Nella vita non si può avere tutto: ‘sapevatelo’

Senza Ricevuta di Ritorno. La ‘Raccomandata’ del direttore su un fatto del giorno. Nella vita non si può avere tutto. Nessuno lo ha insegnato a chi l'altro giorno ha scioperato contro la Dad e ora sciopera contro il ritorno in classe. Il virus

L’importante è essere chiari. Su Tutto. La settimana scorsa gli studenti delle Superiori hanno scioperato: hanno spento per un giorno il computer dicendo basta con la didattica a distanza. Reclamando un diritto sacrosanto: quello ad una didattica il più possibile vicina alla normalità.

A distanza di una settimana, gli studenti delle Superiori tornano a scioperare. Hanno disertato le lezioni contro la didattica in presenza. Reclamano il diritto sacrosanto alla sicurezza per la salute.

A stupire è il fatto che a scioperare siano gli stessi: nel primo e nel secondo caso.

È chiaro che nessuno ha spiegato a questi ragazzi che nella vita, tutto non si può avere. Lo sapevano i loro nonni: che non avevano niente ed hanno ricostruito tutto rimettendo in piedi le macerie; lo sapevano i genitori che per avere un pallone con il quale giocare in cortile dovevano fare la colletta tra amici, 50 lire ognuno e niente ghiacciolo perché o l’uno o l’altro.

A qualcosa si deve rinunciare: non ci si può lamentare che all’estero stanno già tutti in classe e poi dire no al rientro.

Lamentarsi e dire che non va bene è diventato uno sport nazionale. Come se il virus fosse una decisione di qualcuno o addirittura del Governo: è la prima pandemia di queste proporzioni nell’ultimo secolo, forse le più grave dai tempi della peste. E qui si reclamano soluzioni come se fosse facile quanto pigiare un pulsante sul telecomando per cambiare scena, togliendo dagli occhi quella che non ci piace.

Questa è la vita reale. L’importante è essere chiari.

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