Natalia: “Quelli che annunciavano il mio arresto…”

Due anni e mezzo sotto inchiesta. Poi il proscioglimento. L'amarezza per una situazione che si poteva chiarire prima. E per 12 pagine di calunnie. Culminate con la voce, fatta arrivare al figlio di dieci anni, che ieri avrebbero arrestato il papà. “La politica è altro. Non replico: sarebbe tempo sottratto ad Anagni”

Due anni sotto indagine, poi l’assoluzione. Capita, in un sistema che funziona ed ha per sua natura dei tempi così lunghi per accertare i fatti. Ma non ne è del tutto convinto Daniele Natalia, sindaco di Anagni prosciolto ieri dall’accusa di avere pilotato una gara da 950 euro in cambio dell’assunzione di un suo amico. Ora che il caso è chiuso, come avvocato e come sub coordinatore provinciale di Forza Italia, ritiene che il modello possa essere migliorato. Perché se ci sono evidenze che chiariscono da subito le cose si dovrebbe prenderne atto senza attendere quasi trenta mesi ed un giudice.

C’è poi l’aspetto morale, la deriva che in questi ultimi vent’anni ha trasferito nelle aule di Giustizia i duelli politici ed elettorali. Non è quella la loro sede. (Leggi qui Natalia prosciolto: la politica non si fa dai tribunali)

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Daniele Natalia
Sindaco Natalia, fine di un incubo o chiarezza giudiziaria?

Entrambe le cose. Non è esagerato parlare di incubo: è la definizione giusta per rappresentare lo stato d’animo del cittadino che si trova dentro ad un’indagine su fatti che dal primo istante appaiono surreali. Ma affinché poi sia chiaro a tutti, affinché si giunga alla chiarezza giudiziaria, occorre del tempo. È fisiologico. Necessario per compiere con cura tutti gli approfondimenti. Nel mio caso ci sono voluti più di due anni. Confesso che ho atteso con fiducia ma con trepidazione da imputato.

“Trepidazione”? Quindi aveva paura di un possibile processo a suo carico.

Purtroppo non sempre i fatti emergono in tutta la loro chiarezza. In presenza di dubbi, il nostro Codice prevede che sia un processo a ponderare gli elementi. Noi avevamo elementi con cui chiarire in maniera cristallina e immediata la posizione: abbiamo tentato, insieme agli avvocati del mio collegio difensivo Vincenzo Galassi e Antonio Grillea la non addebitabilità dei capi di imputazione. Purtroppo non ci è stato dato modo di spiegarlo in sede di indagini. Per fortuna il Giudice dell’Udienza Preliminare il dottor Bracaglia Morante, ha permesso di approfondire in sede di udienza preliminare tutto quanto consentito dalla procedura. Così abbiamo potuto finalmente delineare un quadro chiaro di ciò che è accaduto. E conseguentemente, provare la non imputabilità delle circostanze presentate nei capi di imputazione”.

Quindi (elegantemente) vuole far intendere che chi ha indagato non è stato particolarmente attento?

Non mi sono mai permesso di giudicare per altri l’operato della magistratura, inquirente e giudicante, figuriamoci se lo faccio ora che mi ha riguardato. Anzi, rinnovo il profondo rispetto per chi opera nel settore Giustizia. Ma sinceramente alcune evidenze erano palesi sin dagli atti di indagine e bastava avere la possibilità di metterle in luce, come fatto in sede di udienza preliminare, per evitare addebiti che hanno lasciato il segno. Avremmo potuto far risparmiare a tutti un bel po’ di tempo.

Il Palazzo di Giustizia di Frosinone
Quale ‘segno’ hanno lasciato, ora che è stato del tutto scagionato?

Sono stato scagionato e sicuramente è la cosa più importante. Non mi è possibile dimenticare la gogna mediatica di una certa stampa e di una parte dell’opposizione che per anni hanno chiesto le mie dimissioni. Hanno definito Anagni come Casale di Principe (offendendo comunque un Comune dove ci sono sicuramente tante brave persone) e hanno speculato in pubblico e in tante riunioni private su una asserita mia colpevolezza a prescindere. Per qualunque persona questo significa umanamente stress, dolore, disagio, anche se in coscienza ti senti a posto. Se si è sindaco, tutto questo si avverte di più perché si ha la consapevolezza di dover essere da esempio. E questo doppio disagio si unisce alla preoccupazione perché ti rendi conto che chi ti vuole bene sta soffrendo con te. 

Quale è stata la prima cosa che ha fatto oggi dopo il dispositivo di proscioglimento?

Sono corso a stringere mio figlio Gabriele e gli ho detto che suo padre era uscito vincitore da quelle cose brutte che un amichetto gli aveva detto.

In che senso?

Un amichetto di mio figlio, chiaramente senza alcuna mala fede ma verisimilmente solo per sentito dire e facilmente riconducibile ad un chiaro ambiente politico, aveva detto a mio figlio che ieri mi avrebbero arrestato… Le lascio immaginare che può significare per un bambino di quasi 10 anni che vede il padre come un supereroe. Ieri mi ha detto: “papà sei forte! Per me sei il n.1!”. Non nascondo che mi sono commosso ma ho trattenuto le lacrime… sennò che supereroe sono.

Lei non è solo un ex indagato, non è soltanto un sindaco. È un avvocato ed è anche uno dei messimi dirigenti provinciali din una forza politica di governo che si chiama Forza Italia. In queste vesti: cosa non funziona nel sistema giudiziario attuale?
Superman
Daniele Natalia e Superman

Per quanto sia un avvocato non pretendo di indicare la soluzione al problema Giustizia, anche se di correttivi ce ne sarebbero da suggerire. Innanzitutto basterebbe non permettere di commentare in modo improprio i fatti dalla stampa. Il “sacrosanto” diritto di cronaca nell’illustrare i fatti è una cosa, “smerdare” chi ancora magari non ha avuto neanche cognizione di ciò che gli viene addebitato è altro. Non pretendo le scuse da chi mi ha ripetutamente offeso, anche perché sarebbero ipocrite. Ma non permettere più di fare da cassa da risonanza agli sfoghi più beceri di gente politicamente frustrata, si questo sarebbe un bel ristoro.

Il diritto di critica è previsto nella Costituzione: è sacro.

Una cosa è il sacrosanto diritto di critica. Cosa diversa è il dileggio, il consapevole tentativo di delegittimare l’avversario usando i mezzi di informazione. Le cito due episodi. Un giornalista ha scritto riferendosi a me: “E quando nel DNA è radicato l’elemento della corruzione …. a voja a fa convegni”; e un consigliere di minoranza ha commentato: “Della serie ….. corrotti si nasce!”. Questo non è critica.

Le cito un’altra perla giornalistica del soggetto di cui sopra. In un titoloQuando la marmellata piace un po’ a tutti e c’è chi ne è così goloso tanto da farsi sorprendere con le dita nel vasetto!”.

Potrei continuare per una dozzina di pagine, per tutte le nefandezze lette in tutti questi anni….. ma non ne vale sinceramente la pena. Ma questo si è un problema che andrebbe risolto dal punto di vista normativo

Questo proscioglimento la rafforza anche sul piano politico.

Non lo so e francamente mi interessa poco. Sono concentrato a fare il sindaco in una città che sta superando in maniera brillante la crisi industriale, grazie a scelte coraggiose e fatte tutte nel solco della legalità.

Daniele Natalia
La accusano di non avere un progetto

Tutte le fabbriche che stanno ampliando le loro sedi, stanno investendo sul nostro territorio, stanno rilevando e convertendo, non lo fanno solo per opera dello Spirito Santo. Un minimo di progettualità credo che ci vada riconosciuta.

Cosa ha in Agenda?

Voglio continuare a cambiare Anagni, renderla migliore da ogni punto di vista. Stanno partendo circa 30 milioni di euro in opere pubbliche, investimenti industriali per altri milioni di euro. Sono interventi che abbiamo favorito in ogni modo, innanzitutto snellendo la macchina amministrativa in tema di rilascio di autorizzazioni urbanistiche e ambientali; stiamo proiettando, con progetti concreti e in corso di approvazione, Anagni nel futuro sia come smart city sia come città green e pioneristica in materia di economia circolare; sostegno a cultura e turismo, con i risultati che già oggi si vedono e sostegno alle categorie più deboli.

Ha un sassolino nella scarpa?

Certamente. Voglio dire grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino, voglio dire grazie ai tantissimi cittadini che da da ieri mattina, quando Alessioporcu.it ha lanciato la notizia del mio proscioglimento mi stanno dimostrando affetto. Voglio dire grazie ai miei assessori e consiglieri che hanno creduto in me, sempre, e che ora più che mai possono continuare il proprio mandato amministrativo “a testa alta”. 

Non è un sassolino…

Altri, quelli che hanno armato la macchina del fango, alzato la gogna mediatica, preparato il patibolo sulla pubblica piazza, non meritano nemmeno risposta: sarebbe tempo sottratto ad Anagni.

         

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