Nella partita dei rifiuti la Lega vince sempre

Foto: Marco Cremonesi / Imagoeconomica)

La doppia linea della Lega: favorevole ai rifiuti quando ci deve ricavare energie a basso costo per le industrie del Nord. Contraria a Sud per non scontentare chi ha paura dopo avere visto lo scempio degli anni scorsi. La Lega vince sempre

Il banco vince sempre. I giocatori dei casinò lo sanno, la sfida intorno alla roulette non è per indovinare il numero sul quale la pallina andrà a fermarsi dopo avere girato a tutta velocità sul bordo; la sfida è vincere fino a quando ce n’è e poi alzarsi prima che il vento della fortuna comincia a soffiare al contrario. Nella partita sull’energia ricavata dai rifiuti la Lega ha deciso di giocare il ruolo del banco e di riuscire a vincere sempre. Da Nord a sud.

La partita dei rifiuti oggi è diversa da ciò che era venti o solo dieci anni fa. Sono bastati per capovolgere completamente il modello: i rifiuti prima erano un problema, bisognava disfarsene e non c’era posto o costava troppo: finivano interrati nelle terre dei fuochi.

Foto: Imagoeconomica

Il business oggi sta nel non interrare i rifiuti e nel loro smaltimento legale. Perché i rifiuti nella maggior parte dei casi oggi non sono un problema ma sono tonnellate di plastica, carta, alluminio che possono essere recuperati; sono milioni di metri cubi di gas praticamente gratis che si ricava semplicemente lasciandoli a marcire ed estraendo il metano che generano in modo naturale.

Il banco della Lega

In questa nuova partita, la Lega si sta rivelando il giocatore più intelligente. Ha individuato la posizione sul tavolo che la porta a vincere sempre. A Nord ed a Sud.

Quando i rifiuti erano un problema e nessuno li voleva, arrivavano dal Nord e finivano interrati in modo clandestino. Scorie industriali come l’ossido di zinco che era destinato a Bombay e invece finiva interrato a Pontecorvo. O gli olii industriali che invece di essere raffinati finivano stoccati e dimenticati nei capannoni di Isoletta d’Arce.

Ora che i rifiuti sono una risorsa hanno imboccato la strada al contrario: vengono raccolti in provincia di Frosinone e portati in Veneto. È lì che con gli avanzi delle nostre cucine ci stanno facendo tonnellate di metano bio con cui spingere le loro macchine e riscaldare le loro case. Soprattutto ci stanno pompando la loro produzione industriale: le fabbriche realizzano i loro prodotti a costi più bassi dei nostri perché il metano a loro costa meno.

Un impianto di produzione d’energia

Quanto sia seria la questione Energia l’ha fatto capire Carlos Tavares durante la sua visita allo stabilimento Stellantis Cassino Plant. Ha detto con chiarezza che costa meno produrre le auto da altre parti in Europa: non ha citato i salari ma il costo dell’energia.

La Lega vince sempre, il Pd tace

Nella partita politica sull’energia ricavata dai rifiuti la Lega ha trovato il modo per vincere sempre e Frosinone ne è la dimostrazione.

Matteo Salvini è sempre stato coerente sul punto. Ha denunciato che in Italia mancano gli impianti per trattare i rifiuti. Non sono abbastanza. Lo ha detto da Segretario di Partito, lo ha sostenuto da ministro. I numeri lo confermano: oggi in Italia ci sono 58 impianti e 47 di loro sono nel Nord d’Italia. Le stime dicono che ne servirebbero altri 30 al Centro-Sud. (Leggi qui Il coraggio di cambiare il vocabolario della politica nel Lazio).

Le posizioni di Salvini e della Lega sono sempre state coerenti, lungo questa direzione.

Ma allora perché a Frosinone il Comune capoluogo governato da un sindaco della Lega è contrario agli impianti che invece la Lega sostiene si debbano fare? (Leggi qui)

Matteo Salvini (Foto: Leonardo Puccini / Imagoeconomica)

Nicola Ottaviani nel dire No è in piena sintonia con una popolazione che nel suo recente passato ha visto le immani porcherie fatte con lo sfruttamento dei rifiuti. Nell’epoca in cui i rifiuti si interravano abbiamo visto la terra dei fuochi a due passi da casa, abbiamo visto immondezzai clandestini, fabbriche comprate ma invece di ripartire con la produzione venivano svuotate e sotto il pavimento si interravano i fusti. Come avvenuto a Ceprano.

La diffidenza nella nuova svolta green sta, legittimamente, in questo passato: chi è stato morso dalla serpe guarda con sospetto pure la lucertola.

La mossa vincente

In assenza di una presa di posizione chiara del nuovo ministero per la Transizione Ecologica la Lega intanto ha trovato il modo per vincere su entrambi i tavoli, quello del Nord e quello del Sud.

In Veneto sono contenti di ricevere i rifiuti della provincia di Frosinone: incassano 150 euro a tonnellata, ci ricavano ottimo bio metano per le loro fabbriche, che possono così produrre a costi più bassi.

Nicola Ottaviani (Foto: Stefano Strani)

A Frosinone sono contenti, diciamo no ed allontaniamo la paura. Poco conta che quei progetti ci farebbero risparmiare circa un terzo della bolletta sull’immondizia, meno conta che ormai sono tecnologicamente sicuri a condizione di realizzarli e condurli in maniera onesta.

Vanno al Nord. La Lega è contenta anche a Sud. L’ala ambientalista del mondo Dem tace. Il banco vince sempre.

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