Niente incentivi, il mercato dell’auto parcheggia

Lo stop agli incentivi per la rottamazione delle auto determina un nuovo stop al mercato dell'auto. L'allarme della categoria. Davide Papa: “Avevavo invertito la tendenza, con benefici per l'economia e per l'ambiente”. Anfia, Federauto e Unrae: "Una misura che si ripaga da sola”. L'assenza di stimoli dai parlamentari del territorio.

Assenti. Anche in questo caso. I Parlamentari eletti in provincia di Frosinone sono rimasti fermi di fronte alla decisione del Governo di non rifinanziare gli incentivi alla rottamazione. Quelli grazie ai quali centinaia di automobilisti del territorio nei mesi scorsi hanno cambiato la loro macchina, rottamando un veicolo vecchio ed inquinante.

Nel nuovo decreto Sostegni-bis non ci sono risorse per rifinanziare quegli incentivi. Nonostante il fatto che nei mesi scorsi siano stati loro a muovere il mercato dell’automotive in provincia di Frosinone. Lo dicono i numeri. Gli incentivi 2020 sono scattati dall’autunno:

FOTO: GAETANO LO PORTO / IMAGOECONOMICA
  • a dicembre 2020 sono state immatricolate in provincia di Frosinone 668 auto,
  • nel mese di novembre 2020 sono state 736,
  • ad ottobre 200 sono state ben 816,
  • a settembre erano 792

Per fare un paragone, prima degli incentivi le cifre erano molto più basse:

  • nel mese di agosto 2020 sono state immatricolate 539 auto
  • a luglio 2020 erano 678
  • nel mese di giugno erano 577.

L‘Automotive ha un impatto strategico sull’economia della provincia di Frosinone. Il principale stabilimento metalmeccanico nella Regione è quello Stellantis di Cassino Plant a Piedimonte San Germano. Fino a qualche anno fa impiegava una media di 8mila dipendenti, scesi a 5mila dopo la ristrutturazione tecnologoica avviata con il passaggio da Fiat a Fca.

In pochi anni, la crisi ha determinato il blocco del turn over facendo precipitare il numero degli addetti ad appena 3.500. Le linee di Cassino producono circa 40mila vetture l’anno ma sarebbero in grado di sfornarne tranquillamente oltre centomila.

Incentivi fondamentali

Davide Papa

A sollecitare quella misura erano state le associazioni di categoria Anfia, Federauto ed Unrae. Davide Papa, già presidente di Unindustria Frosinone e tra i top seller del gruppo Stellantis in Italia aveva evidenziato che “il movimento di Iva generato dall’acquisto dei nuovi velicoli compensa abbondantemente gli incentivi finanziati dallo Stato”.

Un concetto ribadito ora dalle associazioni di categoria: “la sostituzione di veicoli vecchi e inquinanti con veicoli di ultima generazione rappresenta una misura di investimento sul settore e sul rinnovo del parco, che si sarebbe ripagata velocemente generando addirittura aggiuntività per le casse dello Stato, come dimostrato da quanto già avvenuto in questi mesi“.

Per Davide Papail mancato rinnovo degli incentivi rischia di frenare quel percorso virtuoso che nei mesi scorsi eravamo riusciti ad innescare. Virtuoso per l’economia, per l’intero comparto dell’Automotive che sul nostro territorio rappresenta un elemento trainante. Ma anche virtuoso per l’ambiente: non dimentichiamo che i nuovi modelli quasi sempre vanno a rimpiazzare altri con una minore capacità di cointenere le emissioni inquinanti”.

Picano: Battaglia di civiltà

Il primo a raccogliere il segnale d’allarme lanciato in queste ore dalla categoria è l’avvocato Gabriele Picano, vice coordinatore provinciale di FdI.

«Trovo un grave limite il non avere confermato gli incentivi alla rottamazione – spiega – soprattutto perché hanno rappresentato uno stimolo importante agli acquisti, con evidenti benefici per la nostra industria automobilistica e per il nostro ambiente. Nell’ultimo trimestre 2020 proprio quegli incentivi nel sud del Lazio hanno consentito di invertire la tendenza e contenere le pesanti perdite generate dall’effetto Covid-19 sul mercato auto».

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