I dubbi di Ottaviani sul Carroccio

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In serata un confronto riservato sulla brusca frenata nel passaggio di Nicola Ottaviani alla Lega. I dubbi sul tappeto.

Essere o non essere? Il dilemma non è questo, ma molto più prosaicamente un altro: “quando” ufficializzare l’adesione alla Lega? Oppure “se” ufficializzare l’adesione alla Lega. Le parole di Adriano Piacentini ieri sera durante la trasmissione A Porte Aperte sono state chiare: il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani  è in fase di riflessione sul passaggio al Carroccio. (leggi qui Ottaviani alla Lega: è frenata brusca.)

Una brusca frenata. Ma bisogna considerare altre cose. Ottaviani si è già spinto molto avanti nel suo percorso di avvicinamento al Carroccio. Troppo avanti secondo alcuni. Non eccessivamente secondo altri. In serata ci sarà un confronto su questo punto, tra lui e Adriano Piacentini. Tema della chiacchierata: ha senso andare nella Lega per ritrovarsi nella identica situazione che c’era a Forza Italia? E cioè: Partito non scalabile, governato in maniera feudale, con ridotte possibilità di emergere. In più: se nelle file azzurre c’erano Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli a sbarrare il cammino, nella Lega ci sono Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa ad avere un diritto di prelazione sulle prossime candidature. Ultimo punto sul quale approfondire: l’ipotesi di una candidatura a governatore del Lazio? Inesistente. Così come non esiste la possibilità di realizzarsi un’area autonoma chiamata Movimento Italia, in cui aggregare moderati.

Nicola Ottaviani, ufficialmente, non è mai uscito da Forza Italia. Ma altrettanto ufficialmente non ha mai smentito le notizie del suo imminente passaggio alla Lega. È chiaro che a questo punto Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e numero due degli “azzurri”, non si fida più del sindaco di Frosinone. Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli si sono già ripresi il Partito e tra una settimana, al congresso provinciale, verrà eletto Tommaso Ciccone segretario. Nicola Ottaviani mantiene ancora rapporti importante con il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone, ma neppure lui può convincere Tajani a cambiare idea.

Discorso diverso per Adriano Piacentini, che si è dimesso da coordinatore provinciale di Forza Italia. Ma non dal Partito. Non ancora comunque. In trasmissione ieri sera ha detto «Io sono un tesserato di Forza Italia, al momento sono un militante di Forza Italia, ho fatto il tesseramento per il Partito portando altri iscritti».

Mario Abbruzzese gli ha offerto la possibilità di rimanere con un incarico: coordinatore cittadino del Partito a Frosinone. Durante A Porte Aperte Piacentini ha risposto piccato: «Innanzitutto non credo che qualcuno debba propormi una cosa del genere: considerata la mia storia politica a Frosinone quell’incarico mi spetterebbe in maniera naturale. Ma sono stato Coordinatore provinciale, occuparmi solo del capoluogo equivarrebbe ad una diminuito».

In realtà Piacentini è in rotta di collisione con il Partito Provinciale (anche lui ha ottimi rapporti con Fazzone) perché si è sentito abbandonato dopo un anno passato a “ricucire” ogni situazione possibile con gli alleati sul territorio. Oltre che all’interno di Forza Italia. Adriano Piacentini non ha mancato di sottolineare a Fazzone di essere stato sistematicamente scavalcato da Abbruzzese e Ciacciarelli. Inoltre, con i fedelissimi ha criticato anche il capogruppo provinciale e comunale Danilo Magliocchetti, che a suo giudizio ha rotto il fronte del gruppo di Frosinone. (leggi qui “Il congresso del nulla”: le dimissioni al veleno di Piacentini)

Ottaviani alla Lega è disposto a passarci ma attraverso vuole passare con Movimento Italia, cioè il movimento centrista di Ottaviani. Operazione possibile, ma i big del Carroccio hanno ribadito che il Partito è uno. A questo punto, però, soprattutto se la situazione nazionale precipiterà, Ottaviani dovrà accelerare l’adesione alla Lega. O smentire il passaggio.

Se Adriano Piacentini è l’uomo della “cautela”, Riccardo Mastrangeli è quello della tessitura, per completare il percorso di avvicinamento alla Lega. Due facce della stessa medaglia. Qualche giorno fa il coordinatore cittadino Domenico Fagiolo ha detto di attendere Ottaviani a braccia aperte. Come dire: non ci sono “alibi”, il gruppo consiliare è pronto ad accogliere il sindaco.

Discorso diverso per quanto riguarda assessori e consiglieri che potrebbero seguire il sindaco. E’ un altro dei possibili punti di attrito. Ma Nicola Ottaviani alla Lega aderirà. Non può tornare in Forza Italia. Una dimensione civica o centrista, con l’attuale sistema elettorale non avrebbe chanche.

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