Pd, altrove entra ma in testa no: tre pretendenti per fare il sindaco: (di M. Molisani)

Come nel Papato durante il 1414: a Cassino ci si prepara ad una nuova divisione nel Centrosinistra per la candidatura a sindaco. La fortuna del Pd è che Carlo M. D'Alessandro barcolla ma non molla. Altrimenti sarebbe scisma subito

Mario Molisani

L'ombra nei palazzi del potere

Anno domini 1414. L’Europa è lacerata dallo scisma d’Occidente che divide la cristianità in due obbedienze: quella di Roma e quella di Avignone. A cui si aggiunge, poi, l’obbedienza pisana. In quell’anno, sul trono di San Pietro, siedono tre Papi. Gregorio VII nell’Urbe, Benedetto XIII nella storica città della Provenza e Giovanni XXIII a Pisa.

I TRE CANDIDATI A SINDACO

Anno domini 2018. Le cose non vanno di certo meglio a Cassino: che non è l’Urbe ma comunque è città martire e della Pace e potenzialmente della riconciliazione tra i popoli (per citare Antonio Grazio Ferraro, sindaco della ricostruzione).

Così, se nel 1414 c’erano tre pretendenti alla tiara di Romano Pontefice, nel 2018 a Cassino è lecito che nel centrosinistra ci siano tre pretendenti alla candidatura a sindaco.

Alla Chiesa, la lezione dello scisma è stata utile. Ci ha costruito la sua successiva unità. Invece al Pd, altrove entra ma in testa no: ancora è in invia di redenzione dallo scisma Petrarconiano – Mosilliano che ha diviso il Centrosinistra  nelle elezioni amministrative del 2016 aprendo le porte di Palazzo De Gasperi a Carlo tornerò snellissimo D’Alessandro. E nonostante questo, mentre la sedia gestatoria di Carletto inizia a traballare, si prepara a dividersi fra tre possibili candidati a Sindaco: Marino Calimero Fardelli, Gianrico il prescelto Ranaldi e Sarah è il mio turno Grieco.

Riassunta in una celebre frase: al centrosinistra la lezione non entra ne in capo ne altrove. Sic stantibus rebus i Dem sono pronti per un altro dei loro famosi suicidi politici.

 

MARINO E IL LAVORO SILENZIOSO

Marino Calimero Fardelli continua a ripetere la cantasilena che sono tutti contro di lui, che il Pd è contro di lui. E come dagli torto, visto l’esito elettorale.

Il povero Marino, piccolo e nero, inoltre continua a dire, insospettendo i piu maligni, di volersi ritirare a vita privata. Qualcuno già è convinto di ritrovarselo candidato sindaco alle prossime comunali.

La rinuncia fatta a favore di Peppino Iam Bell Petrarcone due anni fa, dopo che i suoi personalissimi sondaggi lo avevano gia proclamato primo cittadino, ancora grida vendetta.

E il buon Marino alla domanda se sarà o no della partita nel 2021 non risponde, fa spallucce e diventa rosso. Insomma c’è da stabilire quando varcherà il Rubicone o il Rio Saetta.

 

GIANRICO IL DISINTERESSATO

C’è ancora da lavorarci tanto. E mettergli intorno una bella squadra che di politica ne sa qualcosa. Insomma cucirgli addosso un progetto serio. Gianrico Ranaldi è il prescelto, il candidato naturale per un centrosinistra che vuole tornare a governare Cassino. L’unico uomo in grado di andare oltre i partiti e fare incetta di preferenze personali.

Ma anche l’unico a cui servirebbero i sottotitoli per comprenderne il messaggio. Quando parla, si esprime per Cassazione; lui non tiene discorsi, fa allocuzioni; non chiarisce, cavilla. È l’unico (seppure con un bagaglio lessicale diverso) capace di mettere in una frase più subordinate del fu commander Mario Abbruzzese: che nel momento in cui inizia il concetto stai mangiando la colomba di Pasqua e quando ha finito la frase stai affettando il panettone di Natale.

Bando alle ciance: c’è ancora molto da lavorare. Ma qualcuno è gia pronto a rivendicare per lui la palma di sfidante ufficiale di D’Alessandro. Lui però sembra (apparentemente) disinteressato.

SARAH SCALPITA

Di certo non fa nulla per nascondere la sua irrefrenabile voglia di essere leader. I più maligni dicono che se Mosilliani e Petrarconiani si uniranno in un solo gruppo lei sarà il candidato sindaco in pectore.

Questo è quanto le hanno fatto credere per convincerla a non candidarsi alle Regionali, lasciando campo libero a Barbara Neuromed Di Rollo.

Sarah continua a interrogare, cerca di ritagliarsi un ruolo di paladina contro le malefatte del governo cittadino guidato da CMD’A. Basterà?

Intanto sono tutti curiosi di vedere come saranno gestiti i rapporti, che non sono stati mai idilliaci, nel gruppo unico del Pd con Enzo Caterpillar Salera.

Insomma tra higlander e nuove proposte c’è solo una infausta certezza per il centrosinistra: non ne resterà soltanto uno.

 

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