Nessuna traccia del tredicesimo uomo: aria di bluff in municipio

Scaduto il termine per firmare la mozione di sfiducia al sindaco D'Alessandro. Le firme di fermano a 12. La Lega chiede la proroga a lunedì. Ma renderebbe tutto nullo. C'è aria di bluff. Ecco perché.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Carlo Maria D’Alessandro si prepara ad alzarsi dalla graticola. Per lasciarci accomodare Carmelo Geremia Palombo, suo ex vice sindaco e ora coordinatore provinciale poco ingombrante della Lega. Il tredicesimo uomo che doveva andare a firmare la mozione sfiducia al sindaco di cassino non s’è visto.

Il Carroccio aveva assicurato di averlo. Giurava che si sarebbe manifestato nello studio del notaio Colella appena tutti i 12 consiglieri comunali di opposizione avessero posto la loro firma sotto al documento. Con lui sarebbero diventati 13 su 24 e sarebbe stata staccata la spina all’amministrazione di centrodestra.

La dodicesima firma è stata messa ieri mattina. È quella di Giuseppe Sebastianelli. Ora tocca alla Lega. Che ha lanciato l’idea del registro depositato presso il notaio e l’ha firmato per prima con il capogruppo Robertino Marsella seguito dal consigliere Claudio Monticchio.

Poi erano andati l’ex sindaco Peppino Petrarcone con gli altri 2 consiglieri che compongono la sua ala Pd (vicina al presidente della Provincia Antonio Pompeo): Enzo Salera ed Edilio Terranova. Sempre dal Pd poi era arrivata la firma dell’avvocato Sarah Grieco (ala Pd di Francesco Mosillo, vicina a Pensare Democratico Francesco De Angelis) e dell’avvocato Alessandro D’Ambrosio.

Giovedì è andato il vice presidente della Provincia Massimiliano Mignanelli, al quale si è aggiunta poi il consigliere Sabrina Grossi. Con il passare delle ore sono arrivate anche le sottoscrizioni degli altri due Dem Barbara Di Rollo ed il leader Francesco Mosillo.

Aria di bluff

E se il tredicesimo non ci fosse? Se non fosse mai esistito? Se in realtà si fosse trattato di una sbruffonata della Lega, convinta che i 12 consiglieri di opposizione non si sarebbero mai messi d’accordo?

La graticola accesa rischia ora di vedere il coordinatore Carmelo Palombo sui carboni ardenti. Perché finirebbe in cenere la sua credibilità politica.

Il registro doveva chiudere alla mezzanotte di ieri. I leghisti hanno chiesto al notaio una proroga a lunedì. Il che però renderebbe nulle tutte le firme apposte fino ad ora. Lo prevede una delle clausole lette ad alta voce dal notaio ai Consiglieri, ad uno ad uno, quando andavano a sottoscrivere.

Si cade in Aula

Se la speranza è che a firmare sia uno dei tre Consiglieri di Forza Italia dissidenti allora ci sarà molto da aspettare. Non andranno. Perché la capogruppo Rossella Chiusaroli, il presidente d’Aula Dino Secondino ed il presidente di Commissione Gianluca Tartaglia non faranno questo regalo alla Lega.

Se faranno cadere l’amministrazione lo faranno in Consiglio Comunale non votando il Bilancio consolidato o votandogli contro. La linea concordata è: “Le maggioranze nascono in Aula e devono morire in Aula. Andare dal notaio sarebbe solo una bega politica che la gente non capirebbe“.

Una tesi condivisa dal coordinatore regionale Claudio Fazzone che a Rossella Chiusaroli ha portato l’esempio della mozione di sfiducia a Nicola Zingaretti: si è rivelata un enorme boomerang per Forza Italia.

Votano il Bilancio?

Se voteranno il Bilancio è un altro paio di maniche. C’è il concreto rischio che non lo facciano. Perché l’azzeramento che avevano chiesto non c’è stato. Soprattutto non è stata messa in discussione la delega assegnata il 31 dicembre a Franco Evangelista: è quello l’obiettivo dei dissidenti. Perché vogliono quell’assessorato? Manutenzione e Lavori Pubblici sono ora il braccio operativo di un’amministrazione ingessata dal dissesto finanziario in atto.

Nessuno ha intenzione né di concederglielo né di spacchettare la delega. I tre Consiglieri rischiano di finire ai margini dell’azione politica. Non votare il bilancio equivarrebbe a rompere il giocattolo: dicendo ‘Non ci fai giocare me perché fai il prepotente e allora non ci gioca nessuno’.

Resta da capire quanta voglia di giocare ha ancora la città.

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