Non solo rogne. Parola di segretario politico

Oggi fare il responsabile provinciale di un Partito comporta più problemi che soddisfazioni. Basta vedere Luca Fantini, Nicola Ottaviani, Massimo Ruspandini, Daniele Natalia, Adriano Piacentini, Rossella Chiusaroli. Però alla fine l’ultima parola sulle candidature ce l’hanno loro. E allora…

Una volta fare il segretario politico di un Partito rappresentava il massimo per chi faceva politica. Un ruolo più importante di qualunque presidenza della Provincia o di guida di un Comune. Vengono in mente nomi come quelli di Franco Costanzo (Dc) e Danilo Collepardi (Pci). Oggi è cambiato tutto e svolgere l’incarico di responsabile provinciale di un partito è complicato, difficile e ingrato.

I dolori di ogni Segretario

Prendiamo Luca Fantini, da un anno segretario del Pd. Deve costantemente mediare tra Pensare Democratico di Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti e Base Riformista di Antonio Pompeo. Deve continuamente correre in ogni Comune per placare le ire funeste dei singoli consiglieri. E se poi c’è la campagna elettorale, allora tutto è amplificato.

Ruspandini, Natalia, Ottaviani

O prendiamo Nicola Ottaviani,  da tempo ormai coordinatore provinciale del Carroccio. Lui, sindaco di Frosinone, vorrebbe concentrarsi sui referendum e sulle tematiche di carattere nazionale. Ma non può. Perché a Sora ogni giorno c’è qualche mal di pancia, perché ad Alatri le rivendicazioni sono tante, perché in ognuno dei 91 Comuni c’è la necessità di andare a riparare qualche falla.

Prendiamo Massimo Ruspandini, senatore della Repubblica e commissario di Fratelli d’Italia. Lui si sta concentrando nel radicamento sul territorio del partito. Sulle adesioni. Poi ogni tanto però succede che si scatena qualche botta e risposta nei Comuni. E allora deve mediare, comporre, ascoltare.

La medaglia ed il rovescio

Oppure prendiamo i tre sub commissari di Forza Italia. Anche per loro non è semplice mettere d’accordo tutti, trovare le sintesi giuste. Finito lo scontro quotidiano con Gianluca Quadrini, si tratta adesso si provare a dare peso al partito alle comunali. Operazione non semplice in un contesto, quello del centrodestra, dominato da lega e Fratelli d’Italia. Ma si deve fare. E si farà.

Foto (Vince Paolo Gerace / Imagoeconomica)

Soltanto che essere il responsabile politico di un Partito comporta più rogne che soddisfazioni. Più litigate che accordi. Però c’è anche il rovescio della medaglia. Quale? Il segretario provinciale ha il coltello dalla parte del manico per ogni tipo di candidatura. Ovunque.

E allora ben vengano le litigate quotidiane. Perché alla fine sono loro a decidere.

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