Naretti, tanto rumore per nulla

La posizione assunta dal consigliere Naretti solleva una serie di questioni. Di carattere amministrativo e politico. I 'dubia' sollevati sono solo un pretesto per mettere in difficoltà la maggioranza. Con una visione della politica ormai provinciale e superata

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La decisione del consigliere comunale di Forza Italia ad Anagni Pierino Naretti di bocciare il progetto dell’impianto per ricavare bio metano dagli avanzi di cucina che il suo sindaco, il compagno di Partito Daniele Natalia caldeggia, potrebbe essere analizzata in due modi differenti.

È solo un pretesto

Daniele Natalia

Il primo è quello che da qualche giorno tende a spopolare in città, ed è quello della guerra di fazioni.  In questa guerra non si parla di merito, non si parla di realtà specifiche non si parla di questioni tecniche concrete. Il bio metano è diventato, di fatto, il pretesto per una lotta politica, legata allo scontro tra pro e contro Daniele Natalia.

Chiaro che in questo contesto un No al progetto, soprattutto da parte di un esponente della maggioranza, diventa spendibile per la polemica politica locale. E nulla di più. Perché – concetto già scritto ma repetita juvantil sindaco e l’amministrazione comunale di Anagni c’entrano zero con l’autorizzazione. Il fatto che Daniele Natalia sia convinto della assoluta bontà del progetto e lo appoggi con convinzione è altra questione. Che nulla c’entra con l’autorizzazione: rilasciata dalla Regione Lazio, su richiesta dell’assemblea dei sindaci della provincia di Frosinone, tutti compatti sull’utilità green del metano bio.

Il No di Naretti, come quello del Pd di Anagni, serve a nulla dal punto di vista pratico. Non c’è un documento in discussione da approvare o bocciare. E nè Naretti né il Pd possono dire che non lo sapevano: è sufficiente fare un paio di ricerche su Google; subito uscirà la decisione unanime (meno uno) dell’assemblea dei sindaci, altrettanto della posizione green del sindaco “a condizione che ci siano tutte le massime garanzie a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”. Lo dice dal 2018. (Leggi qui: Un consorzio tra i Comuni per gestirci i rifiuti organici – di Daniele Natalia).

L’aspetto ambientale

Mario Draghi

Sarebbe però un modo sbagliato di approcciare la questione. Perché la realtà dei fatti è una sola: il Recovery Plan così come i principi stabiliti appena poche ore fa con il Piano sul Clima presentato dall’Ue dicono con chiarezza che i rifiuti non devono più finire in discarica. Ma devono essere considerati nuova fonte di materia prima. Altrimenti non ci sono già oggi abbastanza risorse per per tutti sulla Terra.

In troppi sottovalutano il fatto che i nostri avanzi di cucina oggi se li prendano ben felici in Veneto per farci il bio metano con il quale spingere i motori della loro industria e quelli dei loro veicoli a gas. A noi non resta né il gas né i 160 euro a tonnellata che gli diamo.

Non è da sottovalutare l’allarme lanciato nei giorni scorsi in Consiglio Comunale. E cioè: a Roma si sta cercando una discarica dove mettere i rifiuti di Roma che è arretratissima se paragonata alla Ciociaria: la Capitale d’Italia non fa ancora la differenziata. Roccasecca è in allarme, Anagni ha il terreno ideale per piazzarci su un impianto di quel tipo. In questo senso, la proposta che è stata portata avanti ad Anagni, si può  criticare. Ma, dati alla mano, è una soluzione che potrebbe a) dare alla città un impianto (quello del metano) capace di attirare nuove industrie grazie all’energia a basso costo; b) dire a chiunque tornasse a mettere gli occhi sull’ex Polveriera “No grazie, noi stiamo già facendo la nostra parte sul fronte ambientale”. (Leggi qui Il metano si, la discarica no: la mossa di Natalia).

Naretti e la questione interna

L’altro aspetto importante è quello politico interno alla maggioranza. E qui il sindaco Natalia sembra aver commesso un errore rilevante. Il no di Naretti dimostra che sui temi chiave dello sviluppo di Anagni il sindaco è un uomo solo. Daniele Natalia oltre un anno fa ha parlato di un piano che sprovincializzasse Anagni e le assegnasse un ruolo centrale: nella ripresa industriale, nel green, nella logistica, nella politica provinciale.

I fatti dicono che quel piano lo sta perseguendo. Ormai all’interno di Forza Italia è di fatto l’amministratore più attivo in provincia, l’unico a lanciare tematiche di ampio respiro rappresentando la figura di riferimento.

Ma sia all’interno del Partito che dell’amministrazione è drammaticamente solo: fatica ad avere accanto chi sia in grado di reggere il suo passo. È come se fossero arrivati al pettine una serie di nodi. Di Natalia si è  spesso detto negli ultimi mesi che, nella sua maggioranza , era l’unico ad avere una vera statura politica. Un elemento che, se da una parte certifica la superiorità di Natalia rispetto a tutto il centrodestra locale, potrebbe diventare un problema in questo contesto. Il sindaco rischia seriamente di restare con il cerino in mano in questa situazione.

Per lui, un problema non da poco.

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