Non forniamo un alibi al fallimento di De Donatis

La confusione all'interno dei Partiti. Il modello vincente di 3 anni fa "operazione aritmetica per vincere ma i risultati ancora non si vedono". Mario Cioffi si augura che l'amministrazione De Donatis arrivi fino alla fine: per non darle un alibi

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

La piattaforma del 2016: «un’operazione aritmetica per vincere le elezioni a Sora ma senza coesione per amministrare». Si augura che la Giunta in carica arrivi a fine mandato «per avere maggiori elementi per giudicare». Chiara la volontà di un suo impegno in politica. Aperto al dialogo con tutti ha già sentito al telefono Andrea Petricca che, insieme a Valter Tersigni, si prepara a mettere insieme un gruppo di civiche. (leggi qui Due liste in allestimento per fare la guerra a De Donatis). Il suo vecchio Partito, Forza Italia? «È in uno stato di confusione, lo dimostra la sua presenza sia in maggioranza che in opposizione». Ecco perché non aderirà ad alcun Partito nonostante le sue simpatie per la Lega e per Salvini. Insomma, lui potrebbe essere il trait d’union fra la compagine di Valter Tersigni e la Lega di Luca Di Stefano. Una riunificazione del centrodestra a Sora? Quasi impossibile, troppe divergenze personali. Molto chiaro il quadro che dipinge Mario Cioffi, avvocato, candidato nel 2001 a soli 36 anni sfiorò l’elezione a sindaco con una coalizione di centrodestra e, dal 2002 al 2006, coordinatore cittadino di Forza Italia.

Ha  aderito a qualche Partito? L’altra sera l’hanno vista a Posta Fibreno, alla riunione con i vertici della Lega per decidere il futuro di Sora. (leggi qui Aperitivo sulle sponde del Fibreno, nella Lega c’è aria di riorganizzazione)

Non ho aderito ad alcun Partito. Ho accettato molto volentieri l’invito dell’amico Francesco Abbate e ho apprezzato anche il contesto. Ho la sensazione che sia un partito del fare, della concretezza. Lo stesso Matteo Salvini non scende mai in polemiche sterili ma parla sempre di cose concrete“.

Da come si esprime sembra interessato a un ingresso nella Lega.

Assolutamente no. Non aderirò ad alcun Partito. Nel 2002, un anno dopo le Comunali del 2001 in cui fui candidato alla carica di sindaco a Sora, entrai in Forza Italia, dove rimasi fino al 2006 con il ruolo di coordinatore cittadino. Il resto è storia nota a tutti”.

La vuole ricordare anche ai lettori di Alessioporcu.it questa storia?

Ci fu una pesante ingerenza da parte dei vertici provinciali che portò inevitabilmente a insanabili contrasti, in particolare con Antonello Iannarilli. Questi accadimenti mi spinsero a uscire ufficialmente dal Partito, dopo circa un mese di tira e molla, ma soprattutto di minacce di commissariamento. Il commissariamento non arrivò mai. Io e il mio gruppo di amici ce ne andammo spontaneamente. In quel preciso istante capii che la vita di Partito non fa per me. A meno che non ci siano regole chiare e trasparenti“.

Ora come allora? Come vede l’attuale situazione di Forza Italia a Sora?

Forza Italia è in una situazione confusa, visto che è presente sia in maggioranza che in opposizione. Ovviamente in buona compagnia da parte di altri Partiti. Perché lo stesso dicasi per il Pd, la Lega (in in cui è spuntato da poco in maggioranza il gruppo “Noi per Sora” formato dal presidente del Consiglio Antonio Lecce e da Simona Castagna, un gruppo palesemente filo-leghista. Mentre all’opposizione c’è la Lega ufficiale con Luca Di Stefano. In ultimo Fratelli d’Italia, oltre a essere da tempo presente in maggioranza, stando a quanto letto nei giorni scorsi, avrebbe sostenitori anche all’opposizione. A conferma di ciò il dibattito circa la paternità del risultato delle ultime Europee e delle preferenze per Nicola Procaccini. A questo punto l’unica voce fuori dal coro sembrerebbe essere quella del MoVimento 5 Stelle, rappresentato solo in opposizione. Un quadro del genere certo non incoraggia, me come altri, ad aderire ai Partiti“.

In questa logica come legge le voci che circolano sulle riunioni carbonare di centro-destra? (leggi qui Prove carbonare di centrodestra unito)

Sora al 70 per cento tendenzialmente vota centrodestra. I vari personaggi artefici della politica del centrodestra negli ultimi anni, sistematicamente a volte accarezzano l’idea di riunificare la coalizione, altre volte si rendono conto della difficoltà reale a trovare una sintesi, resa quasi impossibile dalle troppe divergenze, anche sul piano personale. Tutto questo porta a un Consiglio comunale variopinto, addirittura con gruppi formati nella maggior parte dei casi da una sola persona“.

Il già vicesindaco della Giunta Tersigni, Andrea Petricca, ha annunciato un progetto civico con Valter Tersigni in vista delle amministrative del 2021, aperto a tutti coloro che vogliano rappresentare una seria alternativa alla maggioranza uscente. E parlando di eventuali accordi, oltre a quello di Luca Di Stefano ha fatto espressamente anche il suo nome. Come accoglie questo invito?   (leggi qui Due liste in allestimento per fare la guerra a De Donatis)

Sicuramente la mia “posizione politica” è meno fresca di altre. Mi occorre inoltre premettere che non ho né l’intenzione né le condizioni personali che mi permettano di impegnarmi in un’eventuale candidatura importante. Al netto di ciò oggi il mio impegno politico per Sora è verso un dialogo aperto, con Andrea come con altri. L’importante è creare una squadra di persone che abbia obiettivi comuni e sia al di sopra di interessi spiccioli e sterili protagonismi”. 

La città ha bisogno di essere unita e questo significa che occorre un gruppo di persone che possa andare d’accordo. Perché dopo le elezioni bisogna amministrare, quindi occorre compatibilità, grossa unione fra le persone e meno portatori di voti “certificati”. Con Andrea non mi sono ancora incontrato, abbiamo avuto un contatto telefonico che al momento ho trovato interessante nelle proposte“.

Parla senza equivoci di “spirito di unione” e nuove persone “con idee fresche da proporre”. Ma soprattutto parla di obiettivi da condividere e non di voti da contare. Come giudica oggi la piattaforma civica che nel 2016 ha fatto vincere le elezioni a Roberto De Donatis?

Il metodo attuato ha sin da subito dato l’impressione di avere soltanto una connotazione elettorale, insomma una formula per vincere. Ora, già da tre anni, la cittadinanza è in attesa di vedere i risultati annunciati. Ci sono ancora due anni, mi riservo di giudicare alla fine“.

Sulla vicenda di Ambiente Surl e della nomina del suo amministratore unico cosa dice? 

Ho trovato molto particolare la lunghezza dei tempi trascorsi fra l’avviso e la nomina dell’Amministratore unico. Ciò sicuramente non dà l’idea di una gestione spedita e risoluta della cosa pubblica. Per il resto non mi addentro nel merito di questioni tecniche che sono state sollevate, non avendo elementi per giudicare“.

Secondo lei ci sarà un rimpasto rispetto all’attuale Giunta De Donatis?

Ne dubito. Non si respira questa sensazione. Al di là dei rumors a mio avviso non ci sarà nulla. E dal mio canto mi auguro che durino fino a fine mandato perché possano vedere la luce alcuni dei progetti annunciati, fra cui la scuola innovativa il minigolf. Ma, soprattutto, affinché possano realizzarsi tutti quei progetti che la stessa maggioranza ha annunciato di voler realizzare sostenendo di aver ottenuto circa 20 milioni di euro di finanziamenti“.

Abbastanza ironica la conclusione di Mario Cioffi che da buon politico navigato sembra voler far leggere fra le righe il concetto secondo cui se l’attuale Amministrazione non dura cinque anni avrà un alibi per giustificare l’eventuale mancato raggiungimento di obiettivi prefissati.