Nessuno risponde al prefetto

Nessuno risponde a Sua Eccellenza. Il prefetto Emilia Zarrilli ha parlato ormai da tre giorni. Ma tutti fingono di non averla sentita.

Ha detto cose che nessuno finora aveva avuto il coraggio di tirare fuori. Fatto accuse precise. Messo sul banco degli imputati i risultati di cinquant’anni di sviluppo di questo territorio. E quindi anche un’intera generazione di azioni politiche. ma pure di uomini politici.

E’ stata dirompente. Proprio perché quelle considerazioni arrivano da un prefetto. E quando parla un prefetto è lo Stato a parlare. Sta al di sopra, non è parte politica. Non può esserci sospetto. Proprio perché non ha interesse politico né è alla ricerca di preferenze.

Al quotidiano L’Inchiesta, Emilia Zarrilli ha detto:

«Sono arrivata qui da una situazione completamente differente e ho trovato una connivenza stratificata a tutti i livelli. Dalla mancanza di cultura e dalla poca sinergia per far sviluppare questo territorio sono derivate in passato desertificazione industriale e aggressione ambientale perché qui ognuno va per la propria strada.

 

E’ l’occhio di chi viene da un mondo diverso a notare subito le grandi differenze che caratterizzano la Ciociaria. La prima e più evidente è la “connivenza stratificata a tutti i livelli”. 

Poi c’è il freno a mano dello sviluppo che è tirato e rallenta la corsa verso la ripresa. Colpa di “mancanza di cultura e dalla poca sinergia”. Una frustata in faccia.

Il prefetto poi ha messo l’accento sulle troppe occasioni mancate.

La provincia di Frosinone ha avuto mille opportunità di crescere ed è invece rimasta ferma, prima di tutto a livello culturale, che è alla base di uno sviluppo economico e turistico. Se si ha amore per il proprio territorio, tutti, si fa promozione e si progredisce. Faccio un esempio banale: se il direttore di un museo o di un teatro, se un sindaco non invita il Prefetto, non sarò in grado di veicolare quei luoghi e di portare lì ospiti. Se conoscerò il bello che c’è, a mia volta darò un ritorno di immagine a ciò che ho visitato.

 

Accuse precise. Il rappresentante del Governo nazionale sul territorio non viene invitato a importanti cerimonie culturali. Non si tratta di dimenticanze o disorganizzazione. Emilia Zarrilli mette il dito nella piaga e parla di “molte riserve ed un forte tasso di litigiosità diffuso”.

Una stilettata la riserva, a titolo di esempio, al sindaco di Cassino: “Lo dico a tutti che voglio visitare il vostro teatro romano perché non ci sono mai stata. Se il sindaco mi inviterà, verrò volentieri”.  

A colpire sono le parole. Del prefetto. Ed i silenzi. Di una classe politica che viene chiamata in causa.

Non che debba rispondere per difendersi o contestare il prefetto. Ma per intervenire in quello che con molta chiarezza è voluto essere un tentativo per aprire un dibattito, stimolare una discussione. Gettare un sasso nello stagno.

Ma nessuno finora si è mosso. Nessuno risponde a Sua Eccellenza. Forse, Emilia Zarrilli ha ragione.

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