Niente ombre su Pompeo: «Comune, Provincia, Governo, la strada è tracciata»

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Governo, Regione, Provincia: Antonio Pompeo traccia la rotta. Il futuro del Partito. I rapporti con la componente di De Angelis. Verso il congresso Provinciale. Ed il caso Ferentino

La malasorte gli ha appiccicato un’ombra che l’ha inseguito per anni: essere il secondo della classe. Prima di lui arrivava sempre il suo amico Francesco Scalia. Nel momento in cui il l’avvocato, senatore, consigliere e assessore provinciale, già presidente della Provincia ha deciso di dedicarsi alla toga ed all’insegnamento, Antonio Pompeo ha deciso di non accontentarsi. Ha rinunciato ad ogni eredità politica. Declinato ogni lascito politico. È ripartito da zero. Creando una sua componente nel Pd con cui riaggregare i vecchi amici ma soprattutto allargare il Partito ai civici. A Ferentino ha messo in campo una serie di progetti solo suoi. In regione si è costruito i rapporti e la fiducia grazie alle quali lo hanno eletto Presidente dell’Unione delle Province del Lazio. Dandogli una considerazione tale che ora è lui l’interlocutore con il livello nazionale. Niente ombre, appartengono al passato.

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Le elezioni provinciali sono alle porte: che senso ha oggi votare per le Province svuotate di competenze e peso politico?

Oggi ha più senso che mai votare per le Province. Per due motivi. Il primo è che in questi anni abbiamo dimostrato che questi enti sono centrali. Sono imprescindibili e operativi. Per la manutenzione delle strade, per la sicurezza delle scuole, per la prevenzione sul territorio. Ma anche su tematiche fondamentali come il servizio idrico, i rifiuti, gli ambiti territoriali e tutto il resto. Il secondo motivo è che l’obiettivo deve essere quello di riportarle a come erano prima della riforma Delrio. Non soltanto per l’elezione diretta del presidente e dei consiglieri, ma anche per la dotazione organica e per le risorse a disposizione. Proprio per esercitare al massimo e con la piena legittimazione funzioni decisive per le dinamiche amministrative”.

Zingaretti nel discorso di insediamento ha detto’Qui deve cambiare tutto’ è preoccupato?

No. Al contrario: sono sollevato e pieno di speranza. La premessa però è necessaria: al contrario di molti, abituati a saltare da un carro del vincitore all’altro, il sottoscritto ritiene positiva la stagione di governo del Pd, sia quella di Enrico Letta che l’altra di Matteo Renzi. Arrivando a Paolo Gentiloni. Errori sono stati commessi (anche di comunicazione delle cose fatte), ma se l’Italia non ha fatto la fine della Grecia è per merito di quei Governi. Detto questo, l’impostazione di Nicola Zingaretti è quella di una coalizione inclusiva, aperta, larga, che guardi al civismo, agli amministratori, ai territori. Beh, è la stessa che il sottoscritto predica da anni. È la stessa con la quale ho ottenuto due vittorie come sindaco di Ferentino e altrettante come presidente della Provincia. Mi auguro che si guardi maggiormente alle competenze, ai risultati, all’impegno. E non soltanto alla militanza intesa come… anzianità di caserma”.

Il renzismo è stato un fallimento o ha risposto alle esigenze di un periodo storico?

Il renzismo non è stato affatto un fallimento. Però, come classe dirigente, abbiamo sottovalutato il fatto che i segnali di ripresa appartenevano al mondo macroeconomico. Non alla sfera della gente normale, che continuava e continua a soffrire. Una maggiore attenzione al sociale, alla solidarietà e all’inclusione sarebbe stata determinante. Il Pd è stato percepito come il Partito dei ricchi. Ma non era e non è così”.

Al Congresso nazionale, in provincia di Frosinone vi siete divisi in due liste: torna il dualismo nel Pd provinciale?

Per quello che mi riguarda assolutamente nessun dualismo. Poi se ci sono quelli che vedono le streghe sempre e comunque, non sono affari miei. Ognuno di noi ha una storia e una provenienza. Ma il Pd tornerà a volare quando si ragionerà soltanto in termini di Partito Democratico. Non di ex Ds ed ex Margherita. Detto questo, c’è un’area che si riconosce nelle posizioni di Antonio Pompeo, esattamente come esiste una componente che fa riferimento a Francesco De Angelis. Ma è una ricchezza. Non siamo come i secoli del Manzoni, l’uno contro l’altro armati”.

Al congresso provinciale troverete una sintesi con Francesco De Angelis o si torna alla conta?

Vedremo. L’importanza è la qualità della proposta politica. Oltre ai programmi, a quello che vogliamo fare e con chi intendiamo farlo. Il tema delle alleanze è centrale. E poi ripeto: guardiamo alla società civile, ai cittadini normali. Basta con gli steccati”.

Nei territori però si sentono le prime conseguenze: Pensare Democratico teme un trappolone di Di Fabio ad Alatri, deve stare sereno?

Dopo la frase di Matteo Renzi ad Enrico Letta (Enrico, stai sereno), se rispondessi che deve stare sereno mi accuserebbero di chissà quali complotti. Scherzi a parte. Facciamo tutti parte di una stessa comunità. È ora di ragionare come Pd. Semmai, sono le volontà di annessione e di pensiero unico che creano malumori e diffidenze. Ma non appartengono al mio modo di pensare”.

Presidente Upi, dove sta l’importanza politica di quell’incarico?

Nel rappresentare le esigenze di questi enti e dei territori ai livelli più alti. Confrontandosi con il Governo, le Regione e con le varie istituzioni. A viso aperto e a testa alta”.

Fu un errore abolirle o lasciare a metà l’abolizione?

Fu un errore pensare di abolirle. Perché non sono le Province gli enti degli sprechi. Dobbiamo avere il coraggio di dire che si prese una decisione per lisciare il pelo alla minoranza urlante di una piazza populista. La minoranza urlante di una piazza populista ha liberato Barabba e mandato a morte Gesù. Non scordiamolo mai”.

Prossima tappa il nazionale Upi?

Svolgo i ruolo di sindaco di Ferentino, presidente della Provincia di Frosinone e presidente dell’Upi Lazio. Direi che sono abbastanza impegnato. I ruoli, come la leadership, te li riconoscono gli altri. Io penso a lavorare”.

Si sta costruendo una strada alla candidatura in parlamento passando per l’Upi?

Vale lo stesso ragionamento. Le ambizioni fanno parte della vita e guai se non ci fossero. Quando ci saranno le elezioni politiche, vedremo. Non ho la vocazione del “tiranno” ma neppure quella del “gregario”. Mi piace coinvolgere la squadra”.

Un consigliere a Ferentino viene arrestato, fino a quel giorno nemmeno un sospetto?

“Non rispondo perché in questo momento è doveroso il silenzio. Tentare di tirare per la toga la magistratura non sarebbe serio. Doppiamente non lo sarebbe se a tentare di farlo fosse chi svolge un ruolo amministrativo. Chi mi conosce sa che se avessi avuto sospetti sarei intervenuto informandone chi di dovere. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Se non ciò che ho già detto poco fa in consiglio comunale. E cioè che attendiamo l’esito del procedimento nel rispetto del lavoro dei giudici. È questo il senso di un atteggiamento che abbiamo mantenuto in questi giorni, non certo per paura di affrontare la questione. Ma l’aspetto penale e quello amministrativo vanno scissi, perché non farlo ingenera solo confusione. L’amministrazione comunale va avanti, procede con i progetti e le iniziative che intende realizzare”.

Si sente sotto attacco?

“Quando si ha la coscienza tranquilla si dorme sereni. Tentare di screditare chi governa è una componente fondamentale del gioco delle parti. Qui però si rischia di farsi prendere la mano, tentando di inzaccherare l’istituzione Comune: finché si attacca Antonio Pompeo non rispondo: è la gente a dover decidere se sono una persona seria o sono un poco di buono. E mi sembra che su questo le idee siano chiare. Poi però se si attacca l’istituzione è diverso: ho il dovere di tutelarne il decoro. perché lo devo lasciare intatto al mio successore“.

Tra una settimana avrà per le mani il nuovo Consiglio Provinciale: con il precedente avete ottenuto l’accordo di Programma e l’Area di Crisi complessa. Con il prossimo?

Lavorare per la gente. Continuare a svolgere il proprio ruolo. Auspico un confronto sui programmi e sulle cose da fare”.


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