In Regione scoppia il caso Quadrini: stop alle nomine

Stop alla nomina dei Commissari delle Comunità Montane nel Lazio. Colpa del 'caso Quadrini'. Il Consigliere Corrado (M5S) rispolvera un'interrogazione di Spilabotte del 2017. L'intervento di Simeone. Poi il rinvio di una settimana

Cannoni puntati su Gianluca Quadrini. Direttamente sulla sagoma. Per evitare che possa restare al timone della Comunità Montana di Arce anche ora che l’ente dovrà trasformarsi. Lo prevede la legge regionale che scioglie gli enti montani e gli impone di diventare Unioni di Comuni. E nel frattempo, la fase di transizione dovrà essere governata dai commissari: che in linea di principio saranno gli stessi presidenti che le governano oggi.

Il presidente Gianluca Quadrini

Ma su Gianluca Quadrini (vice coordinatore di Forza Italia nel Lazio) c’è il disco rosso. Lo ha acceso Valentina Corrado, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e già presidente del Comitato Regionale di Controllo Contabile. Ha imposto lo stop nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio che si è riunta in tarda mattinata. Ha detto che sul presidente in carica della XV Comunità Montana ci sono delle riserve.

I dubbi di Corrado

Cosa impedirebbe a Quadrini di continuare a tenere le redini della Comunità di Arce? Il consigliere Valentina Corrado ha tirato fuori un’interrogazione parlamentare depositata nella scorsa legislatura dall’allora senatrice Maria Spilabotte. In quel testo si fa riferimento ad un articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica nel 2017 e poi ad un servizio televisivo nalla trasmissione “L’aria che tira” su La7: in entrambi si parlava di “spese pazze e sperperi“. Non solo: la parlamentare puntava il dito su 9 concorsi banditi “in un ente destinato alla chiusura, senza che i concorsi siano stati preventivamente autorizzati dalla Regione Lazio e senza sapere se si rispettano i vincoli di legge“.

Il Consigliere Valentina Corrado

Nel testo prodotto dal consigliere Valentina Corrado si fa riferimento agli appaltidove si fa un continuo ricorso agli affidamenti diretti“. E poi al cambio di mansioni del vecchio responsabile finanziario dell’ente ed ai rimborsi speseche sembrano elevati e non congrui alla distanza tra la sede della Comunità montana (Arce) e l’abitazione del presidente Quadrini (Arpino), visto che si tratta di due comuni limitrofi. Tali rimborsi oggi sono senza controllo poiché la nuova presidenza ha provveduto all’eliminazione dei badge per il controllo elettronico delle presenze degli amministratori. Siamo di fronte ad una gestione assolutamente non trasparente che merita approfondimenti”.

Il Consigliere del Movimento 5 Stelle ha sostenuto che sia “inopportuno” affidare a Gianluca Quadrini le redini della Comunità Montana anche nella fase commissariale.

La difesa di Simeone

Un parere del tutto opposto a quello di Pino Simeone, capogruppo di Forza Italia in Regione. Nel corso della seduta di Commissione ha ricordato che «è la legge regionale a mettere in capo ai presidenti e vice presidenti delle attuali Comunità Montane il ruolo di commissario e sub commissario».

Il capogruppo Pino Simeone

Cosa significa? «Significa che la Regione Lazio ha provveduto a fare gli adempimenti e l’attività istruttoria necessarie». In pratica è stata fatta una richiesta all’Anticorruzione per vedere se fosse corretto conferire quegli incarichi a chi ha gestito finora le Comunità. E Simeone ha fatto notare che «Anac ci ha risposto che i presidenti ed i loro vice sono conferibili».

Sono stati chiesti poi a presidenti e vice i certificati con eventuali carichi pendenti con la Magistratura. «E non esistono elementi ostativi».

Non inconferibile ma inopportuno

Ma Valentina Corrado non ha parlato di inconferibilità. Bensì di inopportunità. Il capogruppo Pino Simeone ha sostenuto che «noi ci dobbiamo attenere in punta di diritto, cioè dire se quei soggetti sono ritenuti idonei dal nostro ordinamento. La verifica degli atti è stata fatta dalla Regione Lazio, sono stati acquisiti i Carichi Pendenti e c’è la nota favorevole dell’Anac. Siamo di fronte ad uno schema di delibera».

Ha ricordato ai Consiglieri il caso del manager Asl di Tivoli Giulio Santonocito: anche nel suo caso era stata sollevata una serie di perplessità basate su articoli di giornali. Ma c’era il nulla osta dal Casellario presso la Corte dei Conti, presso la Procura della Repubblica, presso il tribunale. «I fatti parlavano chiaro. Allo stesso modo, noi ci dobbiamo attenere agli atti ed ai fatti, lasciando perdere le chiacchiere».

La lettera di Quadrini

Il presidente Gianluca Quadrini nei giorni scorsi aveva intuito che qualcuno avrebbe tentato di bloccare la sua nomina. Così ha inviato una lettera al governatore Nicola Zingaretti, al presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, al Capo di gabinetto Albino Ruberti.

La Comunità Montana

Nella nota ha evidenziato che tutti i fatti segnalati nell’interrogazione della senatrice Spilabotte «sono stati oggetto di accertamento e nessuna irregolarità è emersa. Va fatta chiarezza sulle procedure: sono passate al vaglio dell’Anac senza aver ricevuto alcun procedimento di diffida. Questa vicenda ha chiaramente dei mandanti».

Il presidente della IV Commissione ha chiesto allora un rinvio di sette giorni, sospendendo tutte le nomine nelle Comunità montane del Lazio. Il semaforo per ora resta rosso. per Quadrini e per tutti gli altri presidenti.

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