Non ci resta che ridere ma solo fino a Frosinone

Senza Ricevuta di Ritorno. La ‘Raccomandata’ del direttore su un fatto del giorno. Un Paese che sembra Zelig. Tra colossei sbagliati e Campani che vogliono far credere d'essere stati fregati. Poi però a Frosinone c'è niente da ridere

Il bestiario quotidiano è ricco è vario. Con tante buone occasioni serissime per ridere, da Nord a Sud.

Si potrebbe cominciare da un sindaco che accende i motori della campagna elettorale puntando al bis. Ma sbaglia il monumento simbolo della sua città, che è poi il simbolo dell’intero Paese. Su internet si sprecano le prese in giro a Virginia Raggi che al posto del Colosseo ha messo l’arena di Nimes in Francia. Virgi’: nemmeno i fondamentali !?

Più a sud. Non è male nemmeno il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Voleva farsi le norme sulle vaccinazioni a modo suo. Ha preteso 200mila vaccini in più, sostenendo che gli siano stati sfilati da sotto il naso nei mesi scorsi. Ha minacciato, altrimenti, di non partecipare più alle conferenze Stato – Regioni. È dovuto intervenire il generale Francesco Paolo Figliuolo a ricordargli che il Regno Borbonico ormai è stato annesso all’Italia e siamo tutt’uno. Quindi, anche la Campania deve adeguarsi. Ricordati di Garibaldi Vince’.

La celebre serie Tv Anni 80 ‘Uccelli di Rovo’

A Perugia c’è un sacerdote che ha interpretato in maniera un po’ ampia il concetto di amore fraterno. Il parroco di San Felice a Massa Martana si è innamorato di una donna. Lo ha annunciato durante la messa della domenica: “Voglio provare a vivere quest’amore senza sublimarlo”. Provi padre: poi però non dica che non l’avevamo avvertita.

A Roma, nuova protesta dei ristoratori. Comprensibile. Anche stavolta hanno lanciato petardi contro carabinieri e poliziotti. Che con le loro chiusure c’entrano nulla. Poi però se qualcuno non vuole pagare il conto o vi chiede la tangente, con quale faccia li chiamate? È impazzita la maionese e pure lo chef.

È accaduto Verona un’insegnate in Dad ha fatto bendare gli studenti durante l’interrogazione. Esasperata dai mille trucchi che i ragazzi hanno saputo inventare per barare, la prof voleva evitare che leggessero gli appunti. Se la scuola serve ad aguzzare l’ingegno, avrebbe dovuto mettergli un voto più alto in base al livello d’ingegnosità messo in atto per fregarla. Per fortuna non ha messo in sottofondo la musica di 9 settimane e mezzo.

A Frosinone Miriam Diurni, presidente degli industriali, ha denunciato che stiamo perdendo decine di occasioni: qui per avere un’autorizzazione ambientale si aspettano 3 anni; ci sono fabbriche che vorrebbero mettere impianti green per inquinare meno ma non possono perché non vengono autorizzati. E nel frattempo inquinano di più. Gli investitori stranieri ci prendono per matti e portano altrove i loro soldi. Qui c’è niente da ridere

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