Il Nicola a cinque cerchi contro la Virginia a cinque stelle

Si fa largo il piano B per le olimpiadi di Roma 2024. Ed è il piano che aveva disegnato il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani nei mesi scorsi. Insieme ai colleghi di Latina, Viterbo, Rieti e dell’area metropolitana, chiederà al Governo un intervento, rendendosi disponibili a surrogare il sindaco Virginia Raggi.

Il documento è in fase di elaborazione e verrà ufficializzato in settimana durante una conferenza stampa che si terrà a Rieti.

Nessuno lo conferma ma Nicola Ottaviani ne ha già parlato con il numero uno del Coni Giovanni Malagò, piombato a Frosinone la settimana scorsa con la scusa di parlare di sport nel penitenziario di via Cerreto. Ed al Coni l’idea è sembrata percorribile. Fa parte di quelli che in giornata Malagò ha definito i Piani B: «In teoria ci sarebbero diversi piani B – le sue parole – ma non sarebbe la strada giusta da seguire». In serata, a confermare la linea, è stato il premier Matteo Renzi: «Credo che la questione sia chiusa – ha detto intervenendo su La7 alla trasmissione Otto e mezzo – . Dipenderà dal consiglio comunale, ma se il sindaco ha scelto il no immagino che ha la maggioranza con lei. Nessuno intende fare le Olimpiadi contro l’amministrazione comunale».

Il nodo ora è tutto politico. Se il governo Renzi vuole fare le Olimpiadi Nicola Ottaviani offre una strada. Si basa sull’articolo 114 della Costituzione: sostiene il sindaco «Quell’articolo individua in Roma la Capitale dell’intero Paese. Un Consiglio Comunale può decidere quello che avviene sul proprio territorio. Ma quando gli investimenti di quel territorio coincidono con gli investimenti dell’intero Paese, allora il Governo è legittimato ad intervenire».

In pratica, Ottaviani propone al Governo di commissariare le Olimpiadi, affidarne l’organizzazione ad un Commissario di Governo così come ha fatto con Expo, con il supporto amministrativo delle città contigue a Roma: Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo. Gli altri capoluoghi di provincia del Lazio sono tuti d’accordo.

A Virginia Raggi si chiede soltanto di non opporsi a questa soluzione.

Permetterebbe, da un lato, la realizzazione dei nuovi impianti su Roma, e dall’altro eviterebbe a Virginia raggi ed alla sua amministrazione di doversi fare carico degli oneri e dei problemi amministrativi sul comune di Roma.

Il vero affondo però è politico. Nicola Ottaviani sposta tutto sul piano amministrativo, sulla capacità dei sindaci dei capoluoghi del Lazio di gestire gli appalti, sul coraggio di assumersi la responsabilità, sull’efficienza nel vigilare evitando la corruzione e le infiltrazioni. In questo modo Ottaviani piomba sulla scena politica nazionale come il contraltare di destra al Movimento 5 Stelle, come il campione di quel Partito dei sindaci che l’area non ha mai esaltato ma ha lasciato al centrosinistra.

Se deciderà di fermarsi a Frosinone, la campagna elettorale è bella e che fatta. Se deciderà di bussare alla Camera, nessuno potrà evitare di tenerlo in considerazione. E se, alla fine… avesse deciso di candidarsi a prossimo sindaco di Roma?

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