Niente saloon, la sfida nel Pd si fa al bar

A poche ore dal Congresso che deciderà la linea del Pd alle prossime elezioni di Gaeta. Nessuna possibilità di una sintesi. Ma cosa faranno i perdenti? Leccese aspetta. E si prepara a riabbracciare i Fratelli d'Italia

Le rese dei conti raccontate al cinema avvengono quasi sempre nello spiazzo deserto davanti ad un Saloon, con la strada polverosa agitata dal vento. La resa dei conti nel Partito Democratico di Gaeta invece avverrà in maniera meno poetica: dentro un bar nel centro della città, senza pianisti ai quali è vietato sparare mentre suona per i clienti del Caffè Cavour. Lì sabato prossimo si terrà il Congresso cittadino del Pd: quello che dovrà eleggere il nuovo gruppo dirigente e decidere la linea politica in vista delle elezioni di primavera.

C’è stato un tempo nel quale i Congressi duravano almeno due giorni: uno per il dibattito ed uno per il voto. Questa volta si farà tutto in un pomeriggio: quattro ore, dalle 15 alle 19. Ed il risultato potrebbe atomizzare ulteriormente una forza politica che è già frantumata in abbondanza.

Le forze in campo

Pina Rosato

Sono tre le componenti in campo. E non ci sono le condizioni per un Congresso unitario: cioè un accordo fissato prima del voto e legittimato poi dalle urne. Troppo differenti le vedute sulle prossime elezioni.

Stando alle proiezioni, due hanno un peso pressoché simile scaturito dal tesseramento. Una è quella capitanata dalla Segretaria uscente Nunzia Madonna, considerata l’alter ego del presidente del Consiglio comunale Pina Rosato. L’altra è sul fronte diametralmente opposto: fa riferimento al consigliere Emiliano Scinicariello che è all’opposizione del sindaco Cosmo Mitrano e della presidente Rosato.

L’area di Madonna / Rosato vorrebbe proseguire l’esperienza di governo fatta in questi anni: legittimata dalla formula civica che ha consentito al sindaco di Forza Italia ed ai Consiglieri Pd di lavorare insieme; il candidato designato è Christian Leccese. L’area di Scinicariello punta a prendere il timone del Partito per schierarlo alle prossime Comunali: esponendo per la prima volta il simbolo, candidando come sindaco la professoressa Sabina Mitrano.

La terza componente in lizza nel congresso di sabato è quella che arriva dalla parte sinistra del Partito. Vuole schierare il simbolo, contrastare l’erede del sindaco Mitrano, candidando l’ex sindaco Pds Silvio D’Amante. 

Sintesi impossibile

Emiliano Scinicariello

Si arriverà ad una sintesi? No, a meno di colpi di scena. Lo Statuto Pd prevede che in caso di Congresso unitario ci sia la presentazione di una sola candidatura per la Segreteria e di un elenco con venti candidati per la Direzione. Scinicariello nella giornata di martedì ha presentato la sua lista: è evidente che non essendo condivisa con le altre sensibilità del Partito non c’è alcun presupposto per un congresso unitario. Propone come Segretario politico il nome di dell’avvocato Gianluca Conte.

La conferma è arrivata a stretto giro: il Segretario uscente Nunzia Madonna ha presentato la sua candidatura e la lista. 

C’è un dubbio di fondo. Cosa faranno le due componenti che non vinceranno il congresso? Nel momento in cui prevarrà una delle tre linee le altre la seguiranno e rinunceranno a schierare il loro candidato?

A Formia nei mesi scorsi si è arrivati ad una situazione simile. Nella quale la Direzione Pd si è spaccata e la Segreteria regionale ha sospeso l’uso del simbolo. Scongelandolo dopo alcune settimane quando una nuova votazione ha dato il via libera alla candidatura del segretario Luca Magliozzi. È stata la mossa che ha assicurato la vittoria al candidato di Forza Italia Gianluca Taddeo. Perché mezzo Pd (quello che fa capo allo storico ex sindaco Sandro Bartolomeo) ha appoggiato il progetto civico del dottor Amato La Mura mentre l’altra metà ha seguito il simbolo Partito. La Mura ha perso per meno di 40 voti.

Aspettando i Fratelli

Il risultato del Congresso è atteso nello schieramento del candidato Christian Leccese. Dove si profila un altro ritorno. Riguarda l’area del Consigliere Marco Di Vasta: anche lui ha governato con il forzista Mitrano e con la Dem Rosato, aderendo – durante il percorso – a Fratelli d’Italia.

Nei giorni scorsi c’era stato un confronto tra Di Vasta e la Lega per creare un asse elettorale alternativo. Ma non ha prodotto risultati. Ora Marco Di Vasta ha cominciato a tessere il dialogo con Leccese che a sorpresa ha inserito tra le tematiche del suo laboratorio elettorale due argomenti che stanno a cuore ai Fratelli d’Italia. Si tratta dell’emergenza abitativa e dello sviluppo dell’edilizia pubblica.

Eloquente l’apertura di Leccese nei confronti di un alleato che tanti davano per perso. “Ho apprezzato l’intervento dell’amico Marco Di Vasta – ha spiegato – su un tema così importante come l’emergenza abitativa e lo sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica. Ritengo sia decisamente importante portare al centro della discussione azioni concrete che possano dare risposte tempestive ai bisogni della popolazione in difficoltà e delle giovani coppie. Auspico  possa esserci a breve un confronto diretto”.

È probabile che Fdi allestisca un lista civica. Oppure che inserisca i suoi esponenti nelle liste di di Leccese.

In questa partita qualcuno ha perso. O è Marco Di Vasta: chiedeva la presenza del logo di Fdi nella squadra elettorale di Leccese. O è il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini: auspicava, dopo il flop alle provinciali del 18 dicembre, la nascita a Gaeta di un asse elettorale con la Lega.

Il potere, andreottianamente parlando, logora sempre chi non lo ha.

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