente. Ectoplasmi.

Testimoni affermano che “questi fantasmi” abbiano le sembianze del fu Commander in chief, Mario Anima in pena Abbruzzese, Carlo Anima Irrequieta D’Alessandro, Carmelo Anima Perduta Palombo.  E, anche se al momento si sono verificati soltanto pochissimi avvistamenti Gioacchino Anima Triste Ferdinandi.

M.A. gironzola ormai da giorni nelle stanze del Palazzo per cercare di risolvere qualche pasticcio politico dei sui amati (non ricambiandolo) cittadini. Ma  è l’ombra di se stesso, a tratti assente. “Ha preso una bella botta” dicono di lui i dipendenti comunali. “La Fontana (quella del M5S) era troppo dura” commentano quelli maligni.

CMD’A invece è sempre più irrequieto. Tra il braccio di ferro con i dissidenti e la macchina amministrativa che non vuole decollare il buon sindaco Carlo tornerò snellissimo D’Alessandro sta perdendo sonno e anche la parca immagine che lo ha sempre contraddistinto.


CHI L’HA VISTO?

Carmelo Anima Perduta Palombo appare e scompare dal municipio senza che nessuno se ne accorga. Un attimo è li, pochi secondo dopo non c’è più.

Arrabbiato, scontroso e pronto alla rissa verbale. Il caso degli ausiliari lo ha segnato profondamente. La foto che campeggia davanti al palazzo del Comune e che lo ritrae felice con sotto il mento il marchio della famigerata trasmissione Chi lo ha visto? non gli è andata a genio. Come anche il manifesto con il burattino dal naso lungo, associato al suo nome.

Se non togliete questa roba vi denuncio”: così secondo testimoni avrebbe apostrofato chi lo ha messo alla berlina in piazza De Gasperi. Un’anima sempre più perduta nel suo nuovo celodurismo, tutto leghista e niente Viagra.


LA GEOMETRIA NON È REATO

Il triangolo no. Non l’avevo considerato. La geometria non è reato“. Non ha messo su una cover band di Renato Zero Gioacchino Anima Triste Ferdinandi sindaco per un pelo di Piedimonte San Germano e già efficientissimo capo della macchina amministrativa di fu Commander M.A. in regione e di CMD’A a Cassino.

Ma il suo cervello ormai, questa canzone, l’avrà messa in loop. Più che altro per giustificare un dramma d’altri tempi. Nessuno si sarebbe mai aspettato che tra triangoli, cerchi e quadrati la sua poltrona di sindaco potesse vacillare (leggi qui Le schede segnate c’erano: torna in discussione il risultato a Piedimonte San Germano).

E’ stato visto una decina di giorni fa aggirarsi nel Palazzo, spaesato e con la testa altrove.

Devo risolvere una cosa“. Così ha risposto a chi lo ha avvicinato per chiedere a quell’anima triste che cosa ci facesse da quelle parti.

Forse era venuto a consultarsi con l’oracolo, l’eterna presenza che aleggia tar quelle mura sin da quando vennero erette: il cronista perpetuo Domenico Tortolano, colui che scrisse per primo sul Messaggerium quando tale Benedetto da Norcia venne per la prima volta a Cassino con l’idea di mettere un eremo in collina. E ancora oggi scrive. Gioacchino Anima Triste Ferdinandi pare lo abbia consultato, trovandovi conforto. Lui, nella sua infinita memoria, ha ricordato che talvolta la segnatura delle schede era un trucchetto, operato da ambedue i fronti, proprio con l’intento di poter poi ottenere il riconteggio delle schede in caso di sconfitta.

Il ricorso è partito poche ore dopo avere parlato con Il Perpetuo.(leggi qui Stessa mano, stessa matita: i segni sulle elezioni di Piedimonte finiscono in Procura)


TUTTI CONTRO ANTONELLI

Assessori, consiglieri e dipendenti. Insomma tutto il cucuzzaio. In tanti incominciano a non sopportare il supremo e potentissimo responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Cassino. Al Secolo Giancarlo me cala la palpebra Antonelli. Capita a quelli bravi. Ma non solo a loro.

C’è aria di rivolta. Tanto che, vista la mala parata, il buon faccendiere Benedetto largo al factotum Leone ha pensato bene di chiedere, con estrema urgenza, udienza al fu commander Mario Anima in pena Abbruzzese. 

Questo trasforma le priorità in non priorità e viceversa. Per mesi non ha letto nemmeno le Pec. Se va via anche l’ing. Mario La Storia qua siamo rovinati. E se ne va per i metodi di lavoro che impone Antonelli”.  

Queste le frasi rivolte all’ex faccendiere abbaziale da un dipendente. Parole che hanno fatto drizzare le antenne a Leone il quale ha subito deciso di correre ai ripari. Un possibile ammutinamento contro Giancarlo Me cala la palpebra Antonelli deve essere subito scongiurato. Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni dopo gli ordini che impatterà da qui a breve M.A.

IL DIVINO POMPIERE

Da qualche tempo a questa parte è salito in cattedra. Dimostrando grandi doti diplomatiche. Dino il DiVino Secondino ormai è impegnato quotidianamente a spegnere i frequenti incendi intestini alla maggioranza. Una sorta di Maalox a presa istantanea. Un pompiere a tutti gli effetti.

Una volta con Claudio Nonsense Monticchio, una volta con Rosario voglia de faticà…Franchitto o Antonio Pennellone Valente. Il DiVino parla, tratta e pacifica.

Ma le rivolte si susseguono. Sempre più frequenti animi e sempre più veementi. L’impressione è che non basterà un “Secondino” a far da guardia sulla maggioranza.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright