Cosa c’è dietro l’improvvisa tregua tra Zicchieri, Abbruzzese, Ruspandini

Foto: copyright Imagoeconomica Rocco Pettini

Tira aria di elezioni politiche anticipate: ecco perché Ruspandini e Zicchieri frenano sulle critiche alla coalizione e Abbruzzese cerca di mediare. Ecco perché Ottaviani è cauto. Allarme rosso nei Cinque Stelle. Mentre nel Pd Francesco De Angelis “fiuta” l’ennesima campagna elettorale.

Ma davvero dopo le Europee, nel caso di crollo del Movimento Cinque Stelle, si aprirebbe la strada ad elezioni politiche anticipate? I pentastellati, primo Partito nel 2018, hanno i gruppi parlamentari più numerosi. Soltanto se dovessero spaccarsi si aprirebbero davvero scenari di ricorso anticipato alle urne.

In caso contrario trovare delle maggioranze diverse alla Camera e al Senato non sarebbe per nulla semplice. Neppure il centrodestra unito avrebbe i numeri. E poi Matteo Salvini non intende prendere in considerazione l’idea di andare a Palazzo Chigi senza una piena legittimazione elettorale. Però appare ormai evidente che il centrodestra, qualunque sia lo schema che verrà scelto, sarà “obbligato” a presentarsi unito alle elezioni politiche. Soprattutto con questa legge elettorale. Probabilmente è per questo che il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) ha frenato sul versante degli attacchi a Forza Italia sul territorio.

Probabilmente è per questo che Mario Abbruzzese, “dominus” di Forza Italia, proprio a Cassino non esclude scenari unitari all’indomani dell’implosione politica della coalizione che ha mandato a casa il sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Forse è per lo stesso motivo che il deputato e coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri sta cercando di ricucire gli strappi con gli alleati.

Sicuramente è per questo che si spiega l’estrema cautela del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che sa perfettamente che nel caso di candidatura alla Camera (l’obiettivo è quello) avrà bisogno anche dei voti di Forza Italia.

Stesso discorso per la deputata Francesca Gerardi e per il senatore Gianfranco Rufa, anche se entrambi potrebbero ottenere la conferma della candidatura nel proporzionale e, quindi, essere maggiormente sganciati dalle logiche della coalizione.

Mentre, nel caso di elezioni anticipate, suonerebbe l’allarme rosso per i Cinque Stelle, perché, con i risultati delle regionali e con i sondaggi che circolano, ottenere la conferma di tre parlamentari (Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri) appare arduo. Peraltro Frusone è al secondo mandato, previsto come limite massimo per i Cinque Stelle. Anche se la deroga potrebbe starci.

Nel Partito Democratico il “termometro” sul territorio è Francesco De Angelis: quando fiuta aria di elezioni si trasforma, non pensa ad altro. E chi lo conosce bene è disposto a giurare che si sta già preparando.

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