Natalia prosciolto: la politica non si fa dai tribunali

Il proscioglimento del sindaco Daniele Natalia per il caso Urban Waste ripropone il tema dell'uso dei tribunali per fare politica. Invece andrebbero invocati solo per ragioni serie.

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

La notizia del proscioglimento del sindaco di Anagni Daniele Natalia, dalle vicende legate alla inchiesta Urban waste, ha sollevato in città, da questa mattina, roventi polemiche. Che, casomai se ne fosse sentita l’esigenza, ripropongono di nuovo il problema dell’uso della giustizia per fini politici.

La questione del coinvolgimento del sindaco della città dei papi nell’ambito della inchiesta legata alla gestione dei rifiuti, ad Anagni e non solo, ha, negli ultimi 3 anni, cannibalizzato il dibattito. In sintesi, il sindaco era stato indagato per avere, secondo gli inquirenti, promesso un appalto ad un’azienda in cambio della possibilità di fare lavorare una persona amica. Le ipotesi di reato sono cadute di fronte ad un elemento banale: il lavoro affidato dal sindaco aveva un importo di mille euro, la persona assunta dalla ditta ne è costata ben di più. (Leggi qui)

Toga e politica

L’opposizione del centrodestra al governo nella città dei papi negli ultimi due anni e mezzo ha battuto costantemente su questo tasto, chiedendo di volta in volta un passo indietro al primo cittadino. Tutto questo, almeno per quanto riguarda l’aspetto giudiziario, passa ora in cavalleria, con la notizia del proscioglimento.

Natalia, in un primo commento a caldo, ha dichiarato tutta la propria felicità. In città però si è scatenato il dibattito relativo all’uso, dicevamo, politico della giustizia. Con collaboratori ed esponenti politici vicini alla maggioranza che hanno, più o meno ironicamente, ribattuto all’opposizione che aveva puntato molto sulla carta del processo per liberarsi dal primo cittadino. 

Ed allora, giova ripetere quanto si era già detto anche in altre circostanze. Perché la maggioranza che adesso sta, giustamente, tuonando contro l’uso politico della giustizia e sta chiedendo le scuse al sindaco per l’uso brutale dell’inchiesta contro la sua persona è la stessa che, come minoranza, all’epoca della giunta Bassetta, si era particolarmente scagliata contro la giunta di centro-sinistra coinvolta nel caso Credit On. Cioè la gara per la gestione dei crediti. Un caso che, all’epoca, aveva causato molti fastidi all’allora governo di centrosinistra. Tanto da diventare, di fatto, l’inizio della fine dell’esperimento bassettiano.

Anche in quella circostanza tutto si era risolto in un nulla di fatto. Anche in quel caso però non c’erano state scuse da parte della opposizione di allora. Che anzi aveva teorizzato la necessità in ogni caso, per la minoranza, di chiedere chiarezza su certe questioni.

La politica si fa dai palchi

Insomma, il punto è un altro. Ed è bene che tutti lo capiscano il prima possibile: di Giustizia sarebbe bene parlare soltanto nelle sedi opportune. E mai, in nessuna circostanza, si dovrebbe partire da lì per fare politica. I passi indietro, la richieste di dimissioni, dovrebbero essere legati solo alle critiche politiche, non alle vicissitudini giudiziarie. 

E, a proposito del sindaco Natalia, è bene ribadire che quanto è accaduto lo rende molto più forte di quanto già non fosse prima.

Restano però tutte le fragilità evidenziate su tutta una serie di temi. Il sindaco Natalia ad esempio ha realizzato una serie di interventi attrattivi per il mondo industriale, riuscendo nel rilancio delle imprese e nella loro salvaguardia. Ma non ha ancora realizzato una strategia chiara sulla sanità, sul rilancio turistico e culturale di Anagni, ed in generale su quello che dovrà essere la città da qui ai prossimi 10 anni. È su questo che bisognerebbe puntare per cercare di criticare l’amministrazione Natalia.

Che dall’altra parte, ha tutto il diritto di festeggiare per il proscioglimento del sindaco dalle maglie ella giustizia. Ricordando però (come dovrebbe fare anche il centro sinistra) che non si può essere garantisti o giustizialisti a targhe alterne.

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