Rifiuti: non servono soluzioni, basta dare la colpa all’altro

L'amarezza del sindaco Sacco di fronte allo scaricabarile sulla gestione dei rifiuti. Roma attacca la Regione. Che è pronta a commissariarla. Tutti fingono di non sapere la verità. Ma grazie ai tifosi non c'è bisogno di soluzioni: basta...

Per una volta spettatore. E non disinteressato. Dopo cinque anni di battaglie politiche e legali, il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco si gode a distanza lo scontro tra Comune di Roma e Regione Lazio sulla gestione dei rifiuti. Quelli che per anni il suo Comune ha dovuto accogliere nella discarica provinciale per evitare il caos nella Capitale. Ora la discarica di via Cerreto è chiusa: ha esaurito i volumi, la società di gestione Mad ha rinunciato al progetto con cui fare il nuovo invaso. E nessuno ha il coraggio di scegliere il nuovo posto in cui realizzare la prossima discarica. Per il momento li stiamo portando fuori territorio. (Leggi qui La sottile vendetta di Lozza: arrangiatevi).

Katia Ziantoni, assessore ai Rifiuti di Roma (Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Nel frattempo l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma Katia Ziantoni nelle ore scorse ha attaccato la Regione Lazio e Nicola Zingaretti perché vorrebbe obbligare la capitale a farsi una discarica. Per l’assessora la soluzione è invece a portata di mano: riaprire la discarica di Colleferro oppure realizzare quella nuova a Roccasecca sulla base del progetto già approvato. (Leggi qui).

Zingaretti, invece, attacca la Capitale perché non vuole dotarsi di una discarica. È ad un passo dal nominare un commissario regionale, sostituendosi al Comune. Preferirebbe evitarlo. Ma Roma non intende individuare le aree per discarica urbana ed rimpianti di trattamento. (Leggi qui Tempo scaduto, la Regione commissaria Roma sui rifiuti).

Dei rifiuti non gliene frega niente

Per Giuseppe Sacco «In pratica, la prima finge di non sapere che ogni Provincia deve obbligatoriamente essere autonoma e deve disporre di tutti gli impianti di trattamento, scordandosi che a Roma manca una discarica da anni. Il secondo, invece, sembra si sia accorto solo ora che la Capitale sfruttava gli impianti delle province. E che il sistema si è retto fintanto che, tra una forzatura e l’altra, si riusciva ad ampliare Roccasecca».

Detta così sembra che tra Comune di Roma e Regione Lazio ignorino le norme, non conoscano i fatti. Impossibile. Roma sa bene di essere inadempiente ma, nei fatti, sul ciclo dei rifiuti in cinque anni di gestione Raggi ha cambiato molto poco. La Regione sa benissimo che tutto ha funzionato fino a quando le province si sono fatte carico dei rifiuti romani e proprio per questo nessun presidente di Provincia, Antonio Pompeo per primo, intende scapicollarsi per trovare una nuova area al posto di quella che si è esaurita. Perché è chiaro che sarebbe una nuova area in provincia di Frosinone dove verrebbe a gettare la spazzatura il Comune di Roma. No Grazie.

Antonio Pompeo (Foto: Stefano Strani)

Il sindaco Sacco individua anche un’altra chiave di lettura. Peggiore dell’ignoranza (delle leggi) e dell’indifferenza (sul ruolo svolto dalle Province).

«Il problema è che oggi, la politica, si traduce in un messaggio mediatico. L’unica cosa importante è dire ciò che riscuote l’apprezzato dai  tifosi…. “si, bravo, giusto, hai ragione tu no quella….”.  Che poi hai detto una fesseria senza senso, senza aver proposto uno straccio di soluzione nell’interesse dei cittadini, non importa».

La conclusione è densa di amarezza. «In pratica, oggi, leggendo certe cose, ed interpretando il sentimento politico, si capisce che non  servono soluzioni, basta dare la colpa a quell’altro ed il problema è risolto».

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