Nessuno assalta Ottaviani nel primo confronto tv

Se qualcuno si aspettava l’assalto all’arma bianca e con il coltello tra i denti è rimasto deluso. Nessuna critica feroce né contestazione spietata,  nessun colpo di sciabola e tantomeno di fioretto contro il sindaco uscente di Frosinone Nicola Ottaviani. Il primo dei quattro numeri speciali della trasmissione A Porte Aperte su Teleuniverso dedicato alle Primarie del Predellino, questa sera ha messo in evidenza una cosa: che l’avversario più temibile per Nicola Ottaviani è solo Nicola Ottaviani.

Il professor Pier Paolo Segneri e l’architetto Antonella Santori (presenti in studio) e il geometra Domenico Fagiolo (in collegamento telefonico a causa di un impedimento) non hanno morso agli stinchi, non hanno presentato il conto a cinque  anni di governo, non sono arrivati con un progetto alternativo o un elenco di incompiute.

Primarie all’acqua di rose o come ha detto il candidato  (senza passare per le primarie) Stefano Pizzutelli «Più che primarie sono le Solitarie del sindaco»? (leggi qui) Tutt’altro. Il senso lo hanno spiegato proprio gli avversari del sindaco. per l’architetto Santori: «Queste primarie aperte sono l’occasione per poter dire cosa vorremmo per la città. Poter esprimere la nostra visione di Frosinone e metterla ai voti. E se non dovessimo vincere, sta all’intelligenza di chi verrà scelto dagli elettori, recepire i nostri suggerimenti». Per il professor Segneri «Queste primarie sono una novità assoluta: perchè per la prima volta non ci sono primarie ‘contro’ qualcuno ma primarie ‘per’ la città. L’idea della mia candidatura alle Primarie per Frosinone nasce da un libro, da un esperimento letterario, dalla necessità di offrire un seguito politico al volumetto “In che mondo viviamo”, il mio recente romanzo. Insomma, da una storia narrata nel romanzo cosmico dei Corsari ha così preso forma una vera storia politica, dopo tante, troppe storielle o, peggio, tante e troppe storiacce politicanti». 

Più politica la spiegazione di Nicola Ottaviani. Le primarie? «Sono il modo più efficace per legittimare il candidato sindaco, togliendo la parola agli urlatori da tastiera che si nascondono dietro ai clic e non portano alla luce le loro proposte: venissero a confrontarsi, se hanno un’idea o un progetto. Protestare è fin troppo facile, proporre è complicato. Allora: chi ha proposte per la città venga a dirle ai cittadini e sentiamo cosa ne pensano».

Ci prova il direttore Alessio Porcu ad addentare il polpaccio del sindaco: «Il ponte sul viadotto Biondi ancora non c’è, lo stadio al Casaleno non c’è ed il Frosinone gioca ancora al Comunale, i livelli di inquinamento sono gli stessi del 2012: scusi, ma lei cosa c’è stato a fare in municipio durante questi anni?».

Ottaviani ha il parastinchi incorporato. «Il ponte Bailey? Il Comune ha aspettato l’intervento della Regione in quanto la competenza in materia di dissesto idrogeologico è la sua, constatato che i suoi tempi sono ancora lunghi ci siamo adoperati noi. Lo stadio Casaleno? Il progetto risale al 1974 ed in due soli anni abbiamo rimesso in moto un’opera che era ferma da quarant’anni. L’inquinamento? Abbiamo l’intera flotta di circolari alimentata a metano o con motori euro 6, costretto Cotral a rimodernare la sua flotta di corriere extraurbane, spostato il capolinea che si trovava da talmente tanti anni in pieno centro che ormai sembrava una parte dell’arredo urbano».

Il fronte Urbanistica è più stimolante. Antonella Santori rimprovera a Nicola Ottaviani di non avere realizzato parchi a tema nei vari quartieri della città in modo da creare punti di aggregazione, non avere sviluppato i servizi alla Cultura, avere dimenticato l’auditorium Edera.

Ma Ottaviani afferra con facilità la palla al balzo: «Abbiamo fatto piazze dove prima c’erano parcheggi, in piazzale Vittorio Veneto ora si tiene l’unico Festival Nazionale dei Conservatori, allo Scalo abbiamo finalmente realizzato la piazza che è il primo nucleo di una grande risistemazione dell’intera area e non sapendo cosa contestarci il Pd ed il Cosilam di Cassino ci hanno rimproverato di non avere usato il marmo di Coreno per realizzare la pavimentazione: se fosse costato meno lo avremmo comprato. Abbiamo comprato a due soldi il teatro Nestor e ora sta per partire la quarta stagione teatrale comunale, con mille spettatori paganti poiché il livello degli spettacoli è come quello di Roma ma il prezzo è la metà. Non solo, abbiamo comprato un secondo teatro il Vittoria per 70mila euro per assegnarlo all’accademia di Bille Arti ».

Pier Paolo Segneri esorta i frusinati ad essere corsari ed «a dare un chiaro profilo politico alla cultura delle idee e lottare nelle cose in cui credono, fuori da qualsivoglia ideologismo, schematismo o arrivismo. Alle Primarie per la Città mi presento a mani nude, senza denaro, soltanto con la forza delle idee, soltanto con l’autorevolezza che i cittadini frusinati vorranno concedermi con il loro sostegno corsaro».

Il direttore ci riprova partendo da una posizione differente e mira all’altro polpaccio del sindaco: «Quando si è candidato ha accusato il sindaco in carica di avere realizzato una città dalla quale tutti scappavano, al punto da avere fatto abbassare il numero dei residenti. Ma anche nei cinque anni di governo Ottaviani non sono arrivati con i torpedoni in municipio ad invocare la residenza, anzi i residenti sono continuati a diminuire».

Ottaviani però ha il parastinchi alzato pure lì: «Colpa delle politiche Urbanistiche messe in atto negli anni precedenti: scelte sbagliate che hanno avuto la conseguenza di fare in modo che gli appartamenti e le case ad edilizia convenzionata costassero circa 3mila euro al metro quadrato, quando con metà di quella somma, a pochi chilometri dal capoluogo, è possibile comprarsi la villa. Stiamo mettendo mano a questo disastro e lo abbiamo quasi risolto».

Per il momento niente fuochi d’artificio.

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