Non solo l’Automotive: «Rivedete i tagli per l’assistenza ai disabili»

Il direttore generale dell'Ini contesta i tagli all'assistenza ai disabili. Chiede al Governo investimenti nella riabilitazione e nelle terapie più moderne. per evitare che i pazienti si chiudano in se stessi

Non c’è solo l’Automotive. A puntare il dito contro la manovra economica del Governo pentaleghista ora c’è pure la Sanità: contesta i tagli all’assistenza per i disabili. Ad alzare la voce è Cristopher Faroni, direttore generale del Gruppo INI – Istituto Neurotraumatologico Italiano, una delle realtà più ramificate nella sanità privata del Lazio. È il gruppo che in provincia di Frosinone gestisce varie realtà, tra le quali la più nota è la Città Bianca di Veroli.

«L’ultima legge di bilancio trascura le disabilità – denuncia ora il dottor Faroni – I tagli di budget non permettono di investire nel trattamento proprio dove si stanno scrivendo le regole della riabilitazione e delle terapie. È invece necessario implementare le nuove tecnologie per far si che il mondo di questi pazienti sia sempre meno chiuso».

Chiede di intervenire per abbattere le liste d’attesa per il trattamento delle
disabilità valorizzando gli operatori specializzati e investendo
risorse nelle nuove tecnologie.

Liste d’attesa infinite

«Nelle Asl  ci sono liste d’attesa infinite per prestazioni altamente specialistiche – afferma ancora Faroni – Il personale deve essere altamente specializzato e i costi da sostenere sono alti. È necessario investire sugli operatori e fare in modo che possano eseguire più prestazioni, facendo anche un discorso con le vare Regioni di appartenenza, quindi rivedere gli studi epidemiologici in base a cui sono sviluppati i budget e il numero delle prestazioni da effettuare».

Il governo ha annunciato più controlli. Sui quali Faroni dice di essere d’accordo e anzi sollecita la massima severità nella selezione a monte degli
operatori. «La Regione Lazio ha sempre avuto attenzione per le disabilità ma vediamo adesso come recepirà la manovra del governo».

Un altro problema, sottolinea il dg, è anche la metodologia di trattamento. «Nelle nostre strutture abbiamo sperimentato laboratori creativi di musicoterapia, arteterapia, garden therapy. Abbiamo raggiunto risultati incredibili. Ma la strada è lunga e costosa, i pazienti hanno bisogno di iniziative e attività quotidiane. Questo non si può fare tagliando il budget».

Il percorso punta a «stimolare i pazienti, evitare che si chiudano nel loro mondo. Bisogna fare in modo che il medico sia sempre più presente nel reinserimento anche lavorativo del malato».

In attività dal 1950

L’attenzione al mondo della disabilità del Gruppo INI nasce nel 1950, anno in cui fu realizzata la prima struttura per ricovero, Villa Alba, nel centro di Tivoli, per pazienti con la sindrome di Down. Poi la struttura è stata trasferita a Fontenuova. Infine è stata aperta la struttura di Veroli, nella provincia di Frosinone, specializzata sulle disabilità delle età evolutive sia a livello ambulatoriale sia di day hospital; quella di Mentana nella provincia di Roma, che effettua prestazioni anche in regime di ricovero, e l’ambulatorio di Villa
Dante
a Guidonia.

Dai deficit motori, alla riabilitazione del linguaggio, fino a sindromi più complesse, le tre strutture di Veroli, Mentana e Guidonia contano 500 pazienti trattati al giorno e 120 ricoveri.

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