Natalia papa-re: ecco perché non vuole…. Cardinali

Le recenti dimissioni consegnate dal titolare ai Lavori Pubblici hanno il sapore di una resa rispetto al cesarismo di Natalia. Ma il settore lasciato vacante è troppo delicato.

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Altro che gesto dovuto agli impegni di lavoro eccessivi. Piuttosto, una decisione presa dal consigliere alla fine di uno scontro (non l’unico) piuttosto duro con il sindaco. Cosa che rilancia, ancora una volta, il tema del (reale) livello di rapporti tra le fila della maggioranza.

Qualche giorno fa aveva creato molto scalpore ad Anagni la decisione del consigliere di FdI Alessandro Cardinali. Decisione di riconsegnare le deleghe dei lavori pubblici. Arrivata prima del penultimo consiglio comunale, Una decisione pesante.

Un ‘lascio’ di peso assoluto

Alessandro Cardinali

Pesante sia per il fatto che il consigliere è uno dei più “pesanti” a livello politico, sia per l’obiettiva importanza del settore riconsegnato nelle mani del sindaco Natalia.

La spiegazione arrivata a stretto giro di posta non aveva convinto nessuno. Vale a dire quelle di impegni sul lavoro che non avrebbero consentito al consigliere di gestire al meglio la delega. Ma le indiscrezioni trapelate illustrano un quadro ben più complicato. Secondo le voci dunque, il gesto di Cardinali sarebbe arrivato alla fine di alcuni colloqui piuttosto animati (per usare un lieve eufemismo).

Colloqui tra il sindaco ed il consigliere. Colloqui durante i quali il primo cittadino avrebbe sollevato alcune perplessità (sempre per usare un eufemismo). Su cosa? Su alcune scelte operate dal consigliere sulla gestione del settore dei Lavori Pubblici. I toni a quel punto si sarebbero surriscaldati, tanto da spingere Cardinali a rimettere nelle mani del primo cittadino le deleghe. Questo come gesto provocatorio per sottolineare la mancanza di fiducia palesata dal sindaco nei suoi confronti.

Tre dubbi nel merito

DANIELE NATALIA

Fin qui le indiscrezioni. Gossip a parte però, gli interrogativi in ambito politico che vengono fuori da questa storia sono diversi. Enunciamoli.
1 – Fermo restando che l’interim a Natalia va bene, il settore dei Lavori Pubblici non avrebbe bisogno di essere affidato ad una figura ad hoc? E, se sì, chi sarebbe? E quando?

2 – Si accentua una sorta di divisorio tra un sindaco che tende (forse giustamente) ad accentrare scelte e poteri, ed una maggioranza percepita, a torto o a ragione, come mera esecutrice di direttive dall’alto. Gli ultimi Consigli comunali (dedicati a temi non indifferenti, tra l’altro) ne danno conferma.

La danno visto che nessuno dei consiglieri della maggioranza ha inteso intervenire nel dibattito. Dibatitto gestito totalmente dal sindaco (con la collaborazione degli assessori Marino e D’Ercole). Questo può essere un problema?

3 – Ad oggi le lacune in organico (urbanistica, con la partenza di Maia, ragioneria, con i saluti di Fasani) non risultano colmate.

Questo può creare scompensi?