Non a tutti i costi. L’ultimatum di Zingaretti a Renzi e Di Maio

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Sara Minelli

Il segretario del Pd è stanco di meline e di attacchi degli alleati. Ieri ha deciso di far capire bene che il partito preferisce le elezioni anticipate a questa gazzarra. Ora il compito più difficile: unire le “correnti” a Bologna.

Non a tutti i costi. E’ questo il messaggio che Nicola Zingaretti ha mandato per l’intera giornata di ieri agli alleati di governo. Il Partito Democratico non garantirà il senso di responsabilità all’infinito. Non se il prezzo da pagare è quello di essere bombardati dal fuoco amico di Matteo Renzi da una parte e dalle decisioni assurde dei Cinque Stelle dall’altra. (leggi qui Le frustate di Zingaretti: “Da Renzi gesti di basso livello”. A M5S: “Decida che fare”)

Zingaretti ha attaccato frontalmente Matteo Renzi, richiamandolo ad un atteggiamento da alleato. Non scherza il segretario del Pd. A questo punto è anche chiaro che chi intende passare con Italia Viva deve trovare il coraggio subito, perché la sensazione è che tra un paio di settimane la situazione sarà davvero incandescente.

Nicola Zingaretti a DiMartedì

Ai Cinque Stelle Zingaretti ha detto sostanzialmente di decidere cosa intendono fare. Sia con riferimento alle alleanze nelle Regioni e in altre parti, senza le quali alleanza è complicato pensare di poter contrastare la destra a trazione Salvini perfino in un circolo bocciofilo.

Poi c’è l’Ilva. C’è una considerazione “regina”: quasi 11.000 posti di lavoro (senza l’indotto) non possono essere mandati in fumo. Non dal Pd comunque. L’intera politica industriale ed economica dei Cinque Stelle non è compatibile con quella dei Democrat.

Ma il significato più profondo dello scatto di Nicola Zingaretti è quello che dopo questo governo ci sono soltanto le elezioni anticipate. Il Pd resterebbe comunque il secondo Partito del Paese, ma Cinque Stelle e Renzi avrebbero seri problemi ad arrivare in doppia cifra. Davvero vogliono le urne? “Noi siamo pronti” ha fatto capire Zingaretti.

Dal 15 al 17 novembre a Bologna ci saranno tre giorni fondamentali per tracciare il prossimo futuro del partito. Dove la battaglia più importante per Zingaretti sarà quella di tenere unite le correnti.

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