Nel duello infinito Pd – Iv lo sconfitto è il centrosinistra

Il segretario del Pd e il leader di Italia Viva continuano un estenuante braccio di ferro. Ma entrambi hanno perso di vista il valore aggiunto di una coalizione schiacciata da questi personalismi. E l’alleanza con i Cinque Stelle o il modello Macron non sono la soluzione del problema.

La sfida infinita va avanti. Da una parte Nicola Zingaretti, segretario nazionale del Pd e presidente della Regione Lazio, dall’altra Matteo Renzi, leader di Italia Viva e senatore della Repubblica. In palio non c’è solo il prossimo governo del Paese, ma la fisionomia futura del centrosinistra.

Il volto scuro di Zingaretti (che la mascherina non è riuscita a coprire) all’uscita del Quirinale dice tutto. Il Pd ha uno schema chiaro: alleanza stabile con i Cinque Stelle e ricostruzione del centrosinistra. Matteo Renzi no. Non vede i Cinque Stelle come alleato naturale e pensa a qualcosa di diverso. Pensa all’operazione portata a termine da Emanuel Macron in Francia. Ci pensa da anni e non ha cambiato idea. Quell’operazione passa dall’indebolimento forte dei Democrat.

Nicola Zingaretti al Quirinale (Foto: Francesco Ammendola)

Renzi vuole ridurci al 6%”, continua a ripetere Goffredo Bettini. L’Italia non è la Francia, l’operazione di quel tipo è assai complicata. Ma intanto il Pd resta sulla corda perché l’ex segretario è riuscito a mettere in crisi il Conte due e a far prevalere il veto sul Conte ter. Almeno per ora. Zingaretti è obbligato a tenere un altro profilo, di governo e responsabile. Ma ieri ha pure sottolineato che non deve esserci un Governo a tutti i costi. Aprendo alla possibilità di elezioni anticipate. Perché soltanto questo scenario, quello delle elezioni anticipate, spaventa davvero l’ex rottamatore.

Centrosinistra fratricida

Ma intanto la guerra fratricida tra Renzi e Zingaretti sta avendo come effetto quello di dare continue bordate all’idea stessa di un nuovo centrosinistra. Si fa fatica oggi a capire quali possano essere i programmi di una coalizione di questo tipo. Sul lavoro, sulla scuola, sulla sanità, sulla lotta alle diseguaglianze, sulla redistribuzione del reddito. Complice anche la pandemia, si è lasciata tutta l’iniziativa al presidente del consiglio Giuseppe Conte, che è andato avanti a colpi di Dpcm.

Nicola Zingaretti e Matteo Renzi continuano a duellare senza sosta. Ma è davvero questa la strada giusta? Forse vedrà la luce un nuovo Governo, magari Giuseppe Conte sarà ancora alla guida. (Leggi anche Top e Flop, i protagonisti del giorno: 29 gennaio 2021).

Ma il centrosinistra che fine ha fatto?

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