È’ morto Potito Salatto, fu vice presidente della Regione Lazio

[dfads params=’groups=105&limit=1&orderby=random&return_javascript=1′]

 

La Prima Repubblica piange l’onorevole Potito Salatto. Era stato vicepresidente della Regione Lazio tra il 1989 ed il 1990 in quota Dc quando era presidente Bruno Landi (Psi).

Democristiano, inizia la carriera politica negli anni Settanta: dopo dieci anni in Consiglio Comunale a Roma nel 1985 lascia il Campidoglio e passa al Consiglio Regionale del Lazio dove resta fino al ’95.

Nel 1989 entra in Giunta con la delega alla Formazione e la vicepresidenza. Nel rimpasto del 1990 mantiene la stessa delega per passare poi al Bilancio nel 1992. Torna alla vicepresidenza dell’ente nel periodo 1993-1994. In quella tumultuosa stagione ha avuto come collega di giunta il pontecorvese Fernando D’Amata.

Con la dissoluzione della Dc e la nascita del Popolo delle Libertà, Salatto segue Gianfranco Fini nel PdL e nel 2009 viene eletto Parlamentare Europeo. Quando si consuma il celebre strappo tra Fini e Berlusconi (quello del “Che fai, mi cacci?”) Salatto segue il presidente della Camera dei Deputati in Futuro e Libertà divenendone coordinatore per Roma.

Più recentemente aveva aderito ai Popolari per l’Italia, formazione di cui Niki Dragonetti di Cassino è il Coordinatore per l’Umbria. Proprio Dragonetti è stato tra i primi a dare la notizia della scomparsa dell’onorevole Salatto: «Un fratello maggiore, un amico inseparabile, ci dovevamo vedere mercoledi a casa tua a Roma… Mi mancherai da morire. Arrivederci onorevole Tito Salatto.

Aveva 75 anni e appena una settimana fa aveva scoperto di avere un male incurabile.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright