E ora cosa gli rispondiamo ad Acea? I sindaci si vedono domani

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Tutto è iniziato sull’acqua e tutto si concluderà sull’acqua. Più precisamente sulla decisione relativa alla risoluzione della convenzione con Acea. L’argomento tornerà all’attenzione della conferenza dei sindaci al termine di un percorso abbastanza articolato.

 

Riunione della Consulta

Domani alle 15 è in programma la seduta della Consulta d’Ambito, l’organo ristretto dei sindaci. All’ordine del giorno l’esame delle controdeduzioni di Acea alla diffida ad adempiere che i primi cittadini hanno inoltrato al gestore nel marzo scorso, dopo averla votata in assemblea il mese prima. La Segreteria Tecnico Operativa sta già analizzando i documenti e Antonio Pompeo (presidente dell’Ato 5 oltre che della Provincia) ha intenzione di sottoporre l’intera questione anche al vaglio degli avvocati. Perché ci sono molti aspetti da ponderare con attenzione.

 

Lo scenario

Nel caso l’assemblea dei sindaci dovesse votare la risoluzione della convenzione, comunque Acea continuerebbe a gestire il servizio idrico in provincia di Frosinone per i successivi 18 mesi. Al termine dei quali dovrebbe essere indetta una nuova gara, alla quale la società sicuramente parteciperebbe. In ogni caso per il subentro ad Acea il “costo” stimato è all’incirca di 170 milioni di euro. La prima voce è rappresentata dal conguaglio di 53.198.106 euro che l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha determinato con la delibera 51/2016 del febbraio scorso.

Si tratta delle tariffe idriche da applicare nell’Ambito Territoriale di Frosinone dal 2012 al 2015. Poi c’è una quota parte, residua, pari a 25 milioni di euro del conguaglio di 75 milioni di euro, riconosciuto ad Acea da una sentenza del Consiglio di Stato (massimo organo della giustizia amministrativa) per le tariffe idriche del periodo 2006-2011. Conguaglio che i cittadini stanno già pagando nelle bollette.

Poi ci sono 80 milioni di euro di “immobilizzazione” di beni realizzati e non ammortizzati, quindi altri 12 milioni riconducibili ad altre voci che il gestore intende richiedere. Si tratta di somme riconducibili in massima parte agli interventi che Acea sta effettuando in questo momento. Senza considerare le possibili richieste di risarcimento dei danni che il gestore potrebbe avanzare nel caso dell’apertura di un contenzioso giudiziario.

La convenzione scade nel 2033 e Acea ha già presentato ricorso al Tar contro la delibera della diffida ad adempiere, avanzando una richiesta di 10 milioni di euro come risarcimento per danni di immagine.

 

Cosa succede ora

La Segreteria Tecnico Operativa sta esaminando gli atti e ha indicato il termine di trenta giorni per effettuare questa operazione. Richiamando la legge 241/90. Nella convenzione però non è indicato un termine entro il quale la proposta di risoluzione della convenzione va portata all’attenzione della conferenza dei sindaci.

È probabile però che tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre una decisione sulla tempistica sarà presa. Un altro aspetto che la Consulta esaminerà domani è quello del coinvolgimento dei singoli consigli comunali (in tutto sono 86).

Questo perché nel ricorso al Tar relativo alla diffida ad adempiere Acea ha rimarcato proprio il fatto che non tutti i consigli comunali si erano preventivamente espressi.

 

Il piano tariffario

Si è in attesa della decisione dell’Autorità per l’energia sul piano tariffario 2016-2019. Nell’ultima riunione della conferenza dei sindaci è stato approvato un emendamento, illustrato da Nicola Ottaviani, con il quale si chiede una sospensione per la determinazione della tariffa in attesa che venga definita la procedura relativa alla messa in mora nei confronti di Acea.

Quindi si specifica di escludere, nel caso in cui non venisse accolta la richiesta di sospensione, «ogni aumento tariffario, dando atto che risulta confermata, anche con la odierna votazione, la precedente tariffa». Quella del 2015.

La proposta di Acea prevede un conguaglio di 77 milioni di euro, da spalmare sulle tariffe fino al 2027. Mentre per quanto concerne il piano tariffario, c’è quello indicato dalla stessa Aeegsi, con un aumento provvisorio del 9% per il 2016.

 

Il punto politico

Per il momento il botta e risposta, al vetriolo, avviene a distanza. Ma la sensazione è che tra il segretario provinciale del Pd Simone Costanzo e il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani lo scontro politico sia destinato a salire, in misura direttamente proporzionale all’avvicinarsi della votazione sull’ipotesi di risoluzione della convenzione tra Ambito Territoriale e Acea.

All’assemblea della direzione provinciale del Pd Simone Costanzo ha detto: «L’Autorità per l’energia ha davanti due proposte sul piano tariffario. Una, quella di Acea, formata da 300 pagine di dati tecnici e argomentati. Un’altra, che fa riferimento all’emendamento di Ottaviani: poche paginette senza alcun tipo di supporto tecnico. La realtà è che il sindaco di Frosinone ha assunto una posizione demagogica e populista, pensando alla campagna elettorale. Al contempo è stata bocciata la proposta della Segreteria Tecnico Operativa, che prevedeva un conguaglio di 34 milioni di euro (invece dei 77 richiesti dal gestore), sulla base anche dell’applicazione di alcune penali».

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani replica: «Nei luoghi che normalmente alcuni personaggi dovrebbero frequentare vale sempre la massima latina: De minimis non curat praetor ». Si tratta di una locuzione latina che significa che il pretore non si occupa di cose di poca importanza. Nel febbraio scorso l’assemblea dei sindaci votò in modo compatto la diffida ad adempiere nei confronti del gestore. Ma da allora la situazione è cambiata radicalmente e tra Forza Italia e Partito Democratico si è consumata una frattura molto forte. Anzi, insanabile. Destinata a pesare nella prossima seduta della conferenza dei sindaci.

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