Notte fonda per il calcio dilettantistico della Ciociaria

Crisi forse senza precedenti per i club della provincia che pagano la fuga degli investitori e gli effetti della pandemia. Lo specchio fedele è il campionato d’Eccellenza che la prossima stagione avrà soltanto 3 squadre frusinati (Sora, Anagni e Ferentino) rispetto alle 7 del torneo passato. Bisogna provare a rifondare il movimento e ripartire puntando forte sul settore giovanile

Emiliano Papillo

Ipsa sua melior fama

Notte fonda per il calcio dilettantistico ciociaro ed il futuro non promette nulla di buono. Lo specchio fedele di una crisi forse senza precedenti è il campionato d’Eccellenza, il più importante a livello regionale. I club della provincia hanno subito una vera e propria debacle: da 7 si sono ridotti a 3. Si tratta di Anagni, Ferentino e Sora che resistono alla tempesta perfetta.

Le altre 4 in lizza la scorsa stagione (Arce, Morolo, Monte San Giovanni Campano e Paliano) sono retrocesse. Morolo e Monte direttamente, Arce e Paliano dopo i playout. Inoltre dalla Promozione, salvo eventi al momento assai improbabili, non salirà nessuna formazione. Il Ceccano è secondo ad una giornata dal termine ma bene che vada potrà entrare in lista per un ripescaggio che appare difficile anche per le retrocesse.

Insomma un quadro a tinte fosche. Una piccola luce dalla Serie D: Cassino e Fiuggi tra mille difficoltà hanno mantenuto la categoria. Ma siamo in deficit rispetto ai tempi quando squadre come Anagni, Ferentino, Sora, ma anche Isola Liri, Ceccano, Morolo, Boville ed altre brillavano.

L’analisi della crisi

Francesco Cardinali, bomber dell’Anagni

Quali i motivi di questa situazione? Diversi, quasi un combinato disposto. Sicuramente per la stagione appena conclusa ha influito un regolamento assai discutibile. I gironi sono passati da 2 a 3, la vincitrice non aveva certezza della Serie D, la seconda doveva affrontare varie fasi dei playoff. Mentre a retrocedere per ogni girone erano ben in 6.

La crisi economica, acuita dalla pandemia, ha dato una mazzata al sistema. Gli imprenditori ciociari non si identificano più con le squadre della loro città e quindi preferiscono non rischiare in un momento così difficile. Non ci sono più i “mecenati” come Mimmo Aversa del Ceccano, Pasquale Specchioli e Nello Lubrano dell’Anagni, Angelo Costantini del Morolo, Giampiero Vellucci e Rosettano Navarra del Ferentino. Solo per citarne alcuni.

Ora si preferisce investire su altro. Altro fattore: rispetto agli anni passati, la differenza l’hanno fatta i calciatori più esperti. Chi ha optato per la linea verde tipo il Morolo ha pagato lo scotto.

Un futuro ricco d’incognite

Francesco Gesmundo, allenatore Anagni

Che dobbiamo aspettarci dalla prossima stagione? Difficile dirlo. Il Sora, deluso dal fatto di non aver raggiunto la fase finale playoff, sta provando ad acquistare il titolo di Serie D da una società del Centro Italia. Ma la trattativa non è facile.

Per ora tutto fermo per quanto riguarda il tecnico (Alessio Ciardi spera di restare) ed i giocatori (bomber Rossi in primis). Si muove qualcosa nell’Anagni che ha confermato mister Francesco Gesmundo: punta ad un campionato di vertice ma ha il problema del campo. Da ormai quasi 5 anni è costretto a giocare lontana dal “Roberto Del Bianco” dove i lavori di riqualificazione sembrano infiniti. Probabile debba ancora una volta emigrare a Supino dove nell’ultima stagione ha affrontato le sfide a porte chiuse. Un handicap non da poco.

Francesco Pippnburg, tecnico del Ferentino

Infine il Ferentino, sorpresa del campionato 2021-2022. Arrivato terzo oltre ogni più rosea aspettativa, ha confermato in queste ore mister Francesco Pippnburg. Proverà a migliorare il terzo posto ma non sarà facile. Nel frattempo i gironi di Eccellenza sono tornati da 3 a 2. Puntare al salto in D appare sempre più complicato. Ma al di là di tutto in Ciociaria bisognerà rifondare il movimento, partendo dal settore giovanile che deve essere il serbatoio della prima squadra e creare valore. Ci vorrà tempo però la strada sembra obbligata.  

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