Il trauma di Mario scuote il Consiglio Comunale (di M. Molisani)

Il Consiglio Comunale di Cassino tenta di scuotersi. Ha ancora addosso il trauma per la prematura ed imprevista scomparsa elettorale di M.A. Come Rocky che esce dall'angolo, L'asilo ora sembra un collegio.

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

All’indomani del 4 marzo l’immagine dell’amministrazione del sindaco Carlo tornerò snellissimo D’Alessandro era quella di un pugile. Suonato e messo ko nelle prime riprese. Carlone nostro ricordava un pò Rocky Balboa, nel terzo episodio della saga, quando al capezzale del morente allenatore Niky (che potrebbe essere interpretato, politicamente,  dall’agonizzante ex Commander in Chief Mario Abbruzzese) comunicava la conclusione del match con l’agguerrito Clubber Lang. Incontro che costò allo “stallone italiano” il titolo di campione e una grande brutta figura, visto l’inaspettato e brutale knockout inflittogli dal pugile di colore.

L’ASILO DIVENTATO COLLEGIO

Qualcosa è cambiato. Un sussulto di orgoglio oppure una casualità. Oppure il trauma per il lutto inaspettato che ha spazzato via dallo scenario politico il Commander M.A. Sta di fatto che il Consiglio Comunale di Cassino ieri ha evidenziato due aspetti interessanti che hanno fatto pensare ad un cambio di registro nella gestione dei processi politici da parte del CMD’A Group. Magicamente l’asilo allestito a Palazzo De Gasperi è diventato un collegio.

In pratica. Durante la seduta di Consiglio non c’è stato nessun andirivieni fuori e dentro la Sala Di Biasio, spariti i problemi di incontinenza urinaria che costringevano anche i più giovani a continue uscite dall’Aula. Ora invece tutti seduti, in silenzio e con la schiena dritta. In attesa di una possibile ispezione delle unghie delle mani e dei piedi.

Nessuna parola fuori posto o intervento “sgangherato”.

 

IL DIVINO SUL FILO DEL REGOLAMENTO

Ricordando sempre la saga di Rocky, il presidente del consiglio comunale Dino il DiVino Secondino ieri sera aveva gli occhi della tigre.

Ha gestito l’aula, con un’autorità mai vista prima e viaggiando, con  scelte e commenti, sempre sul filo del regolamento. Spingendosi al limite, per fortuna sua, senza mai oltrepassarlo. Ha dato la parola quando previsto, l’ha negata quando dovuto.

E’ lui che getta la rete per portare a bordo i pesci di “acqua clorata” del Comitato No Acea.

PALLA C’E’ PALLA NON C’E’

Di fronte al tavolo della presidenza e agli scranni della sala Di Biasio c’è una muraglia umana. Tante persone che gridano e mostrano manifestini con su scritto “Dimettetevi“. Sono i cittadini che hanno risposto all’appello dei comitati Acqua Pubblica per protestare durante il consiglio comunale. La tensione è alta e qualcuno già si aspetta il tracollo, dopo quello delle urne, quello pubblico dell’amministrazione D’Alessandro.

Il presidente Secondino apre i lavori del consiglio con mezzora di ritardo, comunica l’avvenuta presentazione del bilancio previsionale del Comune e poi lascia tutti a bocca aperta.

Visto che ci sono moltissimi cittadini – tuona Dino il DiVino Secondino –  e che l’acqua è un bene primario su cui gli amministratori devono fare il proprio dovere per difendere la popolazione, sospendo il Consiglio e convoco una riunione dei capi gruppo a cui potranno partecipare anche 5 delegati delle associazioni presenti in sala”.

Tutti rimangono immobili come calciatori che hanno subito il “palla c’è, palla non c’è” di Ronaldinho Gaucho. A qualcuno devono chiudere anche la bocca, rimasta aperta per lo stupore. I responsabili del Comitato No Acea sono presi in contropiedi: addirittura spiazzati.

Senza nemmeno accorgersene, cadono nella trappola del DiVino. Che in questo modo sterilizza la loro protesta e li catapulta dentro al processo decisionale. Qyalunque cosa accadrà ci saranno anche le loro impronte digitali.

La conclusione? L’amministrazione placa gli animi nella città con la promessa di un consiglio comunale aperto sull’argomento. I Comitati sono serviti.

LA TESTA DI NICOLA E LA PANCIA DI CARLO

Molti dicono che Carlo tornerò snellissimo ma continuo ad ingrassare D’Alessandro vorrebbe avere la testa di Nicola Lo Zar Ottaviani, mentre il sindaco di Frosinone vorrebbe la pancia di quello di Cassino, magari perchè gli garantirebbe qualche centimetro in più. Misteri gaudiosi, li chiamavano una volta.

Nel frattempo, dopo due anni di evanescenza, è palese che la D’Alessandro’s Band abbia tentato di cambiare rotta. L’obiettivo è quello di portare a casa, negli ultimi tre anni di amministrazione, un ponte o un obelisco ma anche una fontanella va bene purchè sia un risultato.

Anche il buon Nicola nei primi due anni di governo non combinò un granché, ma almeno evitò figuracce e strafalcioni. Cosa che al Comune di Cassino non sempre si è riusciti ad evitare.

Ritrovati gli “occhi della tigre” l’amministrazione targata CMD’A riuscirà a vincere il match per la sua sopravvivenza politica? Ci sarà un Apollo Creed che si prenderà cura di loro dopo la “morte” politica del  loro allenatore?

Ai “post” l’ardua sentenza.

 

 

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