Nel nome di Ernesto. Centrodestra diviso sul sindaco

Elezioni comunali a Sora, spunta il nome di Ernesto Tersigni sul tavolo del centrodestra come candidato sindaco. Non dispiacerebbe al senatore Rufa. E nemmeno a Vittorio Di Carlo. Ma spacca il centrodestra. Bruni e Caschera sempre più coalizzati alle spalle degli azzurri.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Ernesto Tersigni alla corte della Lega. Non per tesserarsi. Ma per valutare la possibilità di presentarsi come candidato sindaco di Sora con un cartello di centrodestra. Ne hanno parlato l’altro giorno: lui ed il coordinatore provinciale del carroccio, Nicola Ottaviani. Ad accompagnare l’ex sindaco di Sora è stato il senatore leghista Gianfranco Rufa. Lo stesso che qualche mese fa, in una riunione del suo Partito a Sora, suggerì di non escludere Tersigni dall’elenco dei papabili.

Ma la Lega di Sora non ne sa alcunché. Idem Forza Italia. Anche se il coordinatore azzurro Vittorio Di Carlo non nasconde che l’idea non è malvagia. Il candidato di Fratelli d’Italia, il dottor Giuseppe Ruggeri, per lui è troppo spostato a destra. E rischia di far perdere l’elettorato moderato.

Ernesto, non è la prima volta

Ernesto Tersigni

Non ha mai dichiarato ufficialmente di volersi ricandidare a sindaco di Sora Ernesto Tersigni. Ma da mesi sta lavorando per farlo. Spinto anche da Agostino Di Pucchio, suo ex assessore al Bilancio e capo ufficio segreteria del presidente Pd della Provincia Antonio Pompeo. E non è la prima volta che prova a virare a destra. (leggi qui 2021 con il botto: Ernesto Tersigni si candida a sindaco)

L’anno scorso c’era stato un approccio con Fratelli d’Italia. A tastare il terreno era stato l’onorevole Alfredo Pallone, amico di Ernesto Tersigni già dai tempi in cui insieme parteciparono alla fondazione del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Ma il dibattito politico non era approdato ad un accordo.

Tersigni ha continuato a lavorare, tentando di insinuarsi nelle spaccature del centrosinistra. Sondando poi il civico Luca Di Stefano e infine il neo leghista Lino Caschera. Ad un certo punto, voci di corridoio lo davano per fermo ai nastri di partenza, ingessato dalla candidatura di Eugenia Tersigni (leggi qui Eugenia pensa se fare il sindaco: ma senza primarie ).

Il colloquio a tre avvenuto a Frosinone tra Ernesto Tersigni, Nicola Ottaviani e Gianfranco Rufa è stato preceduto da un ulteriore lavoro di costruzione. Passando attraverso l’Udc, per sondarne la disponibilità: sia a sostenere la candidatura e sia ad esprimere una lista all’interno della eventuale coalizione.

Un accordo impossibile su Ernesto

Agostino Di Pucchio

Il tentativo di allargamento a destra non è piaciuto a quell’ala del Pd sorano che su Ernesto Tersigni aveva scommesso. Il grande sponsor della prima ora, Agostino Di Pucchio, non accetterebbe mai un governo ibrido con dentro Lega e Fratelli d’Italia. Lo aveva fatto nel 2011 ma ora i tempi sono cambiati. E poi lo stesso Tersigni ha forti legami politici con il presidente Pompeo, ufficializzati nel 2014 quando l’accordo con Francesco Scalia e il consigliere Pd Enzo Petricca, gli permise di sganciarsi da Forza Italia e continuare ad amministrare la città.

Ecco perché da quelle parti in molti vedono come praticamente impossibile un accordo con il centrodestra.   

La Lega di Sora stavolta non ne sa nulla. Parola di Lino Caschera. Il Partito dei Fratelli d’Italia è concentrato sulla candidatura del dottor Giuseppe Ruggeri su cui, almeno apparentemente, starebbe convergendo anche la Lega. Lo dimostrano le continue frequentazioni fra i rappresentanti del partito di Giorgia Meloni e  Caschera. Mentre il coordinatore Filippo Porretta rivendica anche “un proprio candidato sindaco da portare sul tavolo”.

Anche Forza Italia cade dalle nuvole. Ma al coordinatore Vittorio Di Carlo l’idea non dispiace affatto: “Meglio un usato garantito che un nuovo di cui non si conosce nulla” esclama.

Con Tersigni, Di Carlo e gli altri ci hanno amministrato dal 2011 al 2014. Salvo poi rompere per divergenze di vedute durante le elezioni Europee del 2014. Sono quelle che videro il sindaco Tersigni e Forza Italia giocare su due campi diversi. Ebbe la meglio Forza Italia che sosteneva Antonio Tajani. Gli azzurri presero più voti e cominciarono i problemi di convivenza poi sfociati nelle dimissioni dell’allora vicesindaco Vittorio Di Carlo che passò all’opposizione insieme ai consiglieri Alessandro Mosticone, Lino Caschera, Giacomo Iula e Antonio Lecce.     

Segnali pesanti

Lino Caschera, Massimiliano Bruni, Vittorio Di Carlo

Nessuno lo dice ma la candidatura del dottor Ruggeri rappresenta un problema per i moderati. Perché quel nome lo ha fatto Fratelli d’Italia, troppo sbilanciato a destra quindi. Per questo il coordinatore azzurro Di Carlo non ha gradito le chiacchiere circolate nei giorni scorsi su un’intesa già raggiunta. Lanciando un chiaro segnale (leggi qui Bruni bluffa sui simboli, FI mina l’accordo di centrodestra).

E non ha neanche gradito di leggere sul giornale di una riunione che si sarebbe dovuta tenere mercoledì sera proprio per parlare di accordi elettorali. E che ovviamente si è tenuta senza Di Carlo, costringendo gli altri rappresentanti del centrodestra a limitarsi a parlare dei progetti del territorio da presentare in vista del Recovery Plan. Anche su questo fronte si sarebbero adeguati ai dictat di Forza Italia: nessuna speculazione politica, nessun convegno che somiglierebbe a un accordo di centrodestra già raggiunto. Soltanto un documento sottoscritto da tutti, possibilmente senza simboli, da presentare ai referenti politici di riferimento sia alla regione che al Governo.

Ne hanno parlato il giorno seguente giovedì 15 aprile. E anche in questo caso Di Carlo ha lanciato segnali chiari, ha dettato la linea, spostando l’ora e il luogo della riunione.

Lega e Fdi coalizzati

A stizzire ulteriormente il futuro alleato di centrodestra è stata la riunione di lunedì scorso nella sede di Fratelli d’Italia presso il Centro Marco Polo di Sora. Oltre ai vertici del Partito e al coordinatore provinciale Massimo Ruspandini, erano presenti anche il candidato sindaco Giuseppe Ruggeri e il consigliere della Lega Lino Caschera.

Serena Petricca ed Ernesto Tersigni

“È passato per caso e ha fatto un saluto al senatore Ruspandini” cerca di minimizzare il coordinatore Porretta. Perché Di Carlo, la capogruppo consiliare Serena Petricca e tutti gli Azzurri non l’hanno presa bene: hanno visto il mancato invito come un atto ostile e poco elegante.

È evidente il cambio di strategia di FdI. Sembrano ormai lontani i tempi in cui Lino Caschera si voleva candidare a sindaco e Bruni faceva squadra con Di Carlo. (leggi qui  Caschera pronto a spaccare: “Mi candido sindaco, anche senza FdI e Forza Italia” e qui Forza Italia si smarca dal tavolo: Caschera non piace)

Sulla scorta dello schema di Governo nazionale, Fratelli d’Italia rischia l’isolamento. Motivo per cui cerca di tenersi stretta la Lega. Forza Italia invece, a giudicare dalle tante esternazioni di Di Carlo, vede meglio una coalizione più moderata che permetterebbe di allargare al centro e tentare l’impresa, finora mai riuscita a Sora, di vincere al primo turno.   

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