Neuromed partecipa alla caccia ai misteri del Covid-19

L'Istituto di Pozzilli parteciperà agli studi per capire il Covid-19. Ed il problema della riposta immunitaria esagerata, a volte mortale, al virus. Studi che lo mettono in pole fra gli aggregatori scientifici sul tema del secolo.

Alla grande caccia ai misteri del Covid-19 parteciperà anche la Neuromed di Pozzilli. Studierà come reagisce il sistema immunitario al primo attacco del nuovo coronavirus. Indagherà sui motivi che determinano, solo in alcune persone, una risposta infiammatoria eccessiva capace di portare a gravi complicazioni.

Un progetto ambizioso. Che, dopo una dura selezione, è risultato uno dei vincitori del bando di ricerca Covid-19 del ministero della Salute.

L’istituto di ricerca posizionato a cavallo tra Lazio e Molise punta ad aprire la strada verso terapie innovative capaci di evitare le manifestazioni più gravi dell’infezione da coronavirus. Al progetto collaborano la fondazione Santa Lucia, l’Istituto Lazzaro Spallanzani, l’Istituto clinico Humanitas e l’Istituto Pasteur Italia.

«Il successo della proposta del Neuromed rappresenta un riconoscimento alla qualità del lavoro scientifico dei centri coinvolti» ha commentato Neuromed.

Terapie innovative, immunità innata ed acquisita
Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Il progetto si concentra sull’immunità innata, la primissima difesa contro le infezioni.

Quando entra in contatto per la prima volta con un batterio o un virus, il nostro organismo avvia la creazione di anticorpi specifici, con il compito di difenderci dall’aggressione. Sono le immunoglobuline, che riconosceranno e combatteranno l’invasore con estrema precisione.

È la cosiddetta immunità acquisita.

«Ma si tratta – spiegano da Nueromed – di un processo piuttosto lento, che richiede almeno una settimana. Nel frattempo, nel giro di poche ore, un altro sistema difensivo, l’immunità innata appunto, è stato già messo in campo. Con alcuni tipi di cellule che si attivano. E che danno origine a processi infiammatori destinati a formare una prima linea protettiva».

Il rischio: la tempesta di citochine

Foto © Luigi Avantaggiato / Imagoeconomica

Studi recenti, però, hanno messo in evidenza come questa infiammazione possa diventare eccessiva. Scatenando cioè la cosiddetta ‘tempesta di citochine’.

Proprio lei sarebbe alla base delle gravi complicazioni che possono colpire i malati di Covid-19. In altri termini, l’immunità innata ha due facce. Può avere un importante ruolo protettivo. Tuttavia può anche essere responsabile di una maggiore severità della patologia.

Perciò Angela Santoni, del dipartimento di Patologia molecolare Neuromed, principal investigator del progetto, spiega la necessità di andare a fondo.

«È indispensabile – dice – capire a fondo i fenomeni infiammatori che entrano in gioco. Questo nel determinare la severità di questa patologia. Una severità che sappiamo può variare da un leggero stato febbrile a situazioni molto più gravi, fino alla morte».

Per questo motivo lo studio Neuromed punta a identificare le caratteristiche delle cellule immunitarie dei pazienti. E poi a stabilire come queste si modificano di fronte all’infezione. Mettendo infine queste informazioni in relazione con il decorso della malattia.

Santoni: fenomeni da capire a fondo

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E ancora. In parallelo, Neuromed condurrà una serie di esperimenti, in vitro e su modelli animali. Si farà per chiarire i meccanismi coinvolti. Con una particolare attenzione alle citochine,le proteine cruciali nei processi infiammatori.

L’obiettivo è da un lato riuscire a identificare i pazienti più a rischio di sviluppare una risposta infiammatoria eccessiva. Dall’altro individuare bersagli terapeutici che permettano di disegnare terapie innovative.

Frati: Neuromed aggregatore di scienza

LUIGI FRATI FOTO © DANIELE SCUDIERI / IMAGOECONOMICA

Luigi Frati, direttore scientifico dell’Irccs Neuromed, non è sorpreso da un risultato così lusinghiero.

«Non sono sorpreso dall’esito della valutazione. La professoressa Santoni è tra gli immunologi italiani di maggiore rilevanza. E’ presidente della Società italiana di immunologia, immunologia clinica e allergologia (Siica) . Inoltre fino allo scorso anno era rappresentante italiana nella Global Alliance for Vaccine Immunization (Gavi)».

«D’altro canto – prosegue Frati – questo successo dimostra una cosa. Come la realtà scientifica e tecnologica del Neuromed non solo sia di alto livello. Ma come sia anche catalizzatrice di aggregazioni tra centri di ricerca diversi. Si tratta di un elemento cruciale nel rispondere alle nuove sfide in termini di bisogno di salute. Sfide che sono state obiettivo principale del bando Covid-19. E al Ministero della Salute dobbiamo certamente dare atto. Di Cosa? Di aver imboccato da anni la strada della competitività scientifica. su scala internazionale, valorizzando competenze integrate».

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