Nessuno vuole la villa comunale, tutto da rifare

Per la quinta volta va deserto il bando per la gestione del bar / tavola calda nella villa comunale di Cassino. Quattro volte ci aveva provato l'amministrazione D'Alessandro. Niente da fare anche per Salera

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Nulla di fatto, tutto da rifare. Nessuno risponde al bando per aggiudicarsi l’immobile all’interno della villa comunale di Cassino. Ricapitoliamo: con la delibera numero 52 del 2 marzo 2021 la giunta Salera aveva dato un indirizzo preciso al dirigente. Gli aveva chiesto di bandire una gara a “procedura aperta” per affidare in concessione l’immobile che è all’interno della villa comunale, destinato a bar e piccola ristorazione. In concessione anche l’area verde di pertinenza. Dall’11 marzo sull’albo pretorio del Comune è stato affisso l’avviso pubblico approvato con determina numero 501 a firma del dirigente dell’Area Tecnica, ingegner Mario Lastoria.

Prendetevi il chiosco e fate voi

Tradotto: il Comune di Cassino, sul modello di quanto già avvenuto con il Parco Baden Powell, intendeva avviare una sinergia pubblico-privato. I vincitori del bando avevano  la possibilità di aprire un punto bar/ristoro all’interno della Villa Comunale, dove oggi c’è un immobile di proprietà del Comune, ormai fatiscente. “Sarà cura del privato ristrutturare l’immobile, provvedere alla manutenzione del verde ed alla riqualificazione di tutta l’area. Chiaramente la Villa Comunale è e rimarrà sempre un bene comune, aperta liberamente al pubblico” spiegava il vice sindaco Francesco Carlino il giorno in cui veniva diramato l’avviso pubblico. Per rispondere a quel bando c’era tempo fino al 21 aprile: dall’11 marzo al 21 aprile, però, nessuna manifestazione di interesse c’è stata. Il bando è quindi andato deserto.

E adesso? “Il tema sarà oggetto della prossima riunione di giunta e a seguire del vertice di maggioranza. Resta nostra intenzione quella di riqualificare la villa comunale, ma anche questo significa fare i conto con l’emergenza Covid. Con questo bando, senza pandemia, sono convinto che sarebbe pervenuta anche più di una richiesta” spiega Francesco Carlino.  

Per la quinta volta la villa non si assegna

Cosa significa “questo bando”? Il non detto dell’assessore è il seguente: già Carlo Maria D’Alessandro tentò un’operazione del genere, ma il suo tentativo andò deserto per ben 4 volte.

Quel bando, però, richiedeva investimenti importanti da parte del privato. In questo caso, invece, l’obiettivo minimo era quello di riqualificare il polmone verde con investimenti minori. Questa fumata è l’esempio plastico di come gli imprenditori abbiano timore di fare investimenti in questa fase a causa dell’emergenza sanitaria, anche in questo territorio. Forse, soprattutto in questo territorio.

Eravamo consapevoli di questo rischio in questo momento storico – dice Carlino – ma era giusto provarci. A ben vedere, c’è anche un lato positivo” E quale sarebbe? “Non appena pubblicato il bando siamo stati attaccati dall’opposizione che ci ha accusato di voler fare un bando per privatizzare la villa e sostenevano che il privato aveva tutto da guadagnarci e il Comune tutto da perderci. Come visto, invece, non c’era alcuno disegno oscuro per privatizzare la villa. Cercheremo altre strade ma rassicuriamo sin da ora l’opposizione che, in ogno caso, la villa comunale resterà sempre un bene pubblico”.

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