Le frustate di Zingaretti: “Da Renzi gesti di basso livello”. A M5S: “Decida che fare”

Il segretario nazionale del Pd a diMartedì su La7 frusta il centrosinistra. E invoca coerenza. Attacco a Renzi: "Litigare per raccattare qualche voto è un'operazione di basso livello"

Nicola Zingaretti prende le redini della maggioranza. Lo fa dallo studio di diMartedì su La7 da dove contrattacca Matteo Renzi ed il suo fuoco amico sul Governo; sferza Luigi Di Maio ed il Movimento 5 Stelle per i continui litigi che coprono l’azione dell’esecutivo; rintuzza Carlo Calenda e lo invita a dare una mano su Ilva; soprattutto ha il coraggio di dire che ha senso lo scudo giudiziario chiesto dagli indiani per realizzare la trasformazione del polo siderurigico nazionale, annunciando che altrimenti andranno via.

Troppe polemiche

Armato del suo sorriso disarmante, Nicola Zingaretti si accomoda in studio e tocca subito il nervo scoperto. “Ci sono troppe polemiche. Questa manovra, secondo me, ha ricominciato a rimettere un po’ di soldi nelle tasche degli italiani, abbiamo eliminato l’aumento dell’Iva ma tutti i giorni si litiga e questo non va bene“.

Nicola Zingaretti a DiMartedì

Il problema è che i 5 Stelle ci stanno controvoglia in questo Governo e si vede. Peggio ancora: fanno di tutto per non nasconderlo. “Si può governare insieme da alleati, non si può governare insieme da nemici perché altrimenti c’è un prevalere di interessi particolari che danneggia la qualità del governo e su questo non siamo disponibili“, sottolinea Zingaretti.

Renzi di basso livello

Ma ce n’è anche per Matteo Renzi ed il suo fuoco amico. “Gli italiani giudicheranno chi preferisce lavorare per cambiare l’Italia e chi preferisce lavorare per raccattare qualche voto in più per il suo Partitino“.

A cosa si riferisce? Lo spiega subito. “Aprire una polemica su una legge di Bilancio che tutti avevano sottoscritto, indicare che qualcuno sarebbe il Partito delle tasse e uno contro le tasse, è un’operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno come una furbizia

E chiarisce perché fino ad oggi ha evitato l’attacco frontale: per non dare l’immagine di un centrosinistra in permanente conflitto. perché “Se noi mostriamo alle persone un litigio continuo, quella destra che si è presentata a piazza San Giovanni crescerà sempre più. Quindi io combatto anche per Matteo Renzi perché se pensa che fare le polemiche è un modo per conquistare voti ha capito male“.

Distaccati dalle poltrone

Chiarisce ancora una volta che la sua intenzione era quella di andare alle urne. Non era quella di abbracciare il partito di Luigi Di Maio. Ma che il Conte 2 è nato solo per senso di responsabilità: per migliorare il Paese. “Io ho detto in maniera molto esplicita: il Pd non sta al governo per occupare le poltrone dei ministeri o fare le nomine degli enti, tante, che verranno. Il Pd sta al governo se cambia e migliora l’Italia. Se queste condizioni vengono meno, è chiaro che viene meno anche il motivo per cui stiamo dentro questo governo“.

Al Movimento 5 Stelle, il Segretario Nazionale del Pd dice che deve prendere una decisione. Una volta per tutte. Zingaretti dice che o si fa testimonianza o si cambia il Paese. E mette subito la mano su un altro nervo scoperto: la sconfitta in Umbria. “In Umbria c’è stata una drammatica sconfitta, ma è sbagliato dire che l’accordo con M5S ha fatto perdere il candidato governatore. Noi siamo andati bene, molto male il M5S, ma senza l’accordo sarebbe stata una catastrofe. M5S ora decida se vuole continuare a testimoniare dei valori o provare a cambiare questo Paese“.

Calenda, meno chiacchiere

Ce n’è anche per l’ex ministro Carlo Calenda, uscito dal Partito Democratico appena è stato ufficializzato l’accordo con i Cinque Stelle. In queste ore l’ex titolare dello Sviluppo ha attaccato il Governo per il caso Ilva. Zingaretti ribatte: “Se Calenda volesse dare una mano a questo governo, perché non utilizzarlo in alcune situazioni di difficoltà di alcune grandi aziende?

Ilva Taranto © Imagoeconomica, Riccardo Squillantini

Giovanni Floris non concede nemmeno il tempo alle parole di cadere a terra che subito incalza: Calenda commissario Ilva o di Alitalia? “Non mi permetterei mai di dirlo, ma lo spirito deve essere quello della passione nel risolvere i problemi e non nel fare le polemiche“.

La verità su Quota 100

C’è chi rimprovera al Pd di avere pagato un dazio ai 5 Stelle e non avere toccato Quota 100. Ma assicura Zingaretti che le cose non stanno così.

La norma non è stata toccata invece perché “Non avrebbe dato i risultati sperati. E poi io sono contrario, ogni volta che arriva un governo, alla furia iconoclasta di distruggere tutto quello che c’era prima“.

Rifondazione Pd

Nello studio di La7 il Segretario Pd svela i dettagli dell’operazione che verrà realizzata a Bologna. Annuncia “Approveremo una riforma totale perché questo è un Partito che va rifondato, aperto, cambiato aprendo una nuova stagione con meno correnti che bloccano il dibattito e più persone che pensano con la loro testa“.

Nella mattinata la Commissione Statuto del Pd, coordinata da Maurizio Martina, ha dato il via libera all’unanimità alle proposte di innovazione per il nuovo Partito Democratico. In pratica, le linee guida lungo le quali spostare l’asse del Partito, rivoluzionarlo, collocandolo su una rotta più vicina agli italiani.

Quelle regole ora andranno sottoposte all’Assemblea Nazionale convocata a Bologna il prossimo 17 Novembre.

Zingaretti e Martina

In giornata Martina ha messo in evidenza che c’è stato un importante contributo dai territori. E chiarito che la sfida è quella di rilanciare la vocazione di grande partito di centrosinistra, fatto di persone che partecipano, propongono e scelgono insieme. Un partito a rete, innovativo, che coinvolga sul serio sia nel territorio che sul digitale con un investimento forte anche nei sindaci e negli amministratori locali.

Il lavoro di ascolto e confronto sulle proposte nei territori andrà avanti fino all’11 novembre. Si concluderà all’assemblea nazionale di domenica 17 novembre con il voto finale sul testo previsto proprio a Bologna durante la tre giorni ‘tuttaunaltrastoria‘ proposta dal segretario Nicola Zingaretti.

Alternativa alla destra

C’è spazio anche per Matteo Salvini e le destre. Anche su questo tema Nicola Zingaretti invita il M5S a fare una scelta chiara e definitiva. “Dico ai miei alleati: o la smettete, la smettiamo di litigare tutti i giorni o non rappresenteremo una alternativa credibile” alla destra“.

Ricorda i grandi rischi che – dal suo punto di vista – corre il Paese. “È un po’ ipocrita dire che non possiamo permetterci l’elezione di un presidente della Repubblica sovranista e non fare nulla affinchè gli italiani percepiscano una alternativa più credibile a quello che le destre stanno mettendo in campo“.

Tradotto dalle involuzioni del linguaggio zingarettiano: se gridi che non vuoi fare eleggere un Presidente della Repubblica sovranista alle Destre poi devi fare qualcosa di concreto per evitarlo.

Matteo Salvini © Imagoeconomica, Stefano Carofei

E le accuse a Conte. Nicola Zingaretti smarca il presidente del Consiglio attraverso un dribbling perfetto. “Quella riunione del Consiglio dei Ministro la presiedeva Salvini, o sbaglio? L’accusa di conflitto d’interessi viene da Salvini, mi diverte che accusa un altro di un atto che ha compiuto lui. Sono proprio quelle furbizie di cui faremo volentieri a meno. Poteva dirlo allora“.

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