L’olimpo ad 11 vittorie di distanza

Il direttore Angelozzi nella sua conferenza stampa ha scoperto le carte: "Dobbiamo ripartire da zero ma se facciamo 32-33 punti nel ritorno può esserci il miracolo". Ecco cosa è accaduto nelle ultime sei stagioni di serie B

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

“A me interessa arrivare ai playoff, vincere il campionato. Questi sono macro-obiettivi da perseguire…”. E ancora: “…Però adesso ci dobbiamo dimenticare la cavalcata, si riparte da zero…”. Per aggiungere ulteriormente: “Ora, dal 3 gennaio andiamo a vedere cosa saremo capaci di fare. Ma se quest’anno facciamo nel ritorno 30-33 punti ci potrà essere il miracolo. Pensiamo però partita per partita. Tutte si rinforzeranno ma per arrivare a 72 punti dovranno viaggiare alla media di 2 punti a partita”. L’Olimpo è lì: a quell’indirizzo.

Sono le parole precise del direttore dell’area tecnica del Frosinone, Guido Angelozzi, due giorni dopo il 3-0 alla Ternana. Frasi centellinate, che non lasciano spazio a interpretazioni: il Frosinone corre dichiaratamente per l’obiettivo massimo, dal 14 gennaio quando la corsa del campionato di Serie B ripartirà con la squadra di Grosso che aspetta il Modena. (Leggi qui: Riapre il supermarket-inverno, il Frosinone si fa gli… affari suoi).

La road map per l’Olimpo

Guido Angelozzi

Diciannove giornate, le prime 3 (Modena, Brescia fuori e Benevento in casa) da giocare con il mercato aperto. Si dice sempre che chi bene parte è a metà dell’opera. In questo caso “chi bene riparte…”. E poi scorrendo il calendario in maniera random ci sono, sparsi qua e là, gli scontri diretti con Reggina e Genoa da giocare in casa come quelli con Parma e Sudtirol posizionate tra le prime 8. Ma anche il Bari al ‘San Nicola’ e il Pisa all’Arena Garibaldi.

Delle ultime 5 attualmente in classifica, Spal e Perugia da affrontare fuori casa, Cosenza, Cittadella e Venezia in casa. Tutte col coltello tra i denti. E poi un Cagliari che uscirà trasformato dal mercato ‘imposto’ da Ranieri che aspetterà i giallazzurri alla ‘Domus Arena’, il Palermo al ‘Barbera’, l’Ascoli in casa, il Como e la Ternana fuori.

Quanti punti dovrà fare il Frosinone? Nel girone di andata la squadra di Grosso ha vinto 12 partite, ne ha pareggiate 3 e ne ha perse 4. A 11 vittorie dall’Olimpo, ci può stare che la profezia del direttore Angelozzi possa avverarsi.

I numeri delle ultime 6 stagioni

Fabio Grosso, tecnico del Frosinone

Proviamo a leggere qualche numero in un momento nel quale il pallone non rotola. Anche se un certo Winston Churchill, primo ministro del Regno Unito, una ottantina di anni fa diceva che ci sono due tipi di bugie: quelle dichiaratamente tali e le statistiche. Il calcio però si nutre in maniera vorace di questo tipo di numeri e bisogna assecondarlo.

Nelle ultime 6 stagioni di Serie B, considerando i 4 campionati a 20 squadre, il Benevento (stagione 2019-’20) ha ottenuto da primo in classifica 86 punti dopo aver chiuso il girone di andata a 46 punti, secondo il Crotone con 68. Il Brescia (stagione 2018-’19) ha vinto con 67 punti, secondo il Lecce con 66 ma primo al termine del girone d’andata era il Palermo con 37 punti che poi chiuse a 63 (ma fu estromesso dai playoff).

L’Empoli (stagione 2020-’21) ha vinto con 73 punti dopo aver chiuso in testa l’andata con 38 punti, seconda la Salernitana con 69. Infine il Lecce (stagione 2021-’22) ha vinto con 71 punti, seconda la Cremonese con 69, ma primo al giro di boa era il Pisa con 38 punti che centrò i playoff con 67 punti.

Nei due campionati a 22 squadre, l’Empoli (stagione 2017-’18) vinse con 85 punti, secondo il Parma con 72 a pari merito con il Frosinone ‘tradito’ da un gol di differenza nello scontro diretto. Primo al termine del girone di andata era il Palermo con 39 punti. Nel torneo del 2016-’17 vinse la Spal con 78 punti, secondo il Verona con 74 a pari merito con il Frosinone ‘penalizzato’ da una rete di differenza nello scontro diretto, al termine del girone d’andata in testa c’era il Verona con 41 punti.

Esoneri raddoppiati, premiare solo i virtuosi

Fabrizio Castori prima esonerato e poi richiamato dal Perugia (Foto Ianuale)

Quattro mesi e mezzo del campionato 2022-‘23, 19 partite ufficiali, un girone intero in archivio e già numeri negativi nel bilancio di diverse società: 13 i club che hanno avvicendato per 15 volte 13 allenatori.

Infatti c’è l’eccezione nell’ambito della regola: Castori prima esonerato e poi richiamato al Perugia, mentre Baldini si è dimesso 2 volte, prima al Palermo dopo una scoppola in amichevole col Pisa (ma era senza contratto, ndr) durante il periodo del ritiro precampionato e poi nell’interregno al Perugia.

Un termine di paragone che aiuta a comprendere le enormi differenze tra le ultime due stagioni e l’evidente peggioramento in quella attuale: nel campionato 2021-‘22 gli allenatori avvicendati in panchina erano stati 12 in un totale di 13 avvicendamenti in 8 club. Con qualche esonero multiplo: al Cosenza (Zaffaroni sostituito da Occhiuzzi, poi rilevato da Bisoli), Vicenza (Di Carlo sostituito da Brocchi a sua volta rilevato da Baldini), Pordenone (Paci, poi Rastelli e Tedino), Crotone (Modesto, Marino e poi di nuovo Modesto) e Reggina (Aglietti, Toscano e quindi Stellone). Morale della favola: Cosenza salvo ai playout, Vicenza, Pordenone e Crotone retrocessi, Reggina ampiamente salva. Delle altre che avevano deciso di cambiare (Spal, Brescia e Parma) solo il Brescia aveva centrato i playoff.

Significa che cambiare non sempre permette di ottenere risultati, al contrario per ben che vada si appesantiscono i bilanci. Il mondo del calcio che chiede ed ottiene l’apertura di credito da parte del Governo non riesce però a trovare una sintesi al proprio interno. Giustissimo aiutare un’azienda che produce uno tra i primi 3 fatturati del Bel Paese ma sarebbe anche altrettanto giusto trovare dei contrappesi per premiare i club virtuosi, da una parte, e per penalizzare, dall’altra, quelle società che cambiano allenatori (e staff) come fazzolettini durante un raffreddore.

Reggina e Genoa si confermano, Pisa super

Alberto Gilardino ha rilanciato il Genoa

L’ultima giornata di campionato ha visto confermarsi la Reggina e il Genoa alle spalle del Frosinone. I calabresi sono passati ad Ascoli grazie ad un gol di Rivas arrivato al termine di un’azione continuata nell’area dei marchigiani, favorita da una serie di carambole fortuite. I liguri, che con Gilardino in panchina hanno ottenuto 3 vittorie ed 1 pari, hanno sbancato Bari grazie al gol decisivo di Gudmundsson (1-2). Svolta ligure nel dopo-Blessin? Di certo l’ex attaccante ha rimesso la famosa ‘Chiesa al centro della piazza’, gettando nella pattumiera le teorie filosofiche del tecnico tedesco che passerà alla storia del calcio italiano per aver ottenuto sette pareggi di fila la scorsa stagione con una squadra che dove fare punti per salvarsi.

Occhio al Pisa, che getta nello sconforto una Spal inconcludente (0-1) e che soprattutto è salito dall’ultimo al quinto posto. De Rossi, piombato al quint’ultimo posto, fa sempre più difficoltà ad assemblare un organico che potrebbe perdere Esposito in procinto di trasferirsi allo Spezia e che ha bisogno di puntellare in tutti i reparti per scacciare l’incubo della zona playout. Alla ripresa anche 3 squalificati per i ferraresi (Meccariello, Murgia e Tripaldelli).

Il Parma non ingrana, scatto Cagliari

Francp Vasquez del Parma

Da un’emiliana delusa e pure preoccupata, la Spal del patron Tacopina, ad un’altra emiliana che non può fare salti di gioia, il Parma del patron Krause. A Venezia è bastata un’accelerazione decisa della squadra di Vanoli per agganciare il 2-2 dopo lo 0-2 iniziale. Non basta solo ‘El Mudo’ Vazquez ai ducali, serve gente che corre e soffre. In Emilia c’è chi ha trascorso vacanze natalizie gongolando: è il Modena che ha sbancato il ‘Druso’ di Bolzano, fermando un Sudtirol che ha chiuso il 2022 e la sua prima parte di esperienza in serie B in maniera largamente positiva.

Il Cagliari esce dal limbo, è bastato il nome di Ranieri chiamato al capezzale dei sardi oltre 30 anni dopo l’ultima volta, per battere il Cosenza 2-0. Da oggi l’allenatore romano che ha allenato in 4 dei 5 migliori campionati europei tranne che in Bundesliga, prenderà possesso del ruolo e sarà in interessante vederlo calato in un campionato così particolare. Ranieri supera di 2 anni il collega Andreazzoli, 71 anni contro 69.

Esordio lento per Aglietti, Cannavaro non decolla

Il tecnico Fabio Cannavaro non ingrana con il Benevento

Proseguendo la carrellata delle ultime partite prima della sosta, l’1-1 tra Brescia (esordio in panchina di Aglietti) e Palermo (in panchina il bresciano ed ex Corini) è stato caratterizzato da due lampi… dei portieri: pallone tra le gambe di Pigliacelli nel vantaggio di Galazzi e uscita a farfalle di Joronen sul pari di Segre. Poi tanto Palermo per 40’ della ripresa ma spazi ridotti per il gol-partita dei rosanero. Per Aglietti tanto da lavorare sotto l’aspetto psicologico di una squadra apparsa smarrita.

Non è un buon momento per Cannavaro. Il suo Benevento perde 2-0 in casa con il redivivo Perugia (risalito a -1 dai playout e -3 dalla salvezza diretta). E scivola a -2 dalla zona playout. Alla ripresa 3 squalificati: Acampora, Tello e M. Viviani). In gol per gli umbri ancora una volta il terzino Lisi (3 reti in 2 gare) che ha convinto Castori che quella maglia è sua. Infine secondo successo di fila per il Como. Esce dalla zona playout dopo il 2-0 ad un Cittadella dove sembra che qualcosa del meccanismo si sia inceppato. Dopo la vittoria in casa del Genoa che sancì l’esonero di Blessin sono arrivate 4 sconfitte di fila.

Misteri di un serie B sempre intrigante come un thriller d’autore.

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