Non siamo stati creati per il male ma per cercare la pecora smarrita (di P. Alviti)

Esistiamo per fare il bene, non siamo stati creati per odiare. Ma per aiutare la pecorella smarrita. Invece chiunque lo faccia viene attaccato e contestato. È il sospetto che satana scatena su Giobbe.

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte

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Non è una frase di Gesù, anzi Gesù la riprende appieno, presentandosi come il pastore che va in cerca della pecora smarrita. La frase è di Ezechiele, un profeta di grande personalità, capace di elaborare, 5 secoli prima di Gesù, un concetto straordinario: esistiamo per fare il bene, non abbiamo la vocazione, non siamo stati creati, dicono i cristiani, per odiare, per pensare male, per contestare tutto quello che accade.

No, esistiamo per andare in cerca di chi è in difficoltà, per fasciare le mille ferite dell’esistenza che purtroppo lasciano spesso cicatrici durature…

Eppure, viviamo  in un periodo in cui chiunque voglia fare del bene viene contestato: molti pensano che non si possa fare del bene gratuitamente, che, comunque, se ti metti a disposizione degli altri, se ti prendi in affido un bambino, se aiuti un migrante, se ti dai da fare per le attività culturali, be’, sicuramente lo fai perché ci guadagni.

Ed è un vero e proprio attacco al bene, una specie di congiura per cui sui social si scatena l’odio popolare nei confronti di chiunque venga sorpreso a fare qualcosa gratuitamente, a mettere a disposizione degli altri qualche ora della sua vita, qualche sua competenza, quello che una volta si chiamava il volontariato. L’attacco al bene ha fatto sì che i volontari oggi siano guardati con sospetto, invece che con l’ammirazione che dovremmo loro: è sufficiente un’inchiesta della magistratura per decretare senza possibilità di appello che tutte le organizzazioni non governative, tutte, le famiglie affidatarie, tutte le case famiglia, tutti i centri di accoglienza siano strumenti per frodare lo stato.

È il sospetto che satana scatena su Giobbe, il buono: non è vero che sia buono… è buono perché gli conviene…

Eppure, se non ci fossero tutte queste persone, nessuno si prenderebbe cura delle pecore ferite di oggi, i ragazzi finirebbero di nuovo negli orfanotrofi, i senza tetto morirebbero di freddo in inverno. Lo Stato tanto esaltato  non cura più nessuno, i comuni annaspano pietosamente, senza i gruppi dei volontari. Eppure l’assalto al bene prosegue, con chi getta benzina sul fuoco per eccitare gli animi e spingerli a commenti violenti.

Dobbiamo difendere chi fa il bene, dobbiamo proclamarne la sua buonafede, fin quando non venga dimostrato il contrario. Altrimenti il giudizio su una persona, su un’associazione avverrà tramite un tweet o una diretta facebook, senza riflessioni, approfondimenti, niente!