Niente inciuci con Salvini: se c’è crisi si torna a votare

FOTO: © IMAGOECONOMICA, STEFANO CAROFEI

Nicola Zingaretti esclude ipotesi di collaborazioni non solo con il M5S ma anche con la Lega dopo le Europee. No allo scenario di Bisignani. Da Casal Bruciato: "Noi da sempre nelle periferie"

«Se il governo cade la cosa più onesta è che si vada a elezioni. I cittadini decidono chi può meglio governare il Paese, senza fare inciuci». Arriva dagli studi di Pomeriggio 5 la risposta di Nicola Zingaretti agli scenari ipotizzati nelle ore scorse da Luigi Bisignani, l’uomo che sussurrava ai potenti. E che secondo molti lo fa anche ora.

Bisignani, sulle pagine de Il Tempo di domenica ha scritto che il Quirinale è irritato. Colpa di un Governo che trascorre la maggior parte del giorno a litigare senza impegnarsi a fondo per far ripartire il Paese.

Per arginare il dilettantismo dei grillini è proprio dal PD e dalla Lega che pragmaticamente si potrebbe partire, se Salvini si mettesse a ragionare non solo con i muscoli e Zingaretti smettesse di raccogliere le sirene grilline della sua collega in Regione Lazio, Roberta Lombardi. Finite le baruffe elettorali, infatti, la Lega, quello che resterà di Forza Italia e il PD potrebbero trovare diverse convergenze per un’alleanza che escluda le pruderie manettare e no TAV dei grillini. 

Nicola Zingaretti affonda subito l’autorevole scenario. Su Canale 5 nel pomeriggio ha detto no a qualsiasi ipotesi di accordo in caso di fallimento del Governo in carica. «Prendano atto che litigano su tutto e se ne vadano a casa».

Poi un doppio affondo. «Questo Governo è come Mark Caltagirone. In realtà non c’è perché non fa niente. Non c’è sui problemi della vita delle persone». Paragonando così il governo di Giuseppe Conte al presunto promesso sposo di Pamela Prati.

 Ha sottolineato che «I problemi vanno risolti, non cavalcati, non basta raccontarli, bisogna voltare pagina in questo Paese». Parlando di Europa ha detto che «Solo con l’unione di tutte le forze europee possiamo competere, l’Europa va rifondata, non picconata».

Un altro affondo al Governo lo ha dato una volta uscito dagli studi Mediaset. Nicola Zingaretti è andato a Casal Bruciato per inaugurare una nuova sede del Pd. A chi gli chiede se si tratti di un ritorno, se il Partito aveva abbandonato le periferie, Zingaretti ha risposto «Io come presidente della Regione non le ho mai abbandonate, perché posso vantare una politica della Regione Lazio, molto più dell’amministrazione comunale, nelle periferie:
da Corviale a Ostia
».

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright