Scontro M5S – Regione sul bando per il direttore della Programmazione Economica

Il Movimento 5 Stelle accusa la Regione Lazio di avere violato le regole nelle procedure con cui individuare il nuovo direttore della Programmazione Economica. La Regione accusa il Partito di gravi ingerenze in una procedura ancora aperta.

Il Movimento 5 Stelle denuncia la legittimità della nomina del nuovo direttore della Programmazione Economica. La Regione Lazio denuncia che il M5S è intervenuto con lo scopo di favorire alcune candidati.

 

Procedura irregolare

La polemica si scatena nel pomeriggio. Ad innescarla è il vice presidente del Consiglio regionale Devid Porrello (M5S). Lo fa con un’interrogazione firmata insieme alla sua capogruppo Roberta Lombardi. Dice di avere «riscontrato alcuni elementi che mettono in dubbio la legittimità di tutta l’operazione» di nomina del direttore della nuova Direzione Regionale Programmazione Economica.

Porrello sostiene che non fosse necessario un bando con cui reperire il nuovo dirigente. Perché ci sono all’interno della Regione le professionalità adatte. «tre candidati all’incarico avevano un curriculum maggiormente aderente alle specifiche dell’incarico».

Per il consigliere M5S «Le irregolarità formali e sostanziali nel procedimento firmato dal Segretario Generale Tardiola sono molte. Così come sono evidenti le ingerenze politiche, troppe per non chiedere alla giunta cosa intenda fare per sanare questa incresciosa vicenda e di assumersi l’impegno davanti ai cittadini di non ricorrere più a questi procedimenti che vanno contro le leggi vigenti».

 

Fallo a gamba tesa

La reazione della Regione Lazio arriva in serata. Mette in evidenza che il bando non è ancora scaduto e che quell’intervento rappresenta uno sgambetto fatto ad alcuni dei concorrenti. «I bandi sono per definizione finalizzati a reclutare le migliori professionalità favorendone le candidature, mentre l’intervento a gamba tesa dei 5 Stelle arriva con l’esplicitato interesse a favorire alcuni candidati a scapito di altri».

Per la reegione Lazio, quella messa in atto dal M5S è una «scorrettezza che richiama vecchi
stili politici. La Regione fa notare come il bando formulato sia analogo a quelli normalmente banditi da illustri istituzioni come la Presidenza del Consiglio dei Ministri o Roma Capitale e che, in ogni caso, i recenti giudizi di parifica della Corte dei Conti sulla gestione amministrativa dell’ente hanno ripetutamente dato atto della corretta gestione delle politiche del personale e della dirigenza».

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