Natalia di lotta e di governo: basta fiutare l’aria

Daniele Natalia (Foto: Massimo Iachetta)

Il sindaco dai due volti. Di lotta e di governo. A seconda delle necessità. Purché non sia a seconda delle convenienze politiche

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

È un Daniele Natalia di lotta e di governo quello che in questi giorni si sta facendo vedere a Anagni. Novello Matteo Salvini (anche se su questo il vicesindaco Vittorio D’Ercole potrebbe non essere d’accordo), il primo cittadino riesce a mettere insieme i due atteggiamenti opposti per ottenere il massimo vantaggio dall’uno e dall’altro.

Il Natalia di lotta

Maurizio Stirpe e Alessio D’Amato

Il Natalia di lotta è quello della questione Sanità. Si parla, ovviamente dell’intenzione, nemmeno troppo velata, di denunciare la Regione Lazio, dopo l’inaugurazione del centro vaccinale a Torrice. La tesi di Natalia è che si preferisce un centro (quello di Torrice) ad un altro (quello di Anagni) per ragioni squisitamente politiche, rinunciando a quello di Anagni, che – sostiene – si sarebbe potuto fare meglio, con meno soldi, e con migliori ricadute per la cittadinanza. Di qui il ricorso possibile alle carte bollate. 

I toni di Natalia sulla Sanità non sono nuovi. Negli ultimi tempi ha spesso utilizzato argomenti simili; basti ricordare la partecipazione alla manifestazione di protesta per il ritardo nella partenza del servizio di vaccinazione presso l’ex ospedale. Uno schema semplice, che consente di acquisire visibilità e vantaggi, ma che nasce da una contraddizione di fondo: il primo cittadino ha vinto le comunali del 2018 sulla Sanità.  E siccome, a tre anni di distanza, miglioramenti effettivi non se ne vedono, anzi, si torna a pestare sul pedale della lotta alla Regione cattiva (di centro sinistra, ovviamente).

E quello di governo

Poi c’è il Natalia di governo. Ed è quello dell’inaugurazione, prevista dopodomani, del nuovo stabilimento della Logista, società leader nella logistica e nello smistamento delle merci, nella zona industriale della città. Un affare da milioni di euro. E che farebbe assumere, da subito, almeno 150 persone; altre 500-600 potrebbero arrivare poi, se andranno in porto altri progetti simili già in cantiere.

Uno dei piazzali della Logista

Natalia, in questo caso, abbandona la divisa da Che Guevara della Sanità ed indossa la fascia da sindaco, da uomo delle istituzioni e del fare. Facendo sapere che il risultato è figlio della delibera con cui, nel novembre del 2019, è riuscito a picconare la burocrazia legata al Sin, consentendo agli industriali di venire ad investire più facilmente in città. (Leggi qui Un calcio alla burocrazia: varata la Delibera che abbatte i tempi in zona Sin).

Quando serve si critica, quando è necessario si firmano delibere. L’essenziale è annusare sempre l’aria per sapere da che parte soffia il vento. Un’abilità che Natalia, in questo senso anche molto democristiano in effetti, ha sempre avuto.

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