«Pizzutelli fa raggiri da furbetto del quartierino»

La tregua è finita. E il tempo della diplomazia è scaduto. Valeria Morgia non è più consigliere comunale a Frosinone solo per le strategie del suo coordinatore Gianfranco Pizzutelli. Lui ha scelto il nome dell’assessore chiamato a rappresentare Polo Civico non andandolo a pescare tra i 4 più votati nella lista: in questo modo ha evitato che l’elenco scorresse ed entrasse in Consiglio proprio Valeria Morgia che era consigliere uscente.

Lei ha protestato. Poi hanno cercato di darle una spiegazione politica. Soprattutto le hanno indicato una prospettiva: “aspetta qualche mese e vedrai che toccherà a te”. Disciplinatamente è tornata al suo posto.

Le dichiarazioni fatte in questi giorni da Gianfranco Pizzutelli però hanno fatto saltare il tappo.

 

Il coordinatore ha detto

…il gruppo consiliare è risultato granitico, capace perfino di un passo indietro in giunta. A dimostrazione che la squadra conta sempre più dei singoli e che non sono le poltrone al centro dell’attività amministrativa. Ai pochissimi scontenti diciamo che più lavoro amministrativo, meno attaccamento alle poltrone e un pò di pazienza non guasterebbero».

 

Valeria Morgia non se la tiene e ribatte:

«Nessuno si pentì mai di aver taciuto, recita così un detto di saggezza. Applicarlo alla lettere è ciò che avrebbe dovuto fare il coordinatore del Polo Civico Gianfranco Pizzutelli. Dopo lo schiaffo dato, più che alla sottoscritta alla volontà dei cittadini, ci si aspettava un atteggiamento assolutamente diverso. Così non è stato e si è permesso addirittura di salire in cattedra a dare lezioni».

 

Si sente accusata di attaccamento alla poltrona?

Una sorta di ‘excusatio non petita, accusatio manifesta’ quella di Pizzutelli. Tradotto: chi si scusa si accusa. Senza spiegare agli elettori perché non ha mantenuto gli accordi trasparenti e lineari interni al gruppo, quelli che prevedevano cioè lo scorrimento dei candidati al consiglio in base al numero delle preferenze ottenute. E quindi dare rappresentanza alla volontà degli elettori.

 

E’ stata una trappola politica, per non avere tra i piedi Valeria Morgia?

Non è facile capire le ragioni che hanno portato il coordinatore della nostra lista a diramare una nota con frasi a dir poco singolari. O le ragioni sono fin troppo chiare. Come dire “siete serviti a portare voti, ora faccio come mi pare”. Con il lusso, e qui davvero siamo al paradosso, di additare i vincitori di queste elezioni come “i pochissimi scontenti che pensano alle poltrone”. Raggiri di furbetti del quartierino, inutile dare nomi diversi a quanto accaduto.

 

Polo Civico esiste ancora o è stato solo un contenitore nel quale riunire quattro anime politiche differenti per centrare il bersaglio elettorale?

Se si decide senza tener conto di chi ha permesso di ottenere quell’importante risultato siamo difronte alla politica più becera, tanto lontana da quello che sarebbe dovuto essere il “Polo Civico”. La scelta di non tener conto del voto della gente è quanto di più spregevole possa fare chi fa politica. E’ di una volgarità assoluta trasformare una lista in un listino bloccato, dove a scegliere sono i “vertici”, dove non contano i numeri, ma conta l’essere espressione di qualcuno.

 

Gli elettori però sapevano e vi hanno votato…

Gli elettori che si sono recati alle urne meno di un mese a fa hanno chiesto tutt’altro alla politica. Hanno di fatto ridimensionato i Partiti, premiando invece il lavoro del sindaco che sono certa continuerà a fare bene.

 

Si sente ancora rappresentata da Gianfranco Pizzutelli?

Un appunto è doveroso. C’è poco da vantare cifre e percentuali: chi scrive, insieme a Flora Ferazzoli, si sente rappresentata esclusivamente dal vicesindaco Fabio Tagliaferri. Se si pensa che in 3, da soli, abbiamo portato circa mille voti al Polo Civico, c’è davvero poco da aggiungere.

 

E se la chiamassero per un incarico?

L’impegno per il bene della città ora passi al primo posto e per fare questo non servono incarichi ne ruoli. Quelli ce li ha assegnati la gente con la fiducia del proprio voto, che nel mio caso è stata pari al doppio rispetto alle precedenti elezioni.

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